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Che bello! una “pila” che non si.. scarica mai

Pila – M.Jamro

Che bello! una “pila” che non si scarica mai? Quanto vi piacerebbe? Domanda a una sola risposta ovviamente e non dico neppure qual è.

È ancora teoria

Bisogna capire come applicare le idee di principio alla pratica ma già il fatto che una pila così,sia teoricamente possibile, infrange un muro sino a ieri considerato invalicabile.

Si tratta di una pila “quantistica” la cui peculiarità è di mantenere la carica.

Immaginiamo quindi un accumulatore che non si scarica.E immaginiamolo nelle piccole cose della vita quotidiana: cellulari, torce, apparecchi radio, droni, telecomandi … per non parlare delle questioni più “serie”

Un affare miliardario

Sarebbe un affare da miliardi, in qualunque valuta lo si voglia quantificare.

Il chimico Gabriel Hanna dell’Università di Alberta ha dichiarato che la batteria quantistica funziona basandosi sull’energia eccitonica: uno stato di eccitazione elettronica in cui la differenza di stati energetici determina, appunto, l’energia di eccitazione.

Il modello di batteria previsto da questo studio, ribadiamo ancora teorico, conserva l’energia poiché la batteria stessa è all’interno di uno stato oscuro che le rende impossibile cedere energia all’esterno a meno di non “spezzare” la “rete quantistica” che la circonda.

Naturalmente il discorso è ben più complesso, ma questo breve cenno rende abbastanza bene l’idea di quanto sia “pazzesco” e al contempo innovativo al contempo lo studio in corso.

Anche le implicazioni ambientali non sarebbero trascurabili in quanto “alleggerirebbero” in maniera determinante tutto il comparto che ora deve fabbricare e smaltire le nostre attuali batterie al litio.

Gli ostacoli sono sempre possibili

Speriamo soltanto che interessi contrari non intervengano ad ostacolare il percorso di questa ricerca, com’è accaduto in passato in altri settori e che solo ora, giocoforza, devono essere obbligatoriamente “ripescati” e velocemente utilizzati.

Al di là delle dichiarazioni, crediamo che non passerà molto tempo per vedere in pratica questa pila. Potremmo scommettere su quale dei nostri gadget comparirà.

Forse sui cellulari o forse negli orologi da polso.Sicuramente nelle macchine a propulsione elettrica.

Bisogna proprio ammetterlo: se pensiamo anche alla discussa “macchina di Majorana” almeno sotto il profilo strettamente tecnologico, il futuro potrebbe davvero riservarci enormi sorprese.