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Malagò commissario FIGC, Italia-Turchia 3-1 verso Euro 2032

La vittoria degli Azzurri sulla Turchia e la nomina di Giovanni Malagò a commissario della FIGC segnano una giornata destinata a lasciare il segno nel calcio italiano. Sul campo arriva una vittoria, nei palazzi dello sport una svolta istituzionale. E sullo sfondo c’è una partita che vale molto più di oggi: Euro 2032

Prima il campo, poi la svolta ai vertici. L’Italia supera la Turchia per 3-1 a Bologna e conferma i segnali positivi già emersi nella precedente sfida contro i turchi. Una vittoria che restituisce entusiasmo alla Nazionale e che arriva in un momento particolarmente delicato per il movimento azzurro.

Ma la notizia più importante arriva anche dal palazzo dello sport.

Malagò commissario FIGC - Malagò sorridente
Un sorridente Giovanni Malagò (Di Martin Rulsch, CC BY-SA 4.0)

L’accordo tra CONI e FIGC

La Giunta Nazionale del CONI ha approvato all’unanimità il commissariamento della FIGC, affidandolo a Giovanni Malagò, con il compito di accompagnare la Federazione verso nuove elezioni entro il 31 gennaio 2027. È una soluzione istituzionale che, al di là delle formule, produce un dato politico evidente: Malagò non esce dalla partita. Ci rientra dalla porta principale.

La sua decadenza dalla presidenza federale, determinata dalla questione del tesseramento, avrebbe potuto aprire una fase di forte instabilità. Invece arriva immediatamente la nomina a commissario straordinario, votata all’unanimità. Lo stesso Malagò ha definito la soluzione «una vittoria del buonsenso e della logica delle cose». Ed è difficile non cogliere il significato della sequenza: da presidente decaduto a commissario della Federazione nel giro di pochissimo tempo.

Malagò, una vittoria politica?

La lettura può essere naturalmente discussa, ma sul piano politico-istituzionale il risultato è significativo. Malagò si trova oggi nella posizione di guidare la FIGC proprio nella fase in cui dovranno essere garantite continuità, stabilità e preparazione del nuovo percorso elettorale. Il commissariamento, dunque, può essere letto non soltanto come conseguenza di una vicenda burocratica, ma anche come un compromesso istituzionale che consente al sistema di evitare un vuoto di potere.

In altre parole: lo scontro non ha cancellato Malagò dalla scena. Al contrario, lo ha riportato al centro della scena.

Euro 2032 è il treno che passa una volta sola

E qui entra in gioco la vera posta in palio. L’Italia e la Turchia saranno chiamate a organizzare insieme Euro 2032, un appuntamento che rappresenta un’occasione enorme per il calcio italiano e per il sistema sportivo nazionale. Non c’è spazio per una Federazione percepita come instabile o paralizzata da conflitti istituzionali. L’Europa dovrà vedere un sistema capace di programmare, decidere e rispettare gli impegni presi.

Euro 2032 è un treno che passa una volta sola. E arriva puntuale.

Per questo la fase di commissariamento dovrà essere soprattutto una fase di responsabilità: poche polemiche, molta programmazione e la capacità di presentare all’esterno un calcio italiano solido e credibile.

Il futuro elettorale

Il mandato del commissario ha un obiettivo preciso: traghettare la Federazione verso nuove elezioni entro il 31 gennaio 2027. E qui si apre inevitabilmente un altro capitolo. Una volta regolarizzata la posizione sotto il profilo del tesseramento, Malagò potrebbe tornare a giocarsi la partita elettorale per la presidenza della FIGC.

Per ora, però, il compito è diverso: governare la transizione, garantire la continuità e preparare il terreno per il prossimo ciclo.

Come Thatcher, la pressione non sempre significa sconfitta

Malagò un po come Margaret Thatcher?

C’è una metafora storica che può aiutare a raccontare questo passaggio: Margaret Thatcher. La politica britannica la rese celebre anche per la capacità di non arretrare davanti alle pressioni e agli scontri più duri.

Il paragone, naturalmente, è soltanto simbolico. Ma rende bene una dinamica: quando lo scontro si fa duro, essere messi sotto pressione non significa necessariamente essere sconfitti. A volte è proprio nella tempesta che si misura la capacità di restare al centro della scena. Malagò oggi si trova esattamente davanti a questa sfida.

Dal campo arrivano segnali incoraggianti

La vittoria sulla Turchia completa una giornata positiva per il calcio italiano. Gli Azzurri hanno mostrato personalità, intensità e capacità di reagire. Il successo contribuisce a creare un clima diverso attorno alla Nazionale e offre una base sulla quale costruire il futuro. Il calcio italiano, almeno sul terreno di gioco, prova dunque a ripartire. E la ripartenza sul campo coincide con una nuova fase istituzionale fuori dal campo.

Adesso serve stabilità

Il calcio italiano ha bisogno di stadi, investimenti, giovani, programmazione e soprattutto di stabilità. Il commissariamento non deve diventare un’altra stagione di contrapposizioni. Deve essere, al contrario, una parentesi breve e operativa, finalizzata a riportare la Federazione alle elezioni e a preparare nel frattempo le grandi sfide che attendono il movimento.

La fotografia di questa giornata è allora particolarmente significativa: l’Italia batte la Turchia sul campo. Malagò torna al centro della FIGC. E all’orizzonte c’è Euro 2032. Tre elementi diversi, ma un’unica parola d’ordine: ripartenza. La palla passa ora a Malagò. E il prossimo appuntamento, quello che davvero non si può sbagliare, è già segnato sul calendario: Euro 2032.

Pubblicato il: 6 Ottobre 2026
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