Sicurezza 4.0: l’era dei wearable salvavita
Il via è da Novara e da Milano. È un progetto pilota di MEMC-GWC e SAT che vuole proteggere i lavoratori attraverso dispositivi indossabili

È tra le linee di produzione dei semiconduttori che si studia ogni giorno il modo di velocizzare l’intervento nella malaugurata, ma purtroppo non improbabile, ipotesi di incidente. Una casistica troppo ricca di brutti episodi. Gli impianti industriali nella loro tecnologia avanzata, ma complessa e malgrado i rigidi protocolli a cui bisogna attenersi, in realtà possono divenire ostacoli per i soccorsi. Ecco il motivo principale per cui, MEMC Electronic Materials SpA, colosso del gruppo GlobalWafers, ha deciso di dare una svolta decisa per risolvere il problema e assieme a Sleep Advice Technologies ha dato il via alla sperimentazione e ai test direttamente sul campo di lavoro. Il segreto, meglio l’obiettivo, è quello di far sì che un normalissimo smartwatch possa fungere da attivo salvavita.
Non si tratta di semplice monitoraggio, ma di un sistema che deve saper riconoscere una caduta accidentale da un movimento anomalo e brusco. La sperimentazione avviene nei poli di Novara e Milano, e verifica e controlla che il sistema, un’architettura digitale che integra i dispositivi Garmin con un gestionale delle emergenze, sia in grado di riconoscere immediatamente l’incidente. In sostanza, per chiarire: se un lavoratore cade, finisce a terra, l’apparato non aspetta la chiamata di soccorso, la genera immediatamente avendo riconosciuto da subito l’incidente, eliminando così l’errore umano o anche la mancanza di reazione del lavoratore coinvolto.
Oltre le barriere del segnale GPS
Ma il confine vero rispetto al passato è “la vista”, ovvero la capacità di vedere attraverso i muri, in mezzo a un ambiente zeppo di attrezzature e macchinari e schermature metalliche. Non ci riescono neppure i migliori segnali satellitari che hanno molta difficoltà a funzionare e quindi a vedere e interpretare gli accadimenti. Il vero punto di rottura rispetto al passato sta proprio in questo cambiamento di progettualità. Infatti MEMC-GWC e SAT puntano tutto sulla localizzazione indoor accurata. Il concetto è semplice in fondo. L’applicazione riconosce ed è in grado di valutare la postura post-caduta in tempo zero e inviando alla sicurezza le esatte coordinate in cui è avvenuto l’evento, dando modo così di localizzare immediatamente l’infortunato tra i vari reparti della fabbrica.
“La localizzazione precisa rappresenta un elemento chiave”, secondo i responsabili del progetto, grazie alla tecnologia che serve a riempire le lacune dei vecchi sistemi di posizionamento classici. Efficienza in primo piano, quindi, ma non solo, anche la garanzia di una risposta sollecita in un ambiente di lavoro dove gli impianti stessi rendono tutto più difficile. È un progetto pilota, ma una volta certificato porterà l’innovazione tecnologica direttamente al polso di chi lavora e produce, per una sempre maggiore sicurezza al servizio delle aziende.

Giornalista


