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La poesia visiva. Daniela Mencarelli Hofmann: la parola e l’immagine

La poesia visiva

La poesia visiva. Daniela Mencarelli Hofmann: la parola e l’immagine. A breve uscirà un nuovo testo, molto interessante, di Daniela Mencarelli Hofmann che si propone, come sottolinea il titolo, di coniugare i due canali principali di comunicazione: la parola e l’immagine. Federica Amadori, prosegue nelle sue interviste con gli autori più attuali.

La poesia visiva

Il primo a utilizzare questa tecnica di poesia visiva, nota col nome di Cancellatura, è stato nel 1962 Emilio Isgrò, un artista siciliano che ha contribuito agli sviluppi di questo linguaggio artistico e dell’arte concettuale.

Nei quadri di Isgrò la maggior parte delle parole di una pagina sono cancellate e quelle rimanenti acquistano un senso nuovo. Una poesia, appunto, accompagnata da tratti neri e magari anche da un disegno. Il testo della Mencarelli, partendo dall’esperienze fatte durante i laboratori che lei stessa segue, si propone di agevolare il processo creativo e di renderlo fruibile da chiunque.

“L’immagine e la parola – Das Bild und das Wort” sarà un testo bilingue, italiano e tedesco, proprio perché l’autrice conduce i suoi laboratori di poesia visiva in più lingue, sia in Italia che in Svizzera.

L’intervista

Ciao Daniela, ti chiedo subito cosa sono la Poesia visiva e la scrittura creativa?

La scrittura creativa è un termine che indica il processo di trasformazione di un‘idea in un racconto o in una poesia, quindi in un testo letterario. È un processo magico, alchemico, in cui la sensibilità dell‘autrice / dell‘autore trova una forma espressiva originale.

Per stimolare tale processo esistono diverse tecniche – e quindi diversi corsi condotti in genere da autori / autrici più o meno affermati. La tecnica della cancellatura è un metodo per creare una poesia visiva, cioè un‘immagine (astratta o figurativa) che contiene un testo poetico. Il primo artista a usare questa tecnica è stato Emilio Isgro‘ negli anni 60. Inizialmente ho scoperto questa tecnica per caso in Inglese, si chiama found poetry. Ho cominciato a usarla alcuni anni fa, perché mi permette di dare forma creativa ai miei grandi amori: la pittura e la scrittura.

I laboratori

Qual è il tuo compito nei laboratori che tieni in giro per l’Italia e all’estero?

Il mio compito nei laboratori è quello di agevolare il processo creativo. In due parole, di motivare e rassicurare. Secondo la mia esperienza, questa tecnica permette a tutte le persone, indipendentemente dall’età, dal livello culturale e d’istruzione, di scrivere poesie incredibilmente belle; solo coloro che vogliono padroneggiare il processo creativo con la razionalità incontrano delle difficoltà. Perché la potenza di questa tecnica consiste nel far emergere contenuti inconsci o semicoscienti, cioè dà forma espressiva a ciò che per ognuno di noi è veramente importante. A ciò che abbiamo nella pancia. E nel cuore. Nei laboratori che conduco nelle scuole, prima di cominciare, sono solita scrivere alla lavagna la frase “Lascia che il tuo cuore parli… ascolta la tua voce interiore”.

La tecnica

A cosa serve questa tecnica?

Io cerco semplicemente di aiutare i ragazzi e le ragazze a lasciarsi andare, facilitando così il processo creativo, in modo che le loro poesie possano esprimere le forti emozioni che vivono in questa fase delicata della vita: paure, necessità di sicurezza e protezione, la scoperta della sessualità, il rimpianto per l’infanzia perduta. Questa tecnica può essere utile, in una fase difficile della loro vita, la pubertà, a elaborare in modo naturale contenuti inconsci o semi-coscienti. Può secondo me aiutare anche a superare eventi traumatici. Quando siamo in grado di dare forma a un dolore, mettiamo una certa distanza fra noi e l’evento doloroso, il che è importante per il processo di rielaborazione del trauma. Ogni forma artistica, penso per esempio alla teatro terapia, può contribuire a superare conflitti irrisolti ed esperienze scioccanti, così anche questa tecnica consente di liberarsi da contenuti dolorosi che gravano sull’anima.

Sperimentando in questa direzione, l’inconscio, ho voluto dedicare l’ultima parte del libro a poesie visive che ho realizzato usando i testi di alcuni miei sogni, che ho l’abitudine di scrivere da anni. Perché in ogni sogno c’è, a guardare bene, un contenuto poetico nascosto.

Un esempio di poesia visiva

Ci regali un esempio di poesia visiva?

Certo! Ve ne regalo una di quelle che ho fatto all’inizio di questo mio percorso. Questa poesia ha partecipato lo scorso anno ad una mostra collettiva di arte contemporanea a Villa Biener, a Cipressa, intitolata “Unique, libri d’artista”.

La poesia visiva di Daniela Mencarelli Hofmann

Sulla bocca

perle minute,

un biancore

che abbaglia gli occhi,

i pensieri.

Le sue labbra

hanno il sapore

aspro

e dolce

delle more

fredde di brina.

L’intervista prosegue 

Cosa ti rimane dei tuoi laboratori e cos’altro vuoi aggiungere?

Gli abbracci. Alla conclusione del primo laboratorio di poesia visiva che ho condotto, sono stati tanti a volermi abbracciare prima di tornarsene a casa con la loro poesia-immagine da appendere al muro. Il perché di tanta commozione, di tanta gratitudine, è semplice: questo metodo di scrittura creativa è potente, chiunque può imparare a comporre una poesia. E quando dico chiunque intendo proprio chiunque: senza eccezioni.

Dopo questa prima esperienza ho realizzato diversi laboratori in tedesco e in italiano, sia con ragazzi che con adulti. L’entusiasmo è stato sempre così palpabile da emozionarmi e da farmi riflettere.

Nel quotidiano la maggior parte delle persone ha ben poche opportunità di esprimersi in modo creativo, anche se di tratta di un bisogno umano primario.

Qualcosa che, con i ritmi di vita e di lavoro a cui siamo sottoposti ogni giorno, difficilmente riesce a trovare spazio e forma. È qualcosa di cui sentiamo la mancanza, di cui abbiamo bisogno, qualcosa che, quando lo realizziamo, ci rende felici.

Ancora sulla poesia visiva

Concludo ribadendo che la poesia visiva offre una tale possibilità a chiunque: la tecnica è semplice e il tempo richiesto per realizzarla poco. Basta un’ora o forse meno; basta prendere una pagina di giornale, di una rivista o di un libro e cercare le parole che ci “piacciono”, che ci “dicono qualcosa di speciale”.

Conosciamo l’autrice

Daniela Mencarelli Hofmann

Daniela Mencarelli Hofmann, romana, vive tra Zurigo e Costarainera (IM). Ha studiato Scienze Politiche a Roma, Economia Ambientale e dello Sviluppo a Londra e ha portato a termine il dottorato a Zurigo, dove ha preso anche una laurea breve in Pedagogia.

Si è dedicata alla ricerca ambientale, alla cooperazione e all’insegnamento e ha scritto di ambiente, sviluppo, migrazione e discriminazione di genere.

Le sue passioni sono da sempre la scrittura, la pittura e la psicologia, alle quali dedica il suo tempo libero. Conduce in Italia e in Svizzera laboratori di poesia visiva in più lingue, per adulti e ragazzi.

 Il libro in uscita: La parola e l’immagine

Autore: Daniela Mencarelli Hofmann

Titolo: L’immagine e la parola

Sottotitolo: Poesia visiva e scrittura creativa

Titolo in tedesco: Das Bild und das Wort

Sottotitolo in tedesco: Visuelles Gedicht und kreatives Schreiben

Il testo sarà pubblicato dalla Cordero Edizioni.