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Outdoor – “Dei sacri confini guardia sicura” motto GAF

Ai Confini – Collelunga – Foto D. Schiara

Outdoor

Outdoor, la nuova rubrica, inizia con il motto della GAF “Dei sacri confini guardia sicura”, scritta da Danilo Schiara. All’inizio, prima di questa rubrica, eravamo partiti con i nostri suggerimenti di week end. Ricordate “Weekend alternativi, la strada delle 52 gallerie”?

Danilo Schiara

Si. Danilo Schiara. Da oggi inizia una nuova rubrica OUTDOOR. Un fuori porta che comprenderà molte passioni. Danilo è l’artefice di questa iniziativa, lo conoscerete sempre di più. Ha coinvolto noi di Globe, ma sicuramente appassionerà anche voi. È difficile rimanere indifferenti, alle stupende immagini che ci propone. E poi ci racconta tutto nei particolari, descrivendoli molto bene, perché ogni viaggio che racconta, è una storia che lui ha vissuto sulla propria pelle. Presto lo presenteremo meglio. Oggi godiamoci l’inizio di Outdoor – “Dei sacri confini guardia sicura”.

Bagni di Vinadio

Bagni di Vinadio, luogo di terme, di prati, dove regna una insolita pace. Una valle in quota dove trovano spazio le località di Bagni, Strepeis e Besmorello fino a salire su a San Bernolfo.

Sveglia all’alba all’area sosta Camper sul pratone a fianco del torrente e ci siamo concessi un caffè allo Chalet dell’ Ischiator1 in compagnia dell’inossidabile Gigi che ci ha illustrato il percorso più agevole.

La location inalterata nel tempo, ci ha subito ispirato una gran voglia di pizza croccante e fumante (dicono si mangi la pizza più buona della vallata), ma bando alle ciance saliamo in auto (non ce la siamo sentita di partire da Bagni) e raggiungiamo il paesino di San Bernolfo dove per gli amanti del mangiar bene consigliamo di fermarsi al Rifugio Dahu de Sabarnui2, posto di accoglienza e di partenza. Facce pulite, sprizzanti passione per quello che fanno dove consiglio vivamente i mitici cruset fatti a mano e polenta tagliata con grano saraceno!

Sulle orme dei soldati italiani

Lasciamo ora brontolare lo stomaco e assecondiamo la voglia di ripercorrere le orme dei Soldati Italiani che qui sono transitati già prima del 1750, vogliamo raggiungere il Passo di Collalunga a 2533 mt. zona di confine con la Francia, ricca di reperti storici e luogo dai panorami mozzafiato.

Seguendo le orme degli Alpini e della GAF, la Guardia alla Frontiera, Soldati dedicati dal Re fino alla fine della seconda guerra mondiale a proteggere i confini d’Italia, si risale fino alla colletta del Laus Fer dove troviamo Il rifugio De Alexandris-Foches al Laus.3

Il Gestore ha reso il luogo vivibile a chiunque anche a chi ha ridotte capacità motorie, compresa la possibilità di raggiungere il sito anche in fuoristrada, previa autorizzazione del Comune di Vinadio, naturalmente polenta formaggi e selvaggina sono presenti e Vi accolgono con i loro profumi deliziosi.

Il lago dal blu intenso

Il Lago dal blu intenso – Foto D. Schiara

Il Lago inferiore del Laus Fer, con un blu intenso ci accoglie alla base del vallone, andremo in cima fino al passo, lungo la vecchia strada carrabile militare fino alle casermette facenti parte dell’ 8° Caposaldo “Passo Collalunga”, Sottosettore III/A, III Settore Guardia alla Frontiera, incontrando sul cammino il lago mediano per arrivare a rifarci gli occhi con i laghi superiori già in territorio Francese annesso appunto alla Francia nell’ immediato dopoguerra come pegno di guerra.

Luogo magico

Collalunga è magico, un luogo dove si sono scontrate truppe di soldati già dal 1700. la presenza di ruderi e catini delle tende testimoniano ardimento e voglia di servire la patria quando ancora il termine non era inflazionato da moderne interpretazioni demagoghe.

Dall’ alto la vista è meravigliosa, da una parte Isola in fondo alla parete rocciosa, colle della Lombarda e sullo sfondo le cime del Corborant e dell’Ischiator.

Storia, paesaggi mozzafiato, cibi ancora genuini fanno da contorno a questi splendidi posti visitabili con solo un lieve impegno fisico, che sicuramente corrobora corpo e mente.

Una confidenza

Siccome abbiamo parlato poco di mangiare, potrei a questo punto confidare una chicca… “Mocetta!” ; chi se ne intende potrebbe pensare subito alla Valle d’ Aosta, io invece ho trovato un macellaio, un artigiano, un artista studente della classica norcineria di Castelluccio che puntualmente produce una Mocetta di maiale da urlo, Ivo è il suo nome, il “mio” macellaio di Vinadio e se per caso Vi trovare a fare i conti con una salsiccia appena insaccata, mangiatela cruda su un crostino spalmato di stracchino, il Vostro palato vi ringrazierà!

Outdoor – Collalunga di Danilo Schiara