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Braille l’alfabeto rivoluzionario festeggia la sua giornata

Braille - il metodo
Foto di Hans

La giornata nazionale del Braille rappresenta un evento sociale straordinario per l’umanità tutta. E una ricorrenza diversa da quelle che siamo normalmente abituati a celebrare. Certo continueremo a ricordare Beethoven, piuttosto che Walt Disney, se non la televisione a colori. Date, persone e storie che rimarranno nei libri di scuola. Ma quello di oggi è un giorno da festeggiare, ed è giusto dire e scrivere proprio cosi, a memoria di una tappa fondamentale di civiltà, inclusione e progresso.

La giornata nazionale del Braille

Ricorre oggi la giornata nazionale del Braille, un elemento di cui in tanti hanno sicuramente sentito parlare, ma in modo poco approfondito. Si percepisce il Braille, spesso come “l’alfabeto per ciechi”, o ancora in modo più grezzo come “il linguaggio per ciechi”. Al di là delle raffinatezze, si tratta ad ogni modo di uno strumento che ha saputo guidare una piccola rivoluzione. Rivoluzione che ha migliorato la vita di tante persone, ipovedenti o ciechi totali. Si stima infatti che in Italia, arrivino ad un totale 2 milioni di persone che oggi usano questo alfabeto. Persone in grado di tenersi informati, studiare ed intrattenersi con la lettura. Grazie Louis Braille, il suo inventore.

Louis Braille l’inventore

Louis era un uomo francese che perse la vista durante l’infanzia. A quindici anni, si affidava a un altro metodo di scrittura alternativa, la cosiddetta “Scrittura Notturna”, inventata a sua volta da Charles Barbier.

 Il Braille, la sua invenzione invece, usa delle combinazioni di punti che variano da uno a sei, in una matrice composta da tre righe di cui ognuna contiene due punti. Segni individuabili al tatto e quindi distinguibili e memorizzabili. Con l’avvento della cultura di massa e la possibilità sempre più alla portata di tutti di acquistare libri, lentamente ma in modo costante questo nuovo linguaggio si espanse.

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Le conseguenze – oltre la possibilità di permettere la lettura ai non vedenti – andarono molto oltre. L’alfabeto di Braille infatti aiutò le società a prendere sempre in più considerazione le problematiche degli ipovedenti. Esso divenne un vero e proprio strumento di sensibilizzazione e di inclusione sociale.

Questo è davvero un fenomeno concreto di inclusione sociale

Divenne spunto per numerose iniziative collaterali come gli audiolibri. Gli ausili agli ipovedenti per guardare i film (invece dei sottotitoli, alcuni film hanno una voce che descrive ciò che lo spettatore non può vedere). Giochi da tavolo, strumenti di diversa utilità ed in alcuni paesi anche il sistema di documenti della pubblica amministrazione, che prevede loro emissione in Braille. Tutto questo, dal valore straordinario, nato come effetto dell’intuizione di un giovane ragazzino francese.

L’auspicio di questa giornata nazionale del Braille 2022 è che questo strumento possa continuare ad essere potenziato ed insegnato. Il messaggio che arriva dalle numerose associazioni, enti ed istituzioni che seguono le problematiche della cecità ed ipovedenza è chiaro. La strada è quella giusta ma è necessario continuare a percorrerla senza fermarsi. In modo particolare, sono necessari maggiori accortezze in forma di servizi sociali verso coloro che, oltre alla cecità, hanno altre patologie. Combinazione che spesso rende più difficile gli spostamenti, e quindi l’accesso a strutture di formazione.

Detto questo, è comunque importante sottolineare come le reti di supporto ed aiuto per ciechi e ipovedenti, in Italia siano numerose e molto sviluppate. Segnali dunque positivi, che ci permettono di essere ottimisti per una giornata nazionale 2023 che potrà contare, lo auspichiamo tutti, su altri traguardi e ulteriori obiettivi raggiunti.