“L’antibiotico” dei metal detector
Sicurezza e disagio giovanile: la nuova circolare ministeriale per le scuole

No, il titolo dell’articolo non inaugura un improprio e inadeguato sconfinamento dell’Autrice verso contenuti di tipo sanitario, bensì allude con una similitudine alla misura contenuta nella Circolare sottoscritta dai Ministeri dell’Istruzione e del Merito e dell’Interno, a seguito dell’omicidio tra i banchi di scuola del giovane di La Spezia, finalizzata a contrastare con il controllo del metal detector la detenzione dei coltelli tra gli studenti. In particolare, la presenza dello strumento che rileva la presenza di metalli attraverso l’induzione elettromagnetica potrà essere richiesta dai Dirigenti Scolastici nell’ambito di interlocuzioni con Questure e Prefetture. Come era prevedibile, la Circolare congiunta ha diviso l’opinione pubblica e i pareri degli Esperti in materia educativa, con l’espressione di posizioni anche estreme, volte a mettere in evidenza la necessità di ricorrervi in quanto misura di sicurezza in casi estremi, o, sul versante opposto, la deriva del fallimento educativo.
In ogni caso, si renderanno necessarie ulteriori indicazioni relativamente alle sanzioni per i trasgressori, da tradursi sempre nella possibilità di riabilitazione successivamente alle conseguenze sanzionatorie. Di certo, l’introduzione del metal detector – come l’assunzione dell’antibiotico! – risponde all’insorgere di complicanze tali da non poter più contare sui tempi distesi della prevenzione, e richiede un intervento in grado di stoppare in modo fermo e tempestivo la degenerazione di un fenomeno i cui sintomi dovrebbero essere sempre più indagati e presi in carico dall’alleanza di tutti i Soggetti che si occupano degli studenti – istituzioni scolastiche, famiglie, sanità, servizi sociali – all’interno di spazi d’ascolto accessibili.
Il benessere psicosociale tra i banchi di scuola
Il benessere psicosociale degli adolescenti si sviluppa soprattutto tra i banchi di scuola, dove non solo trascorrono gran parte del tempo, ma dove il tempo trascorso è estremamente significativo per la loro crescita, anche nel segno dello sviluppo delle competenze emotive: è a scuola che emergono le fragilità, i segnali di estraniamento e di paura del giudizio che possono anticipare l’isolamento sociale; le difficoltà relazionali che rischiano di degenerare in assenza di empatia; il timore dell’esclusione dal gruppo che può indurre a rinunciare alla propria personalità e a conformarsi a modelli esterni. Allora è fondamentale che gli Insegnanti non solo siano pronti ad intercettare precocemente, nel senso sia della prima insorgenza che dell’età degli studenti, questa sintomatologia, ma è irrinunciabile che non siano lasciati soli.
Se l’educazione scolastica è un fatto sociale in cui avviene l’esperienza pubblica più importante per la formazione delle responsabilità personali e collettive, ogni agenda politica, anche della piccola realtà amministrativa, è chiamata a porre al vertice delle priorità il benessere psicologico di chi abita la scuola per gran parte della giornata. In questa prospettiva, e soprattutto a valle di un inasprimento dell’aggressività nelle scuole culminato nell’accoltellamento mortale avvenuto nell’Istituto spezzino, i metal detector rappresentano un mezzo di dissuasione, oltre che una risposta, al contempo concreta e simbolica, perché sia davvero “tolleranza zero” rispetto alla violenza giovanile nel luogo in cui i ragazzi vengono educati al rispetto reciproco.
La gestione del disagio latente
Tuttavia, se prima della possibile collocazione degli strumenti rivelatori dei metalli non si potenziano, già a partire dalle scuole dell’infanzia, strategie sistematicamente supportate da personale esperto e sistematicamente condivise con tutti gli attori dell’azione educativa, per intercettare i primi segnali di una frustrazione, di una rabbia che spesso viene dal vissuto sociale e culturale degli studenti, l’efficacia dei metal detector rischia di esaurirsi nella semplice rilevazione di oggetti pericolosi laddove vi sia la “richiesta da parte della comunità scolastica e si accerti la reale criticità della situazione”, come ha chiarito la circolare ministeriale.
Il metal detector, dunque, non può essere una risposta generalizzata. Al contrario, la presenza non di coltelli ma di fragilità che si sono sedimentate, di disagi inespressi e conflitti latenti, non si può considerare circoscritta a particolari realtà scolastiche, ma appartiene al nostro tempo, drammatico esito di un disinvestimento nelle scuole, che viene da lontano, non solo da punto di vista economico, ma nel ruolo, unico ed imprescindibile, che ricoprono nella formazione della Persona.

Dirigente Scolastico


