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Il giovane Giacomo Leopardi “contro la minestra”

Dalla “minestra” all’autodeterminazione. Il Municipio genovese del Medio Ponente ha ospitato una bellissima e sorprendente mostra di disegni ed elaborati scritti, realizzati da giovani allievi, sulla poetica puerile del Poeta di Recanati

Giacomo Leopardi: scritture e versi
Originali di Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi “contro la minestra”

Duecentoquindici anni fa, l’allora appena undicenne Giacomo Leopardi scriveva l’invettiva satirica “Contro la minestra” – apostrofata con uno scherno e una sagacia che forse, anche se dedicati a versi puerili, potevano già bastare per contrastare lo stereotipo di “poeta triste e sfortunato” che purtroppo avrebbe condizionato, lungo i secoli, l’approccio alla sua poetica senza tempo.  

Non entrando nel merito dei gusti gastronomici di Leopardi e delle sue preferenze in fatto di cucina – di cui si conserva addirittura una lista numerata, dai tortellini di magro ai mostaccioli alla granella di mandorle, che Egli, trasferitosi a Napoli nell’abitazione dell’amico Antonio Ranieri, consegnò al cuoco di casa – desidero segnalare l’impegno, educativo e didattico, degli Insegnanti del mio Istituto, che hanno avvicinato gli alunni delle scuole primarieFoglietta” e “Tommaseo”, e gli studenti della secondaria di primo gradoGramsci” al Poeta adolescente, ma già determinato a trovare nella lirica la forza di riscattarsi da una condizione personale di fragilità, fisica ed emotiva.

L’autodeterminazione di Leopardi

Sono stati, infatti, la poesia e, prima ancora, i libri della famosa biblioteca paterna a stravolgere i pronostici famigliari e sociali, secondo i quali il giovanissimo Leopardi avrebbe dovuto assecondare un destino già segnato per chi, secondo la consuetudine del tempo, nella situazione sociale e finanziaria dei genitori e con un complesso fisico tutt’altro che promettente, non poteva che intraprendere la carriera ecclesiastica.  Il Poeta, invece, si oppose al suo destino con quella forza che oggi chiamiamo autodeterminazione e che rappresenta la capacità di ciascuno di diventare non solo protagonista, ma anche regista e sceneggiatore del proprio futuro: una competenza che l’azione educativa deve coltivare dalla scuola dell’infanzia all’intero ciclo di studi.

Dal proseguire il lavoro paterno al “progetto di vita”

In un tempo passato non così lontano come l’ottocento leopardiano, l’orientamento, prima di affermarsi nelle scuole come ambito di ricerca declinato nelle prassi educative e didattiche, si sviluppava entro il perimetro del contesto socio-economico di origine; in particolare, il figlio era incoraggiato a proseguire il lavoro paterno, a differenza della figlia, per la quale, oltre all’inderogabile binomio “moglie e madre”, esistevano solo attività professionali ritenute consone al genere femminile. Soltanto negli ultimi decenni il sistema educativo ha assegnato un’importanza primaria alle attività di orientamento degli studenti, con l’emersione del concetto di “progetto di vita” che ognuno di loro, a prescindere dalle caratteristiche sociali, culturali ed economiche, deve essere di grado di costruire, non solo in previsione del futuro lavorativo, ma in prospettiva della realizzazione della pienezza della personalità, secondo i dettami costituzionali.

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La “ribellione” di Leopardi un segnale per realizzare sé stessi

Oggi l’obiettivo dell’orientamento scolastico è quello di accompagnare i ragazzi a sviluppare conoscenze, abilità e competenze di auto-orientamento, indagando sulle proprie attitudini, sugli interessi e sui risultati che si prefiggono di raggiungere, attraverso decisioni consapevoli, libere da condizionamenti e pregiudizi. L’educazione alla scelta, quindi, diventa cruciale in un’azione di orientamento formativo che non si limita ad avvicinare i giovani ai mestieri e alle professioni, che per loro saranno sicuramente diversi rispetto alla realtà attuale, ma deve offrire gli strumenti per poter selezionare, controllare, cogliere le opportunità lavorative che si presenteranno, in un processo dinamico che si svilupperà per tutto l’arco della vita.

La bellissima e sorprendente mostra di disegni ed elaborati scritti realizzati dagli allievi dell’Istituto sulla poetica puerile di Giacomo Leopardi, allestita presso il Municipio genovese del Medio Ponente e oggetto di un Concorso grafico e letterario a cura dell’Insegnante Erika Dagnino, conferma prima di tutto l’efficacia di un progetto di grande valore per l’approccio didattico alla letteratura da una prospettiva vicina all’età degli alunni e alle loro preferenze stilistico-narrative; ma sono certa che i versi del del Poeta contro la minestra, che fossero il primo segnale, magnificamente espresso, di una “ribellione” che lo avrebbe condotto alla realizzazione della sua vocazione poetica, o semplicemente l’insofferenza per un piatto a volte poco amato dai più giovani, hanno comunque incoraggiato i nostri studenti “a dire la loro”: buon segno!

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