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Vaccinazioni e “fiducia sociale”: pro e contro

Vaccinazioni si o no? – Foto di M. Zilles

Vaccinazioni e fiducia sociale, i pro e contro analizzati da Maddalena Carlini. Un altro argomento di attualità trattato dalla dirigente scolastica, dopo quelli precedenti in materia di mensa scolastica e educazione civica.

Individualismo sfrenato

La “liquidità” della nostra Società, così ben tratteggiata dal famoso sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman, rivela un individualismo sfrenato in cui il progetto di vita di ciascuno di noi ricade sulla responsabilità del singolo, spesso chiamato a dare risposte personali a contraddizioni generali per non incorrere nell’insuccesso delle proprie scelte.

Si è rotta – speriamo non una volta per tutte – la fiducia nel funzionamento del Sistema ed essendo la fiducia stessa un bene sociale, il suo venir meno è dilagato in ogni ambito, anche nella sfera nevralgica della Sanità pubblica, come dimostra il dibattito accesosi sugli obblighi vaccinali, che ha inevitabilmente interessato il rapporto tra la Scuola e le famiglie degli alunni.

Ripassiamo insieme di che cosa stiamo parlando

Il Decreto Vaccini – Dl 7 giugno 2017 N.73 – ha portato il numero delle vaccinazioni obbligatorie per l’infanzia e l’adolescenza da quattro a dieci, con l’obiettivo di realizzare le priorità del Piano Nazionale prevenzione vaccinale 2017 – 2019 e rispettare gli impegni assunti dal nostro Paese a livello europeo e internazionale in materia di riduzione o eliminazione del carico delle malattie infettive, attraverso l’individuazione di strategie efficaci.

 Si tratta di un intervento legislativo che pone il traguardo di contrastare le principali malattie prevenibili, quali, ad esempio, la poliomielite, la meningite, la difterite, la pertosse, il morbillo, la varicella, la rosolia, l’epatite virale B.

Dal punto di vista scolastico, la regolarità delle vaccinazioni è diventata, pertanto, un requisito fondamentale per l’ammissione degli alunni agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, mentre per i bambini e i ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado (rispettivamente le vecchie elementari e medie) sono ammesse l’iscrizione e la frequenza anche nel caso non siano stati rispettati gli obblighi vaccinali.

In questo caso, però, dopo l’accertamento della situazione e il tentativo di recupero della regolarità da parte delle ASL, è possibile incorrere nel rischio di ricevere una sanzione economica, fino a cinquecento euro.

Non ci sono più deroghe

Inoltre, se fino allo scorso anno le famiglie potevano presentare alle scuole la richiesta di posticipare la regolarizzazione vaccinale facendo riferimento ad appuntamenti con la ASL differiti nel tempo, dall’anno scolastico in corso le Istituzioni scolastiche non possono concedere deroghe, in quanto le ASL stesse sono disponibili a vaccinare gli alunni “in tempo reale” rispetto alle richieste.

 Alla scuola dell’infanzia, dunque, non è consentita la presenza di alunni privi di vaccinazione, perché la frequenza è subordinata alla regolarizzazione o almeno all’avvio del percorso di recupero vaccinale.

La scuola, quindi, si è trovata al centro di un dibattito, dai risvolti talvolta difficili da gestire, alimentato da punti di vista genitoriali contrastanti, anche all’interno della stessa famiglia.

Le tre criticità dei No VAX

Che cosa sostengono i cosiddetti “No VAX”, gli oppositori della vaccinazione?

Ponendo l’accento più marcato su uno o più dei seguenti aspetti, a seconda delle diverse posizioni di pensiero, si può affermare che la diffidenza o la sfiducia verso le vaccinazioni fanno riferimento a tre macro criticità: la messa in discussione della libertà di scelta; il timore della presenza di sostanze pericolose per la salute; il sospetto che le vaccinazioni incrementino un giro d’affari colossale.

L’Europa cosa dice?

La Commissione europea ha indetto nel dicembre dello scorso anno un’indagine sugli atteggiamenti rispetto alle vaccinazioni, dalla quale è emerso che la maggior parte, circa l’80%, dei Cittadini europei considera i vaccini uno strumento efficace di autoprotezione dalle infezioni, mentre la metà ha rivelato di temere gli effetti secondari, come l’indebolimento del sistema immunitario.

La risposta della Commissione agli oppositori ribadisce il valore della prevenzione, in alcuni casi fondamentale per salvare la vita, mentre per l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’esitazione vaccinale costituisce un ostacolo che può addirittura rallentare lo sviluppo del genere umano.

Al centro della riflessione

Aldilà delle diverse percezioni del problema, è irrinunciabile riportare al centro della riflessione, non solo a livello nazionale ma mondiale, la necessità di ricostruire un tessuto sociale di fiducia nelle Istituzioni in generale, e, in particolare, nelle autorità sanitarie. Sicuramente le persone vogliono essere rese consapevoli, informate, avere voce in capitolo, soprattutto se si tratta della propria salute e questo è un approccio che non deve essere ostacolato, ma salvaguardato, gestito, governato, in nome non solo di una vision riqualificata e condivisa del Sistema Sanitario, ma di una rinnovata alleanza sociale.