Il salotto letterario di Daniela con Emanuela Mortari
Intervista a Emanuela Mortari, scrittrice e giornalista
Emanuela Mortari

Incontriamo Emanuela Mortari, giornalista e scrittrice genovese. Laureata in Scienze Politiche nel 2002 con una tesi sul G8 di Genova, la sua prima esperienza lavorativa come cronista. Da quasi venticinque anni si occupa di spettacolo, sport, economia e cronaca bianca; attualmente scrive per Liguria Business Journal e Genova24.
Ha pubblicato diversi saggi e collaborato a “Marittimi abbandonati né in terra, né in mare” a cura della Fondazione Migrantes. Nel 2021 è uscito Connessione a rischio, il suo primo romanzo, e da poco ha pubblicato il secondo, Scintilla Inaspettata, un romance.
Emanuela Mortari ospite a Le Muse Festival al Femminile

Emanuela sarà ospite il 21 agosti alle 18.30 a Le Muse Festival al Femminile nell’ultima location del festival di quest’anno in Liguria, a Costarainera.
Ciao Emanuela, grazie per aver accettato di partecipare al mio salotto letterario. Leggo nella tua biografia che eserciti la professione di giornalista da molti anni dedicandoti soprattutto a spettacolo, sport, economia e cronaca bianca. Come è nata questa tua scelta professionale?
Sin dalle medie volevo fare la giornalista sportiva perché appassionata non solo di calcio, ma anche di tante altre discipline come il ciclismo, il tennis, il golf, la pallavolo. Sono cresciuta a pane e Gazzetta dello Sport e adoravo leggere i racconti epici delle imprese sportive. Quando è stato il momento di scegliere il corso di laurea all’Università, a Genova era appena stato chiuso il diploma in Giornalismo e allora ho optato per Scienze politiche, che fornisce un’infarinatura completa su diritto, storia ed economia. Il professore di Scienza della Politica di allora, Massimo Bonanni, ci faceva leggere i giornali e li commentavamo prima di iniziare la lezione.
Grazie alla professoressa di Storia del Giornalismo Marina Milan, che ha intuito la mia passione per le novità e la tecnologia, ho preparato una tesi sul G8 del 2001 a Genova confrontando l’approccio dei media tradizionali (giornali e tv) e informazione online, che all’epoca era ancora parecchio sottovalutata. È merito di questa scelta se sono stata presa come stagista di un’agenzia che gestiva un sito di news che si chiamava Genovanet e che in quel 2001 ha documentato quelle giornate drammatiche di luglio. Il G8 è stata la mia prima esperienza lavorativa, si può dire, ma alla fine sono diventata anche giornalista sportiva perché per Genova24 seguo Genoa e Sampdoria. Ormai sono quasi a 25 anni di professione e posso dire che è sempre una bella responsabilità raccontare i fatti alle persone.
Da molti anni scrivi articoli e poi nel 2021 pubblichi per la prima volta un romanzo. Come mai? È sempre stato il tuo sogno nel cassetto, fin da bambina? Sei una lettrice compulsiva?
Sono una lettrice da sempre. Mia mamma mi leggeva le storie ed ero talmente “affamata” di avventure che iniziai a leggere prima di andare a scuola. Da bambina inventavo storie nella mia mente, qualcuna la raccontavo anche. La mia adolescenza l’ho passata con la testa sui libri, all’epoca mi piaceva il fantasy e poi i gialli Mondadori. Durante gli anni del liceo avevo anche iniziato un romanzo fantasy che non ho mai terminato. Poi la scrittura per lavoro ha relegato la mia creatività in un angolino. Perché quando scrivi tutto il giorno è difficile trovare la voglia di mettersi davanti al computer anche la sera. Però dal 2018 l’ispirazione è tornata nuovamente a farsi sentire.
Era come chiusa in una pentola a pressione e doveva trovare di nuovo sfogo. Ricordo che in quel periodo, ogni persona che osservavo la immaginavo inserita in un racconto. Ho ricominciato a scrivere senza alcuna velleità di pubblicazione, all’inizio per me stessa. Poi un caro amico, Luca Blengino, che è principalmente uno sceneggiatore di fumetti, ma fa anche molto altro sempre grazie alla scrittura creativa, ha letto i primi capitoli e mi ha incoraggiata a continuare.
Il tuo primo romanzo, Connessione a Rischio, è un mistery in cui affronti tematiche molto attuali come la violazione dei dati personali, accompagnata da minacce, ricatti e violenze. Come ti è venuta l’idea? Ti ha ispirato qualche episodio di cronaca?
Il mio lavoro è fonte continua di ispirazione. In quel periodo, era appunto la fine del 2018, per lavoro avevo a che fare con un sacco di tematiche di quel tipo. Ricordo che durante un evento chiamato Smart Week ero anche andata a far visita a dei laboratori dell’azienda Leonardo, che si occupa di cybersecurity, poi per Liguria Business Journal avevo scritto degli articoli sui Big Data, che all’epoca non erano ancora molto conosciuti.
Avevo anche comprato un saggio che analizzava i pro e i contro della ricerca scientifica basata sui Big Data e anche qualche intervista con la professoressa Paola Girdinio, che è diventata una grande fan del romanzo, sempre in ambito cybersecurity, mi aveva stimolato un plot per un tipo di romanzo che in Italia non è molto battuto, il mistery tecnologico. Ma come avrete capito anche dalla mia tesi, essere pionieristica non mi spaventa. Certe cose che ho scritto nel libro sono poi diventati attualità. Sensibilizzare le persone su questi temi è stato più semplice farlo attraverso un romanzo che un articolo.
Il personaggio principale del tuo mistery, Gloria Ferrari, è una giovane donna, programmatrice di videogame, senza relazioni fisse e con una passione per le moto. Quanto c’è di te in questo simpatico personaggio?
Praticamente è il mio alter ego: sono una persona che pondera molto le proprie decisioni, sono astemia, sto con la stessa persona dal 2002, non ho neanche lo scooter. Con lei condivido la passione per la musica metal e un certo cinismo in alcuni frangenti. Ai videogiochi ho giocato in passato, ma tante cose le ho studiate in funzione del libro. Il bello di Gloria è che è un personaggio che ha una voce molto riconoscibile, con i suoi ragionamenti basati sui videogame o sul funzionamento dei computer, in tanti mi dicono che pur essendo un personaggio molto sopra le righe è comunque credibile e chi ha letto il libro quando vede in giro una Kawasaki Ninja verde ormai pensa a lei.
Un altro personaggio di Connessione a Rischio è il luogo in cui è ambientata la storia: la Genova dopo la caduta del ponte Morandi…
Quello che è successo ha contribuito a farmi tornare la voglia di scrivere. Ero lontana dalla mia città quel giorno, in Polonia, a un matrimonio. Il fatto di non poter essere lì ad aiutare i colleghi nel cercare di raccontare quella tragedia mi aveva segnata e qualche mese dopo ho iniziato a buttare giù i primi capitoli scrivendoli sul telefono sull’autobus che da Sestri Ponente mi portava in centro città, in mezzo a un traffico caotico perché l’autostrada non era più percorribile. Ricordo che partivo circa un’ora prima rispetto al solito per essere puntuale. Connessione è praticamente nato sul telefono in quei momenti da pendolare nel post caduta del ponte. Ho cercato di ritrarre una Genova un po’ diversa rispetto a quella classica “caruggi, pesto e focaccia”, descrivendo soprattutto il Ponente della città.
Hai appena pubblicato un romance, Scintilla inaspettata. Una storia d’amore, ovviamente, che affronta temi di rilievo come il rispetto per le donne e l’importanza dell’educazione sentimentale. Ce ne vuoi parlare?
“Scintilla è nato in pieno Covid, nel maggio 2020, ho impiegato un anno a scriverlo, misurandomi con un genere che non prediligo da lettrice. Avevo bisogno di leggerezza in quel periodo, ma è stato anche questo ispirato dall’attualità. Ricordate quella maestra d’asilo licenziata perché le sue foto intime erano state condivise dal suo ex? La vittima era diventata la colpevole perché la società ha reagito come se una maestra d’asilo non potesse essere libera di fare sesso nel privato con il proprio partner, anche con foto o video. Per cui ho voluto portare all’estremo la sfida al lettore sul giudizio a priori che diamo sulle persone basandoci sul mestiere che fanno: una scrittrice di storie per bambini e uno dei più famosi attori a luci rosse del mondo si innamorano.
I toni sono da commedia romantica, ma l’evoluzione del romanzo ha anche qualche risvolto drammatico che non posso raccontare per ovvi motivi. Ho cercato anche di puntare sul rispetto nei confronti delle donne, spesso considerate in modo diverso rispetto all’uomo a livello di espressione della propria sessualità e di libertà nel vivere appieno i propri sentimenti, e di elaborare un antagonista poco scontato rispetto ai cliché del romanzo rosa contemporaneo. Scintilla, a differenza di Connessione, è stato autopubblicato. Volevo provare a gestire da sola tutto quanto: editing, grafica e impaginazione e per ora sono molto soddisfatta.
Che progetti hai per il futuro?
Ho già terminato il secondo episodio di Connessione a rischio, in cui Gloria sarà impegnata nel risolvere un omicidio in piena regola, ma per vederlo su carta occorrerà aspettare ancora un bel po’, prima devo dare attenzione a Scintilla Inaspettata. Essendo ancora inedito mi piacerebbe iscriverlo a qualche concorso. Il libro è autoconclusivo e indipendente rispetto al primo episodio, anche se c’è qualche riferimento inevitabile al passato che però fa solo venire voglia di saperne di più.
Ci lasci una citazione da uno dei tuoi libri preferiti? Giusto un assaggio!
Io adoro Irvine Welsh e so che anche chi non lo conosce forse avrà visto il film tratto da Trainspotting e conoscerà la citazione più famosa: “Scegli noi. Scegli la vita. Scegli il mutuo da pagare, la lavatrice, la macchina; scegli di startene seduto su un divano a guardare i giochini alla televisione, a distruggerti il cervello e l’anima, a riempirti la pancia di porcherie che ti avvelenano. .Scegli di marcire in un ospizio, cacandoti e pisciandoti sotto, cazzo, per la gioia di quegli stronzi egoisti e fottuti che hai messo al mondo. Scegli la vita. Beh, io invece scelgo di non sceglierla, la vita. E se quei coglioni non sanno come prenderla, una cosa del genere, beh, cazzo, il problema è loro, non mio. Come dice Harry Lauder, io voglio andare dritto per la mia strada, fino in fondo…”.
Welsh sa anche parlare d’amore e di amicizia e la mia scelta è una citazione da Colla, uno dei più bei romanzi sull’amicizia: “L’amore regalalo, ma in quanto alla fiducia sii avaro”.
Grazie di cuore, Emanuela.



