Guarda Evolution Fight! E Rosolini

“Non faccio marchette“. Uno spettatore affezionatissimo mi ha da poco ricordato una frase che non ricordavo neanche di taglio, ma che a lui è rimasta impressa a lunga distanza: risale alla Sportitalia in chiaro degli anni d’oro e di audience.
“Il match di sabato non sarà un granché, campo pesante e squadre decimate fanno pensare a una noia ovale. Ne approfitteremo per ripassare il regolamento”.
Dicevo così per onestà, poi magari arrivava Federico Foresti (intelligente addetto alla lettura di ascolti e dati) e mi diceva che avevamo battuto le reti grosse. Mi serve per ricordare che non promuovo prodotti a tutti i costi, neanche se sono affezionato, tifoso e coinvolto, come nel caso di Evolution Fight di Rosolini.
Salto tutti i dati che trovate facilmente in rete, dai regolamenti alle corone ai profili dei fighter. Consiglio Evolution Fight a chi non ha nessuna simpatia per le arti marziali, in perfetta asse analogica con Sport Crime, che piace ai non sportivi.

Ci sono delle vie di accesso privilegiate. Se hai un’idea violenta, macho e decadente degli sport da ring, questo spettacolo annuale ti cambia la musica in testa. Ok, l’idea di colpire un avversario alla testa è lì e non si sposta né si mitiga, da padre di pugile ne so qualcosa, ma a differenza di altri eventi, Evolution Fight è quello che può aprire delle porte scricchiolanti e dannose e permetterti di guardare anche altri sport con un occhio diverso.
EV-FIGHT È IL PUNTO DI ENTRATA ADATTO
Tailandia, Sicilia, una piazza narrativa, la storia di un paese che si compatta intorno a uno sport asiatico (ci sono anche altre formule, ma tanto per capirsi tra inesperti come me), una quantità e qualità di rispetto che insegna.
Tra gli highlights* (e se faccio uno spoiler pazienza) il “gomito” di Peppe Gennuso. Non procedo oltre, ma dall’angolo atletico, motorio e caratteriale c’è da applaudire, anche (ripeto e sottolineo) anche per un ignorante come me. Sul piano emozionale e tecnico, ho avuto la fortuna di vedere vari allenamenti dell’edizione precedente, e Bruno Botindari, responsabile tecnico della nazionale italiana e del Trinacria Team, che spiegava, imitava, mostrava proprio quel colpo. Spiegando quando va speso, quando va assecondato l’istinto di usarlo e quando invece quell’idea tecnica e letale va trattenuta. A seconda del momento, della ripresa in corso, del “sentire” (verbo volutamente ridondante) come si sente l’avversario in quella fase.

Vedere gli allenamenti in privato e vederne l’applicazione in fasi decisive è una fetta di sport che dà tanto. Andate visivamente su DAZN e/o su Chili Tv, la stessa piattaforma di Sport Crime.
Tra i miei highlights sportivi (perché dopo certe assunzioni corro il doppio) il pesce spada alla griglia del ristorante (in spiaggia!!!) Brizò a San Lorenzo e la birra artigianale (non faccio il nome ma mi sento in colpa) al Bar The Square di Ciccio “Cesco” Floriddia nella piazza Garibaldi di Evolution Fight. Quella con l’etichetta viola Uber Alles. Non sono marchettaro, perché mi offrono tutto comunque e guai se provo a pagare: cosa marchetterei a fare?

Autore TV, Scrittore, Atleta


