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ESSENTIAL. Milano Fashion Week, la moda SS 2026 cambia racconto

La Milano Fashion Week Primavera/Estate chiude l’edizione 2026. Però, l’ultimo giorno della moda milanese racconta un passaggio storico che supera l’immaginario consolidato e classico delle collezioni. La novità è stata nella presentazione degli abiti mostrati al mondo.

Milano Fashion week - Cambia la comunicazione
Cambia la comunicazione (Geralt)

Il ricco calendario della Camera Nazionale della Moda Italiana ha prodotto e mostrato tantissimi appuntamenti, ben 211, mettendo in fila sfilate, presentazioni ed eventi. Ma è l’ultimo giorno, che potrebbe sembrare quasi un titolo di un film, che firma e certifica la svolta: nessuna passerella, niente live e modelli in presenza, ma solo digitale, solo visione ledwall, solo format digitali. Sullo schermo una scaletta che prevede le sfilate secondo le visioni creative di Uni Form, Nadya Dzyak, Timisola Shasanya, Mastewal Alemu, Maxivive, Banke Kuku e Rechenberg.

Dalla passerella al racconto

Il cuore che identifica Milano è e rimane la classica e accattivante sfilata dal vivo, ma questo non è più da ora l’obiettivo, il traguardo prefissato, finale. Si potrebbe, senza esagerare, ritenerla una vera rivoluzione comunicativa, il passaggio dal tradizionale al molto di più di tendenza: un abito che diventa protagonista di un film, una storia che si trasforma, in modo naturale, in uno storytelling, sì, ecco, un racconto digitale visibile a Milano, come a Palermo, come ovunque. La platea si ingigantisce e perde il significato di limite e di confine, per sembrare, anzi essere universale.

Cambia con questo cambio di modalità tutto l’intero sistema moda. Lo confermano anche i dati forniti da Vogue, che dicono e parlano di esplosione di contenuti long-form su YouTube. Ma prendono valore aggiunto anche dalle analisi di Visibrain sul visual storytelling. Come dire che tutto, che la conversazione è entrata, confluita nell’online. Niente, o non solo Milano, tra passerelle, tessuti, luci, profumi, ma una nuova Milano piattaforma sociale di confronto e dialogo, tutto in un unico posto ma perfettamente comunicativo, preciso, identificabile, fluido. Tecnologia e intrattenimento, proprio come abbiamo potuto vedere chiaramente nel progetto Vogue World: Milano.

C’è un altro passaggio di testimone, usando il linguaggio sportivo, anche emblematico. Giorgio Armani chiude le sfilate dal vivo con le sue modelle e i suoi modelli, mentre immediatamente dopo tutto continua, ma solo in piccolo, sugli schrami, ma consegnato a una grande platea.

Chiusi i battenti, si pensa già alla Milano Fashion Week del 2027, ma non sarà più soltanto immaginare gli abiti che indosseremo, ma la vera domanda è: attraverso quale linguaggio la moda sceglierà di farsi ascoltare?

Cloe Vance: La sua vera storia nella Moda

Un percorso professionale intrecciato a filo doppio con i maestri che hanno segnato la storia dello stile internazionale: da Versace a Prada, da Tom Ford ad Armani. Dalle passerelle di New York ai set cinematografici dei grandi registi, ha vissuto il lusso come disciplina, mestiere e forma d’arte. In questa rubrica sceglie di rimanere nell’ombra per offrire uno sguardo del tutto libero, indipendente e privileged sulla grande moda.

Pubblicato il: 27 Settembre 2026
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