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Paola Ravani ospite de ”Il salotto letterario di Daniela”

Intervista a Paola Ravani, scrittrice e scultrice, ceramista

Paola Ravani: Paola Ravani circondata da piccoli lettori
Paola Ravani circondata da piccoli lettori

Paola Ravani

Incontriamo Paola Ravani, scrittrice ligure che si dedica alla letteratura per l’infanzia. Tiene laboratori di lettura teatrale e scrittura creativa per bambini e ragazzi ed è impegnata in progetti culturali, educativi e di prevenzione e tutela dei minori. Per queste sue attività ha ricevuto importanti riconoscimenti ed è una Messaggera di Pace Unicef. Collezionista di edizioni storiche di libri per ragazzi, pubblica per la prima volta nel 2008 Pepe Poliz e la foresta Senevedonodituttiicolori. Storie di educazione alla legalità, alla pace, e alla convivenza civile (EGA-Edizioni Gruppo Abele), seguito da La tribù dei cybersicuri (2011, Alzani Editore). Alcuni anni dopo escono due romanzi con Einaudi Ragazzi, L’Isola dei Pescecani (2019) e Il Bambino dall’occhio blu (2021).

Ciao Paola, grazie per aver accettato di partecipare al mio salotto letterario. Prima di parlare della tua attività di scrittrice, raccontaci qualcosa di te: chi è Paola Ravani?

Sono una persona creativa che ha tante passioni oltre allo scrivere libri per bambini e ragazzi: la lettura, la scultura ceramica, il teatro. Al primo posto però metto sempre la famiglia, mio marito e i nostri due amatissimi figli. In breve, sono “una donna con il cervello a colori” per usare il simpatico complimento di mio marito che conosce bene la varietà dei miei interessi artistici e culturali.

Leggo nella tua biografia che da molti anni tieni laboratori con bambini e ragazzi. Come è nata questa tua attenzione all’infanzia e all’adolescenza?

Sono sempre stata in empatia con i bambini e sensibile ai temi che riguardano i giovani e li coinvolgono in varie problematiche esistenziali, personali e di relazione. Me ne occupo da lungo tempo, sia nell’attività lavorativa del passato, nella Polizia di Stato, sia in collaborazione con il Comitato Unicef di Imperia. In seguito attraverso i libri, la lettura e i laboratori nelle scuole. Amo la letteratura per l’infanzia e in particolare quella fiabesca, la considero uno straordinario strumento educativo oltre che di divertimento. E credo fortemente nella promozione della lettura, indispensabile al benessere e allo sviluppo dei giovani e della società, per cogliere nella dimensione emozionale delle storie il significato profondo delle cose, di sé e della vita stessa.

In cosa consistono i tuoi laboratori e i tuoi progetti?

Nei miei laboratori di lettura animata e di interpretazione teatrale nelle scuole di solito inizio con la lettura ad alta voce di brani di grandi scrittori del passato, ma sempre attuali. Gianni Rodari, Italo Calvino o Mario Lodi ma anche testi classici come Pinocchio, Il Piccolo Principe, Alice nel Paese delle Meraviglie o il Mago di Oz. Oppure fiabe come Cenerentola, Biancaneve o Peter Pan che si prestano a riflettere sui diritti dei bambini e degli adolescenti. Per poi coinvolgere man mano gli studenti nelle vicende e invogliarli ad interpretare in modo spontaneo, con improvvisazione, questo o quel personaggio. Ci divertiamo molto!

L’aula scolastica si trasforma in un palcoscenico dove i bambini sono i protagonisti. Tutti, anche i più timidi che non osano entrare in scena, ascoltano con attenzione e esprimono le loro emozioni disegnando. Anche i miei laboratori di scrittura creativa partono sempre dalla lettura di brani di varie opere scelte tra i classici, come spunto per l’immaginazione. Così da far nascere idee fantasiose e inventare una storia tutta loro.

Che importanti riconoscimenti hai ottenuto?

Ricordo con molto piacere la nomina a Cavaliere e poi a Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana da parte del Presidente della Repubblica; l’Encomio solenne conferito dal Dipartimento della P.S.; il Premio San Segundin d’Argento, massima onorificenza del Comune di Ventimiglia; la nomina a Messaggero di Pace Unicef per l’attività svolta a sostegno dei bambini; il premio Donna dell’anno dall’Università della Pace in Svizzera e altri apprezzati riconoscimenti dai distretti scolastici, legati alle tante attività culturali, educative e di prevenzione. Un vero onore averli ricevuti, provo sempre una grande emozione e tanta gratitudine a ripensarci.

Paola Ravani:L'incontro con l'autrice Paola Ravani
L’incontro con l’autrice Paola Ravani

Nel tuo ultimo romanzo, “Il Bambino dall’occhio blu” racconti le vicende di Artur, un ragazzino con le iridi di colore diverso che non accetta questa sua particolarità, non gli piace attirare l’attenzione e suscitare la curiosità degli altri. Il tema è senz’altro quello dell’accettazione di sé stessi, in tutto ciò che ci rende diversi e speciali. Cosa ti ha spinto ha scrivere questo libro?

Il desiderio di scrivere una storia divertente, qual è quella di Artur, un simpatico bambino di dieci anni che prova un profondo disagio. Come accade nella realtà, a seconda delle apparenti imperfezioni che fanno sentire fuori posto, sin da piccoli. Io ho cercato un modo originale per caratterizzare il protagonista, farlo entrare in sintonia con il lettore e la particolarità della eterocromia è stata vincente in questo senso. Tanti bambini in tutta Italia si sono immedesimati nel personaggio. In tante scuole Artur è diventato un compagno di classe in più, mi hanno detto le maestre. Non solo in Liguria, anche in Sicilia, in Puglia, in Calabria. Una grande soddisfazione! Un percorso di crescita e di consapevolezza sull’accettazione di sé e la riconciliazione come nuova, straordinaria opportunità. Con un delicato tema di fondo sul quale riflettere: il rispetto della diversità, come valore. Siamo tutti diversi, unici e originali.

Nel tuo romanzo precedente “L’Isola dei Pescecani” affronti il tema della libertà di scelta degli adolescenti riguardo al loro futuro e descrivi la maggior parte degli adulti come “cattivi”. Come ti è venuta l’idea di scrivere questa storia?

I personaggi del libro sono per lo più buoni ed accoglienti. Solo alcuni, gli antagonisti dei due giovani protagonisti Ruben e Babila sono persone prepotenti con mentalità chiusa, prevaricatrice e patriarcale, come il giovane Alcino e suo padre Alceo. Il contrasto con i “cattivi” è utile a far spiccare nella storia piena di misteri e di colpi di scena i “buoni” e tre figure femminili: le giovani Babila e Asella, la maestra Germina. Tre donne artefici del loro destino che con coraggio si ribellano a un mondo che non ascolta i giovani, ne calpesta i sogni e impone le sue scelte.

Ho sempre amato i grandi romanzi di avventura ambientati in mare, come Moby Dick di Melville e Il vecchio e il mare di Hemingway. Mi affascinava l’idea di inventare una storia con un’isola misteriosa e acque che incutevano terrore. Quelle dei pescecani sono figure inquietanti, simboleggiano paure che nascono da bambini. L’importante è non nutrire il mostro che rischiano di diventare e trovare il coraggio di affrontarle.

Ci sei anche un po’ tu in questo romanzo? Oppure ti hanno ispirato ragazzi e ragazze conosciuti durante i tuoi laboratori?

Ogni scrittore mette qualcosa di sé nella storia che scrive, anche inconsapevolmente. Così come ogni lettore, dice Pietro Citati, scopre nell’angolo più oscuro del capitolo la frase scritta apposta per noi. Trovo un po’ di me in ogni libro che leggo.

E adesso la domanda che faccio sempre: scrivere è sempre stato il tuo sogno nel cassetto, fin da bambina? Hai cominciato a scrivere da piccola? O eri una lettrice compulsiva?

Non sognavo di diventare una scrittrice, mi limitavo a scrivere poesie per esprimere le mie emozioni più intense, soprattutto da adolescente. Una lettrice curiosa sin da piccola, questo sì e ora una lettrice appassionata. Ho una casa piena di libri e un bel giardino, quindi ho tutto quello che serve nella vita, secondo Cicerone.

Come e perché hai cominciato a scrivere?

Ho cominciato nel corso della mia attività nella Polizia di Stato, per finalità didattiche, con lo scopo di creare storie che veicolassero più facilmente il messaggio dell’educazione civica e della legalità ai più piccoli. Per questo ho scritto il libro Pepe Poliz e la Forestasenevedonodituttiicolori e poi La Tribù dei CyberSicuri, nell’ambito di progetti di prevenzione e solidali per l’Unicef.

Da quel momento mi è piaciuto così tanto scrivere per i bambini e i ragazzi, incontrarli nelle scuole, rispondere alle loro tante domande, riflettere insieme su temi di attualità come il bullismo, lo stalking, la violenza di genere, i diritti dei bambini e degli adolescenti, che ho continuato a farlo anche terminata l’attività lavorativa. Ma con un’altra finalità, scrivere opere di narrativa, soprattutto romanzi. Storie avvincenti che potessero divertirli e appassionarli, contribuire a far amare loro la lettura, oltre a far riflettere su temi di fondo che mi stanno a cuore. Così sono nati i due romanzi pubblicati con la grande casa editrice Einaudi Ragazzi, nelle collane Carta Bianca e Storie&Rime.

Sei anche un’artista, una ceramista. Cosa ti piace fare?

Amo manipolare l’argilla, creare sculture, anche di grandi dimensioni. “Femme” è una figura femminile in terracotta patinata più alta di me. Ho imparato tanti anni fa nei laboratori di maestri scultori del ponente ligure e ancora oggi partecipo a workshop di ceramisti che mi incantano con la loro bravura, come è stato a Firenze poco tempo fa, a lezione dal grande artista Michele Fabbricatore.

Dalla scultura alla ceramica, dipingendo le opere con engobbi, smalti, inserti a mosaico, quest’ultima una tecnica per me nuova e appassionante, appresa a lezione dalla mosaicista Graziella Caliò di Ventimiglia, con la quale ho esposto in una collettiva internazionale a cura dell’associazione Donne in Arte. Presentando due opere in argilla e mosaico dai nomi poetici, Fiori del deserto e Germogli di pietra. Continuano a nascere nuove opere in gres, sempre più ispirate ai libri, alla lettura. Tutti pezzi unici e originali, fatti a mano con cura e tanta passione.

Che progetti hai per il futuro?

Nei prossimi mesi condurrò alcuni laboratori di lettura in una scuola di Genova, sul tema della pace e poi nella scuola di Bogliasco, in occasione del bellissimo evento letterario Festival di Passaggio, sul tema “Trasformazioni”. Il libro di riferimento sarà Alice nel Paese delle Meraviglie. Il 19 gennaio 2025, alle 16.30 presenterò il libro Il bambino dell’occhio blu nella prestigiosa rassegna letteraria “Sa(n)remo Lettori Junior” che si terrà nella splendida Villa Nobel di Sanremo, organizzato dalla vulcanica prof.ssa Francesca Rotta Gentile, moderato dalla prof.ssa Loredana Pippione.

Un’altra bella occasione di incontro con studenti e famiglie. I miei progetti sono sempre tanti e vari. Scrivere e pubblicare altri libri, creare originali opere ceramiche e organizzare mostre, incontrare gli studenti in nuovi laboratori, partecipare a incontri letterari, a convegni su tematiche attuali che mi toccano nel profondo coinvolgendo il mondo delle donne e quello giovanile, pieno di fragilità. E tanto altro, sempre dando la priorità alla famiglia. Insomma, progetto momenti felici con gli affetti più cari e in eventi culturali, nelle scuole con tanti bambini e ragazzi per divertirci con le storie, riflettendo insieme su tematiche scottanti che a volte sconvolgono l’esistenza delle persone. Ma che non mi fanno cambiare idea sulla vita: è un dono meraviglioso.

Ci lasci una citazione da uno dei tuoi libri preferiti? Giusto un assaggio!

Me ne vengono in mente tante, ma avendo toccato più volte in questo nostro dialogo il tema dell’adolescenza, spesso turbolenta e lacerante, per non dire spezzata, ho scelto questa: “Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane”, tratta da Il Visconte dimezzato, uno dei libri della favolosa trilogia Gli Antenati di Italo Calvino, insieme a Il Barone rampante e a Il Cavaliere inesistente. Letteratura meravigliosa.

Grazie di cuore, Paola.

Grazie a te!

Pubblicato il: 13 Novembre 2024
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