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Italia mille modi di viaggiare: la sfida tra overtourism e undertourism

Crescita del turismo e distribuzione dei flussi

overtourism undertourism Italia - Mille modi di viaggiare
Italia mille modi di viaggiare (by Piviso)

Che l’Italia sia meta ambita e che continui la crescita come meta turistica è fuori dubbio. Ma la sfida, se così vogliamo definirla, si sposta dall’obiettivo di attirare nuovi visitatori al capire come distribuire meglio i flussi turistici e quindi valorizzare di più un patrimonio che va ben oltre mare, montagna e grandi città d’arte.

Se analizziamo i dati ISTAT, i numeri mostrano che nel primo trimestre del 2026 gli arrivi nelle diverse strutture ricettive del nostro Paese hanno segnalato un aumento significativo del 4,2% rispetto al periodo precedente del 2025. Nello stesso tempo anche le presenze sono cresciute del 7,5%. Ma il segnale forte è dato dall’indicatore internazionale che indica che le presenze straniere sono cresciute del 12,3%, arrivando a rappresentare il 54,6% del totale.

Il peso del turismo culturale

Ma sempre i numeri svelano l’importanza del cosiddetto turismo culturale e qui i dati di riferimento giungono direttamente dal Ministero del Turismo, che dichiara che l’impatto economico è di 56,6 miliardi di euro, pari a più o meno il 52% dell’indotto turistico complessivo. I Comuni che hanno prettamente una vocazione culturale rappresentano più del 63% delle presenze, e la scelta degli ospiti dall’estero che sceglie l’Italia per interessi culturali segna un importante 57%.

Un altro dato, ma di natura economica, da segnalare si riferisce esclusivamente alle sole città d’arte e alla spesa sostenuta dai visitatori, che raggiunge e supera i 19 miliardi di euro.

Overtourism e undertourism è la questione centrale

Ed è qui che parte la sfida, se vogliamo, tenuto conto di quanto sopra e del fatto accertato che Roma, Firenze, Venezia, Napoli e non solo, ma comprendendo anche altri centri ricchi di patrimonio storico, artistico o culturale, continuano a essere assolutamente imprescindibili per il nostro turismo.

Sfida, o se più opportuna una seconda questione: overtourism vs undertourism. Ovvero come “spostare” questo grande affollamento dalle sopra indicate destinazioni e distribuirlo in altri territori con molto potenziale ma meno flussi?

Sempre il Ministero del Turismo ha evidenziato un altro dato che conferma la “sfida”: ovvero che i visitatori si polarizzano su circa il 4% del territorio nazionale.

Il ruolo dei piccoli comuni

E qui entrano in gioco i dati, per la precisione le stime di Demoskopika, che dimostrerebbero secondo le loro previsioni che i ben 2.600 comuni italiani a vocazione turistica, nel 2026, potrebbero arrivare a raggiungere record di arrivi pari a 21,6 milioni e di presenze pari a 79,9 milioni. Cifre che anche qui porterebbero a una crescita del 5,3% e del 6,9% rispetto al 2025. Quindi, se confermato ed è una ipotesi plausibile, è la dimostrazione che i comuni più piccoli sono sempre più una realtà tutt’altro che marginale.

Mille modi di viaggiare, mille Italie possibili

Ed è qui che, terminato — consentitecelo — di dare i numeri, vorremmo invece evidenziare che ci sono mille modi di viaggiare e mille Italie possibili. Sarebbero tantissime, ma vogliamo a solo titolo esemplificativo citarne alcune: Camogli, con un ricco patrimonio storico, culturale e marinaro; Avigliana, un bellissimo lago, un borgo medievale, paesaggi della Val di Susa; Lovere, sul Lago d’Iseo, con tanta storia e patrimonio artistico; Sanza, nel Cilento, dove la natura predomina su tutto, conferendo una spiccata identità culturale.

Qui non vogliamo parlare o indicare “nuove mete preferite”, ma proporre altre destinazioni. Così per dare spazio e dare esempio di turismo diffuso, in maniera che lo stesso possa essere distribuito su una porzione più grande del nostro territorio. Non occorre inventare nulla: è solo una questione di overtourism e undertourism.

Pubblicato il: 16 Agosto 2026
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