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Sotto l’albero Social Network e ipocrisia

Una riflessione controculturalecome regalo intellettuale sotto l’albero di Natale. L’albero accoglie i doni, materiali e immateriali, ma sempre di doni si tratta. Natale è magico lo dice anche la canzone

L'albero: poco entusiasmo

Ah il Natale!

Ah, il Natale! Quel periodo magico in cui le case si trasformano in piccole Las Vegas, e le persone sembrano contagiarsi di un’amnesia collettiva che fa loro dimenticare tutto ciò che non brilla o non suona “Jingle Bells“, o tutte quelle altre nauseabonde canzoni che blaterano fuori dagli speaker, rendendo le strade un’accozzaglia di suoni, manco fossimo in un mercato delle pulci in Malesia? Mi perdonerete un’analisi un po’ “fuori dal coro”? La festa per eccellenza, che ci fa sentire tutti caldi e felici, almeno a giudicare dai nostri feed di Instagram. Ma, vi chiederete, cosa c’è dietro le foto perfette e le storie scintillanti? Scopriamolo, mentre esploriamo il lato ipocrita e consumista di questa stagione natalizia nell’era dei social media. Con la puntualizzazione d’obbligo che, ovviamente, non è così per tutti.

Il Consumismo sfrenato e le foto da divo

È diventata solo una corsa pazza al supermercato, dove tutti si scatenano per comprare regali costosi che nessuno vuole o di cui ha bisogno. Ma aspetta… dobbiamo farlo per dimostrare quanto siamo generosi, giusto? Sì, perché il vero spirito natalizio è rappresentato dal numero di pacchetti sotto l’albero. E naturalmente, i tuoi follower devono vedere tutto ciò, altrimenti sembra che il Natale non sia stato festeggiato. Passeggiare per un centro commerciale a dicembre è come assistere a un reality show non annunciato: “Chi spenderà di più?”.

Il Natale di oggi è come un grande set cinematografico, pronto per la sua performance annuale su Facebook e Instagram. Non importa se in realtà crollerai sotto il peso dei debiti a gennaio, basta che le tue foto natalizie siano piene di pacchetti eleganti e sorrisi radiosi. Ma sotto la superficie, si nasconde la dura realtà del consumismo sfrenato. Le persone si affrettano a comprare regali costosi per dimostrare quanto siano “generose”, e i negozi diventano veri e propri campi di battaglia. Non è forse questa l’essenza del Natale?

Lo “Spirito Natalizio” sui Social Media

Questo è il momento in cui le case vengono trasformate in set cinematografici per riviste di arredamento. Le decorazioni natalizie sono più elaborate di un film di Hollywood, e gli abiti festivi sono scelti con più cura del cast di un film blockbuster. Ma la domanda è, chi stiamo cercando di impressionare? Perché avere un Natale autentico quando puoi avere un Natale Instagrammabile? Pensate a quanto “lo spirito natalizio” sia stato snaturato dai social media. Le decorazioni non sono più solo per la casa, ma anche per il profilo Instagram. Gli abiti festivi diventano un’esibizione di stile, mentre le tavole imbandite sfidano ogni limite di ornamento. E tutto questo per cosa? Per impressionare i nostri “follower”? Ma nel frattempo, l’autenticità dello spirito natalizio è stata messa da parte in favore di una gara per il numero di like e commenti.

L’ipocrisia sociale e la verità dietro le foto perfette

Ipocrisia sotto l’albero

Sotto l’albero, le famiglie si riuniscono con sorrisi incollati in volto, ma dentro si stanno chiedendo perché stanno ancora facendo questo. Le tensioni e le vecchie liti vengono messe da parte per le foto di gruppo e i selfie con lo zio strano. E l’ipocrisia delle relazioni? Ah, ecco il cuore pulsante del Natale moderno. Famiglie riunite che sembrano più riunioni di azionisti che di parenti, amici che si vedono più per obbligo che per piacere, e scambi di regali che hanno la stessa emozione di una colonscopia. Le riunioni familiari diventano eventi di pura recitazione. Sotto l’albero, scattiamo foto di gruppo con sorrisi incollati sul viso, mentre dentro di noi cova la consapevolezza che le tensioni familiari sono solo a un abbraccio di distanza. Bambini che scrivono lettere a Babbo Natale che sembrano più fatture proforma. Adulti che si scambiano auguri ormai solo via WhatsApp, con video, meme e gif sberluccicanti preconfezionati, invece di prender su la cornetta e scambiarsi gli auguri come una volta, al telefono, dove magari parlando nasce anche la voglia di rivedersi.

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Le opere di beneficenza sembrano avere un grande impatto sui social media, ma cosa succede al di fuori delle foto? L’ipocrisia sociale è il prezzo che paghiamo per cercare di sembrare migliori di quanto siamo davvero. Beh, è il momento perfetto per sembrare altruisti, anche se il resto dell’anno ci dimentichiamo degli altri più velocemente di quanto si possa fare un selfie con Babbo Natale.

Riscoprire sotto l’albero il vero spirito natalizio

Natale ieri e oggi

Mentre affrontiamo l’ipocrisia e il consumismo natalizio, possiamo ancora trovare un briciolo di umanità in questo periodo dell’anno. Forse è il momento di scendere dal nostro piedistallo di Instagram e di abbracciare il Natale per quello che dovrebbe essere: un momento di amore, condivisione e qualche risata sulla nostra stessa follia. E alla fine, ci chiediamo: riusciremo mai a svelare la verità dietro le facce sorridenti e a festeggiare il Natale con un tocco di ironia e un abbraccio sincero? La risposta sta nel nostro cuore, al di là delle apparenze. Concentriamoci sulla condivisione sincera e sulla compassione, piuttosto che sull’ottenere il massimo numero di like. Diamo un vero significato al Natale non solo per una foto, ma per la nostra anima.

E, alla fine, ci chiediamo: riusciremo a svelare la verità dietro le foto perfette e a celebrare il Natale per quello che dovrebbe essere, una festa di amore e autenticità? La risposta sta nella nostra capacità di abbandonare l’ipocrisia e il consumismo, e di abbracciare il vero spirito natalizio, al di là delle apparenze. Ma, sentite un po’, non è che sto dicendo che il Natale sia un totale fallimento. È solo che forse, giusto forse, è ora di scrostare un po’ di quel finto oro che lo ricopre. Di andare oltre i finti sorrisi e le spese folli, per ritrovare quello spirito che, credetemi, è ancora là da qualche parte.

Che dite, quest’anno invece di precipitarci nel caos commerciale, cerchiamo di regalare qualcosa che non si trova sugli scaffali? Magari, proprio in questo Natale stravagante, scopriremo che lo spirito natalizio è più vicino di quanto pensiamo. Basta smettere di cercarlo su Facebook.

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