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ART can do it: quando la cultura risveglia le coscienze

ART can do it - Wharol Zuppa
Warhol – Zuppa Campbell

ART can do it. L’arte “tutto in maiuscolo” può farlo. Non c’è alcun dubbio “ART can do it” va oltre il significato letterale. Prosegue da secoli, se non millenni a viaggiare un passo avanti rispetto al tempo che viviamo noi “non artisti” in quel momento, cioè al presente. Art è la creatività dei visionari dei sogni interiori. ART can do it!

Arte can do it

Vi è mai capitato di leggere il giornale e di rendervi conto dell’esistenza di un problema collettivo al quale non avevate mai pensato prima di quel momento? Come una bolla che scoppia, inizia un’epifania senza fine che ci scatena ribrezzo e curiosità: “Che cosa posso fare per evitarlo?”, “Da che cosa è stato originato?”, “Come ho fatto a non accorgermene prima?”, sono solo alcune delle domande che sorgono spontanee. È anche questo uno dei fini che l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite si prefigge, pubblicando un vero e proprio manuale da seguire e a cui far fede per i prossimi otto anni.

17 obiettivi

Sono infatti diciassette gli obiettivi che possono essere ritrovati al suo interno e tutti inerenti ai “punti deboli” riscontrati su scala mondiale, dall’alimentazione alla salute, dall’istruzione all’acqua, dall’energia al lavoro, dalle disuguaglianze alle istituzioni. Tematiche che sono state riprese nel recente G20 tenutosi a Roma dal 30 al 31 ottobre 2021.

Così come i giornali e altri mezzi di comunicazione, l’arte si pone sul podio per la sua capacità di entrare dritta nel vivo della questione. Imprimendo visivamente e a fondo il messaggio che vuole gridare. Uno degli aspetti che a partire dal Novecento ha iniziato ad essere affrontato dagli artisti è quello relativo al consumismo di massa, fenomeno figlio del boom economico seguito alla Seconda guerra mondiale, fase di distruzione da un lato, fertilizzante per la rinascita dall’altro.

Il controverso Andy Warhol

Come non citare la figura del grande Andy Warhol, tutt’ora considerato una delle personalità più controverse del panorama artistico di secondo Novecento. Ancora in dubbio è il vero messaggio celato dietro alle sue famose serigrafie: si tratta di critica o di esaltazione? Se da un lato la ripetitività e la rappresentazione di una “Zuppa Campbell”, così come del famoso marchio “Coca-Cola” può spingere l’osservatore a vederle come un grido alla produzione commerciale in quantità incommensurabili, spingendo le persone a una mentalità che punta sulla quantità rispetto alla qualità, dall’altro lo stesso Warhol ne risulta completamente assorbito. La fascinazione derivata da questa nuova società non riesce a portarlo ad una totale condanna.

L’arte povera del Pistoletto

Art can do it - Pistoletto Venere
Pistoletto – Venere

Ma come ribatte un artista del calibro di Michelangelo Pistoletto a questa affermazione?  Oltre ai suoi “specchi”, l’artista dedica una notevole parte della sua attività all’utilizzo di materiali poveri (non a caso è uno dei maggiori esponenti dell’Arte Povera in Italia). Tra le sue opere più famose non possiamo omettere “La Venere degli Stracci”. Ecco che un simbolo di antichità classica, massima icona di bellezza ed eleganza, viene posto di fronte ad una “montagna” di stracci e vestiti lisi dal tempo. Si tratta di un chiaro riferimento alla decadenza della società in cui viviamo. Segnata dal consumo eccessivo e dal sottovalutato problema dello smaltimento dei rifiuti, in questo contesto rappresentato in una netta contrapposizione tra Bello ideale e Realtà degenerata.

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“Up di Stracci”

Art can do it - Pesce up di stracci
Pesce – UP di stracci

Ed è seguendo il cammino artistico contemporaneo che arriviamo ai giorni nostri. E collegandoci all’utilizzo di indumenti per esprimere un messaggio, è necessario recuperare un esempio a noi ben vicino. Ci troviamo a Genova, nello specifico in Piazza de Ferrari, in faccia a Palazzo Ducale: che cosa vediamo? Una maestosa poltrona composta interamente di vestiti si staglia nel paesaggio urbano, affiancata da una sfera metallica. Ma come è arrivata in quel posto? Si tratta, infatti, di un’installazione dal titolo “Up di Stracci” e svolta da Gaetano Pesce, artista spezzino e da decenni basato a New York. In riferimento all’elemento di arredo che anima tutte le opere della serie UP da lui portata avanti, recupera le radici dell’Arte Povera per esprimere un concetto che va ben oltre lo spreco e l’eccesso di consumo odierno, toccando anche, con una feroce critica, la violenza di genere.

A Genova “Better Life: ART can do it”

E come reagisce, invece, il mondo dell’arte a questo fermento creativo? Se proseguiamo sul territorio genovese, potremo dunque notare che sono diverse le aziende e le associazioni che hanno iniziato a muovere i primi passi verso un percorso estremamente attento all’ambiente e alla sua salvaguardia. Prima su tutte Divulgarti, gestita dalla curatrice Loredana Trestin e con sede a Palazzo Ducale, sarà promotrice di un evento indirizzato all’arte e all’ambiente. “Better Life: ART can do it” sarà infatti il titolo della grande mostra collettiva che avrà luogo al Museo del Mar di Santa Pola, Alicante, con artisti selezionati e provenienti da tutte le parti del mondo.

Un’esposizione internazionale e organizzata al di fuori dei confini italiani in collaborazione con il curatore Valeriano Venneri, il quale darà un notevole contributo nelle attività di promozione, critica e svolgimento. “Quale futuro ci si prospetta e che cosa l’Arte può fare per tentare di allertare le coscienze?” è la domanda da cui si partirà all’introduzione della mostra: la risposta sarà visivamente espressa per chi vorrà visitarla.

Ancora Andy Warhol

“Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare”. Diceva Andy Warhol e sono convinta che si tratti di un’affermazione che tutti noi dovrebbero tenere a mente. Spesso ci ritroviamo a condividere messaggi relativi alla conservazione della natura, del pianeta su cui viviamo, la culla della nostra intera esistenza, ma la vera difficoltà sta nel fare della critica una vera e propria azione. L’idea è il punto di partenza, la pratica stessa è la forma d’arte a cui dobbiamo aspirare.