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Cibo venduto sfuso. Meglio per consumatore e ambiente

Cibo venduto sfuso – Foto Couleur

Il rovescio della medaglia

Regola rispettata a fronte di un problema ecco la soluzione. Il cibo ritorna a essere venduto sfuso e questo avvantaggia sia il consumatore , sia l’ambiente.

Abbiamo parlato della Vespa, come mito di un passato sempre attuale, oggi parliamo invece, di un “passato”, che non rappresenta un mito, ma una filosofia di vita che ritorna al futuro. La filosofia zero waste.

La filosofia zero waste

La filosofia zero waste intende diminuire la quantità di rifiuti plastici eliminando il packaging industriale.

Che la sovrabbondanza di plastica sia un problema di proporzioni globali, in grado di mettere a serio rischio l’ecosistema dell’intero pianeta è un dato di fatto.

La buona notizia è che sempre più consumatori stanno sposando la filosofia dello zero waste, ossia della riduzione dei rifiuti tramite il cambiamento del proprio stile di vita a cominciare dall’acquisto dei prodotti alimentari sfusi e senza packaging.

Acquistare cibo sfuso è una scelta che porta dei benefici non solo al pianeta e alla riduzione di rifiuti come ad esempio le microplastiche in mare, ma anche ai consumatori, in quanto i prodotti privi di imballaggio hanno un costo inferiore.

Tutti gli imballaggi utilizzati per contenere gli alimenti che troviamo sui banchi di negozi e supermercati, infatti, non sono gratis, ma anzi rappresentano una buona percentuale del prezzo finale dei prodotti.

 I vantaggi dell’acquisto senza imballo

Acquistare senza imballaggi – Foto Peter H

Acquistando prodotti sfusi,invece, il consumatore, oltre a risparmiare sul prezzo finale, utilizza dei contenitori che sono già in suo possesso e che non dovranno essere smaltiti subito dopo essere stati svuotati.

Il tutto si traduce in una sensibile diminuzione del numero dei rifiuti di difficile smaltimento come la plastica e i suoi derivati.

 Inoltre, non avendo più il vincolo del contenitore industriale, la quantità di prodotti acquistati è più aderente alle necessità del compratore diminuendo così anche lo spreco di cibo.

 Questo nuovo modo di fare la spesa ha quindi il doppio vantaggio di far risparmiare il consumatore e di salvaguardare l’ambiente.

 La nuova filosofia zero waste, inoltre, spinge sempre di più le persone a rivolgersi direttamente ai produttori tagliando di fatto anche i costi economici e ambientali derivati dalla distribuzione degli alimenti nei grandi punti vendita.

Basta organizzarsi con contenitori in vetro o anche in plastica non monouso e il gioco è fatto.

La tendenza prende piede

La nuova tendenza all’acquisto anti spreco sta prendendo piede anche in Italia e in un certo senso ha il potere di riportarci indietro nel tempo, quando acquistare cibo sfuso era la regola, prima che supermercati e grande distribuzione cambiassero il modo in cui le persone erano abituate a comprare gli alimenti.

 È comunque da rilevare che l’Italia è uno dei paesi dell’Unione Europea più avanzati per quanto riguarda la lotta all’usa e getta e al recupero delle plastiche arrivando fino al 45% di riciclo.

La guerra alla plastica è stata dichiarata anche dall’Unione Europea che a fine maggio 2018 ha approvato una serie di provvedimenti volti a mettere al bando diversi articoli di plastica usa e getta entro il 2021, tra questi: posate, piatti e bicchieri.

 Adesso si stanno studiando anche dei metodi alternativi per il confezionamento dell’acqua, perché recenti indagini hanno sottolineato come i consumatori acquistano un milione di bottiglie di acqua in plastica ogni minuto.

Una quantità quasi inimmaginabile se ci si ferma un attimo a riflettere.