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Atalanta: squadra rivelazione, ma la “società” è da Champions!

Bandiera Atalanta – Foto Ronny K

Indubbiamente l’Atalanta, intesa come squadra è una rivelazione, ma la “società” merita la Champions!

In Champions League

A pochi giorni dalla cocente sconfitta rimediata in Champions League, non si può di certo trascurare il fatto che l’Atalanta sia e rimanga comunque e per certi versi una sorta di miracolo tutto italiano. 

Un ko sicuramente pesantissimo per la squadra di Gasperini che contro la Dinamo Zagabria ha rimediato l’esordio più amaro che potesse aspettarsi. Una pesante sconfitta per 4 a 0.

Certo, non tutto è perduto, ma è ovvio che le cose da migliorare, almeno in Europa, siano ancora molte, a partire dalla concentrazione.

In Campionato

Aria del tutto diversa quella che si respira in serie A, dove la Dea ha dimostrato tanto, soprattutto negli ultimi anni, rendendosi capace di veri e propri risultati straordinari, merito della squadra sì, ma anche della società e dell’allenatore.

 Gian Piero Gasperini, sulla panchina bergamasca è riuscito a lasciarsi alle spalle un passato altalenante, tra Inter e Genoa, per lui testimoniano i risultati incredibili ottenuti.

Ha dimostrando anche ai più scettici il suo valore e risultati appunto sono il frutto evidente, di lavoro, capacità tattica e mentale, che lui è riuscito a trasmettere all’intera rosa della squadra.

Tutti si sono sentiti titolari e tutti si sono inseriti negli schemi con precisione “Svizzera”.

La professionalità e l’impegno dell’allenatore sono stati apprezzati sia dalla squadra, che dai tifosi e dirigenti. L’intera città, con ovviamente il Sindaco in testa, l’ha nominato, infatti, “Cittadino Onorario” della Città di Bergamo.  

 Ma la “società” merita la Champions

 Detto tutto questo, c’è da dire che i risultati non sono casuali o conseguenza di una semplice dose di fortuna. Qui la fortuna conta, ovviamente, ma va incoraggiata e questo è tutto merito della società Atalanta Bergamasca Calcio.

Direi di più, merito indiscusso è del suo proprietario, della lungimiranza di “patron” Percassi.

Antonio Percassi, ha capito che per competere con le grandi e potenti squadre del campionato di A, l’unica cosa da fare era partire da un’organizzazione societaria perfetta.

Negli anni, si è circondato di esperti manager in ogni settore, a partire dal direttore sportivo e da tutti gli altri professionisti che ruotano attorno alla squadra.

 Ha sviluppato un centro sportivo straordinario Zingonia, dove sono nati e nascono ogni anno tanti giovani e validi talenti.

Ha scelto un allenatore coerente con la sua politica societaria e ha pensato che le infrastrutture siano fondamentali per ottenere risultati di livello e concreti.

 Infatti, Zingonia lo dimostra, ma altro punto fondamentale nella realtà Atalantina è lo stadio, che dal 2017 è a tutti gli effetti proprietà della famiglia Percassi .

Da aprile 2019 ha dato il via ai lavori di ristrutturazione che porteranno lo storico stadio “Atleti Azzurri d’Italia” ad acquisire una nuova immagine, iniziando dal cambio del nome, che da circa due mesi è diventato “Gewiss Arena” per via della partnership con l’azienda Gewiss S.p.A. appunto.

L’inaugurazione è prevista tra circa quindici giorni, al termine della prima fase di ristrutturazione che ha interessato la Curva nord, casa dei tifosi nero-azzurri, in concomitanza del mach contro il Lecce. 

Questo porterà un altro strano “record” in serie A: per la prima volta, infatti, Atalanta- Fiorentina si giocherà al Tardini di Parma. 

 2019 anno magico

Il 2019 è dunque sicuramente un anno magico per l’Atalanta, che è riuscita a entrare nella storia del calcio moderno, classificandosi terza nello scorso campionato e aggiudicandosi di diritto l’ingresso nella massima competizione Europea anche se l’esordio non è stato per nulla da record, come abbiamo scritto. Ma a questa Dea si perdona quasi tutto!

L’Europa si sa, è tutta un’altra storia per ritmi e tatticismi.

Ma resta la serie A, dove i nero-azzurri hanno ampiamente dimostrato di saper ben trovare il proprio spazio tra le grandi, e talvolta anche di saperle guardare dall’alto.

Dopo Inter e Bologna, oggi è stato il turno della Dea. Alla prossima, per esplorare più da vicino le venti di A.