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Complessità e semplificazione nel Ponente genovese

Manifestazione e tensioni nel Ponente genovese

complessità sociale Sestri Ponente - Immagine illustrativa
Immagine illustrativa – ricostruzione visiva del contesto di Sestri Ponente (protocollo GlobeToday’s)

Non si sono ancora spenti gli echi della manifestazione svoltasi lo scorso lunedì 6 luglio a Genova Sestri Ponente, promossa dal gruppo Facebook “Genova Insicura” e dall’Unione di Comitati genovesi, che ha incrociato il presidio in piazza Baracca sostenuto dall’ANPI cittadina e da sigle progressiste. Come è stato ampiamente divulgato dai media locali e nazionali, quando il corteo si è mosso verso la piazza sede del presidio stesso, la tensione è aumentata sino a degenerare in scontri verbali, culminati nell’aggressione ai giornalisti e ai reporter che si trovavano sul posto per documentare i fatti.

Certamente il Ponente genovese e, in particolare, il territorio sestrese, sta attraversando una delicata fase di trasformazione, segnata soprattutto da un flusso immigratorio di famiglie provenienti dal sud-est asiatico, la cui componente maschile adulta è per la gran parte assunta come manodopera dalla cantieristica locale. Il profilo sociale risulta fortemente connotato da consuetudini culturali e religiose appartenenti al background di provenienza, mentre la capacità comunicativa in lingua italiana si sviluppa “sul campo”: i padri imparano in modo esperienziale o in corsi attivati presso il posto di lavoro; i figli, iscritti nelle Scuole della Delegazione, fruiscono di una progettazione didattica interculturale; le mamme, che solitamente non entrano in relazione con contesti sociali esterni alla dimensione domestica, rischiano di rimanere estranee al processo di acquisizione della lingua italiana.

Il ruolo della Scuola e il corso di lingua italiana

E allora, come ho avuto occasione di “raccontare” in un articolo precedente, ancora una volta è la Scuola – nello specifico la Scuola primaria “Oberto Foglietta”, che fa parte dell’Istituto Comprensivo “Sestri Est”, di cui sono la Dirigente Scolastica – a farsi carico delle ragioni delle mamme, di tutte le mamme non italofone di Sestri, non solo quelle i cui figli sono iscritti presso l’Istituto, con l’attivazione di un corso di lingua italiana che prevede anche il rilascio di un attestato, grazie alla collaborazione con il CPIA Centro Ponente.

Evidentemente, non si tratta soltanto della trasmissione di una competenza comunicativa, ma della volontà, condivisa da tutta la comunità scolastica, di fare la propria parte per concorrere a ricostruire quella coesione sociale che oggi risulta compromessa da tensioni divisive.

Coesione sociale e responsabilità istituzionale

Perché di questo si tratta: poiché il benessere della cittadinanza dovrebbe stare a cuore a tutte le Istituzioni e Amministrazioni, di qualunque colore siano le bandiere e gli striscioni, il Municipio VI Medio Ponente, in ogni sua componente – politica, aziendale e associativa – dovrebbe coltivare l’ambizione di governare la trasformazione in atto attraverso proposte concrete, volte a promuovere la convivenza tra etnie diverse.

Le Scuole del territorio stanno da tempo lavorando in questo senso, con l’infaticabile servizio, che non raggiunge mai l’onore della cronaca, di Insegnanti che si adoperano quotidianamente per rispondere alle esigenze educative di tutti gli alunni, mettendo in campo un’attenzione specifica ai bisogni educativi di ciascuno che si è sviluppata proprio grazie all’inserimento di tanti bambini e ragazzi provenienti da diversi Paesi, europei ed extraeuropei. Come non mi stancherò mai di ripetere, l’Accoglienza degli alunni con background migratorio ha aperto il sistema a tutte le differenze: sociali, culturali, cognitive, fisiche.

Complessità, semplificazione e il rischio per Sestri Ponente

Certo, è complesso, non “arriva” subito. È più facile la semplificazione degli schieramenti contrapposti. Ma se Sestri Ponente non troverà la forza di far prevalere la coesione, in primis di quanti, a vario titolo, occupano le sedi decisionali, sarà difficile ricostruire quella sana vitalità culturale, sociale ed economica che l’ha resa un territorio unico, ambito, unito.

La metafora della ricostruzione di Gerusalemme

Nella straordinaria Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV è citata la ricostruzione di Gerusalemme, che non è avvenuta con l’imposizione di misure calate dall’alto, ma con la presa in carico da parte di tutte le famiglie, affidatarie ciascuna di un pezzo di muro. Pensiamoci.

Pubblicato il: 14 Luglio 2026
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