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Maurizio Vandelli. “Il Principe” e un plettro con gli occhiali

Una chitarra, uno spartito e un plettro e… Foto J. Wilson

Maurizio Vandelli il Principe

Maurizio Vandelli, ha festeggiato di recente i 50 anni di carriera. Dai successi dell’Equipe 84 con la sua voce inconfondibile in “Io ho in mente te”, che lancia il gruppo, a “29 settembre“, come solista. Pietre miliari della musica italiana. Tanti successi, tante canzoni, tante collaborazioni con i più grandi personaggi della musica italiana. È un artista e un uomo speciale, di quelli veri. Non ha caso la sua sensibilità e la sua classe in ogni senso in ogni modo, hanno fatto si che sia soprannominato “Il Principe”.

Lo abbiamo intervistato

Lasciato Sanremo e interrotto le interviste dal vivo per il lockdown, riprendiamo da qui, in occasione della rassegna “Parabiago d’Autore“, organizzata dall'”Isola che non c’era”, che ci ha offerto l’occasione di incontrare Maurizio. Una chiacchierata rapida ma cordiale. Non ha voluto né foto e né video. È un Vandelli meditativo, ma è un grande e ci basta così.

Com’è tornare a fare musica dal vivo dopo il periodo che abbiamo passato?

Sono emozionato, anche perché ho perso alcuni amici, e torno a cantare dal vivo, ma con tutte le precauzioni del caso.

In questo momento di difficoltà per gli artisti, in cui suonare è e sarà complicato, non pensi che la televisione possa essere un giusto compromesso per tornare a fare musica?

Non parlo solo di talent e di giovani…La televisione si comporta in modo strano, manda in onda repliche e trasmissioni pre-registrate.

Non so che politica stia facendo. Certo che non fanno, tranne poche eccezioni, qualcosa di nuovo per l’occasione, ma stanno rimandando robe vecchie. La televisione potrebbe avere una sua parte di fronte a questa catastrofe totale per i musicisti chiamando un po’ tutti, a turno; invece chiamano sempre gli stessi.

Le tue serate sono ricche di aneddoti e racconti della tua cinquantennale carriera: qual è il punto di vista con cui ripercorri i tuoi incontri e la tua storia?

Io sono tutto meno che nostalgico. Io vivo per il domani, sono appassionato di tecnologia, mi piace il futuro.

Esiste il valore dell’amicizia nel mondo della musica?

Io non credo che gli artisti credano nell’amicizia, perché hanno un atteggiamento che in genere è un po’ troppo costruito. Io ho tanti amici, ma non me ne vengono in mente tra gli artisti.

Cosa ti piacerebbero che gli spettatori raccontassero a casa a chi non può assistere a un tuo concerto?

Io cerco di andare sul palco e far andare a case le persone con un sorriso da lobo a lobo, perché secondo me uno spettacolo, un concerto, ha bisogno di felicità.

Hai un portafortuna?

Sì, è un plettro con gli occhiali!