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Ritorna sui banchi di scuola l’Educazione Civica. Ora è Legge

L’Educazione Civica per gli studenti 2.0

Il ritorno dell’Educazione Civica

Ci siamo. Con la promulgazione della Legge 92 dello scorso 20 agosto, i due rami del Parlamento hanno approvato in via definitiva l’introduzione dell’Educazione Civica per tutti gli studenti degli Istituti di ogni ordine e grado, a partire dai più piccoli delle scuole dell’infanzia, dove saranno attivati percorsi di sensibilizzazione.

In attesa delle Linee Guida, che orienteranno la fase applicativa della Legge – probabilmente dal prossimo anno scolastico – vediamo di capirne un po’ di più.

Ecco , che da oggi, cari lettori, con l’argomento Educazione Civica, si apre la nuova rubrica SCUOLABUS, qui su Globe Today’s.

L’obiettivo educativo

Intanto, l’obiettivo educativo.

Il Legislatore ha specificato che la finalità della nuova disciplina sarà quella di “formare cittadini responsabili e attivi” attraverso lo sviluppo di competenze su temi che sono attualmente già all’attenzione dell’opinione pubblica e degli esperti dei diversi settori, quali il rispetto dell’ambiente, l’uso corretto della rete web, la valorizzazione della produzione agro alimentare del territorio: tutti argomenti già presenti nella progettazione didattica di molte scuole.

Ma allora qual è la novità?

Di certo non è la prima volta che l’Educazione Civica entra a pieno titolo nel nostro sistema scolastico.

 “Correva l’anno” 1958, infatti, quando l’allora Ministro della Pubblica Istruzione, On. Aldo Moro, introduceva “elementi di educazione civica” nei programmi d’insegnamento, con tanto di orario e livelli differenti dal primo al secondo ciclo d’istruzione.

In seguito, sono stati diversi i Ministri che si sono occupati della materia.

Il Ministro Moratti con l’attribuzione trasversale dell’Educazione Civica a tutti i docenti; il Ministro Gelmini con l’assegnazione all’ambito storico-geografico; il Ministro Fioroni orientato alla costruzione di un “nuovo umanesimo” in cui gli studenti sarebbero stati chiamati a esercitare il diritto a una cittadinanza attenta alla cura di sé, degli altri, dell’ambiente.

Trentatré ore d’insegnamento

L’Educazione Civica ritorna sui banchi di scuola

L’Educazione Civica aveva, dunque, già assunto i tratti della “materia da insegnare”, ma è con la Legge 92 che diventa obbligatoria con un monte ore annuo di trentatré ore di insegnamento su tematiche come la Costituzione, la cittadinanza digitale, l’educazione alla legalità, alla salute, al volontariato, al corretto uso del codice stradale, alla consapevolezza e al rispetto del patrimonio culturale.

Tutti argomenti previsti dall’Agenda 2030 con cui nel 2015 le Nazioni Unite hanno condiviso la necessità di portare il pianeta su una strada sostenibile.

L’organizzazione didattica

Per quanto riguarda l’organizzazione didattica, nella scuola primaria e secondaria di primo grado (insomma, nelle scuole elementari e medie) la nuova disciplina sarà affidata agli insegnanti di classe, mentre negli istituti superiori sarà a carico dei docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche.

 In entrambi i casi non ci saranno ore aggiuntive rispetto all’orario vigente.

È tutto pronto, quindi, per il varo ufficiale dell’Educazione Civica nel curricolo di studio, e se pensiamo che come materia obbligatoria è ancora prevista in un numero limitato di sistemi scolastici europei, il nostro Paese si è dimostrato capace di porsi un obiettivo educativo alto, lungo un cammino che non dovrebbe consentire direzioni discrezionali o battute d’arresto.

Ma la Scuola è pronta?

Sicuramente occorreranno risorse finanziarie adeguate e insegnanti preparati, probabilmente l’apertura di un tavolo negoziale con i Sindacati.

E’ comunque una sfida che dobbiamo raccogliere, anche se al momento forse qualche scuola si trova un po’ in affanno per la mancanza non solo di risorse digitali, ma anche di banchi di legno o per la fatica di ottenere fondamentali interventi di manutenzione …

”Ma questa”, come diceva un noto scrittore  e conduttore televisivo, “è un’altra storia”.