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E’ finita l’illusione dell’AI gratuita

Illusione AI - ai
(di Enio con AI)

La stretta dei colossi tech

Come nelle cose della vita, c’è chi vede, sente e parla e c’è chi non vede, non sente e non parla. A volte per interesse, a volte per ignoranza, a volte per sudditanza psicologica. Come da titolo parliamo dell’argomento numero uno al mondo ormai da alcuni anni: lo tsunami dell’AI. Il “core” dell’articolo è ancora nello stesso titolo: L’ILLUSIONE DELL’AI GRATUITA.

Per quelli che utilizzano l’intelligenza artificiale occasionalmente o a scopo ludico, per esempio per chiedere la ricetta della domenica o magari per scrivere un augurio di compleanno, la percezione è che nulla sia cambiato. Ma per i professionisti, i giornalisti come noi o i creatori di contenuti che impiegano questi strumenti per lavoro e lo fanno abitualmente ogni giorno, questo inizio di autunno 2026 segna un punto di svolta drammatico e innegabile.

Restrizioni e complottismo, ma la realtà la vede chi lavora con l’AI

Tornando a bomba come a volte si dice, provate a spiegare a un utente medio che i principali motori di IA stanno applicando restrizioni senza precedenti. Vi ascolterà con scetticismo, magari non ve lo dirà apertamente per i motivi di cui sopra scritti in apertura, ma certamente vi giudicherà come i soliti complottisti da social network. Eppure, la realtà concreta di chi vive e lavora è ben diversa e, pur essendo sotto gli occhi di tutti, non viene vista o compresa in generale dalla maggioranza.

Nelle ultime settimane, i grandi player del settore hanno ridimensionato in modo drastico le prestazioni delle versioni free. Da OpenAI (ChatGPT) ad Anthropic (Claude), passando per Microsoft Copilot e Perplexity, i sintomi di questo cambio di rotta sono palesi:

  • Finestre d’uso e tagli drastici: Piattaforme di eccellenza come Claude, che per esempio elaboravano rassegne stampa complesse o testi articolati di seguito, oggi interrompono il flusso di progettazione a metà elaborazione, interrompendo l’attività e imponendo blocchi di diverse ore.
  • Degrado delle risposte (Brain Rot): Altre casistiche per esempio, per risparmiare risorse di calcolo sui server, molti modelli applicano una pesante compressione dei contesti. La conseguenza è un palese ed evidente decadimento delle performance: AI come Copilot ignorano persino le istruzioni dettagliate (i prompt) che fino all’ultimo aggiornamento eseguivano alla perfezione, e addirittura perdono il filo del discorso dopo pochissime interlocuzioni.
  • Funzioni avanzate sotto chiave: Giusto per aumentare gli esempi, anche la ricerca approfondita delle fonti (Pro Search su Perplexity), o la generazione di immagini, le analisi delle documentazioni o allegati più complessi, stanno diventando un privilegio. Un’esclusiva per chi si abbona a pagamento.

Il cambio di strategia delle big tech e la fine del free

Il cambio simultaneo di sistema non è frutto di paranoia, è una inequivocabile strategia di business. Prima, che poi prima, fino a ieri hanno abituato il mercato globale al consumo gratuito di tecnologia ad altissima potenza, ma ora le big tech stanno riducendo al minimo l’apertura dei rubinetti per rientrare dagli enormi costi energetici e d’infrastruttura.

La sintesi è che la luna di miele dell’intelligenza artificiale gratuita è ufficialmente finita. Chi lavora se ne accorge ogni giorno sul campo; agli altri restano le ricette della domenica.

Pubblicato il: 12 Ottobre 2026
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