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La Macchina di Majorana

Trasformazione materia- Foto P. Linforth

La macchina di Majorana, tratta un argomento molto dibattuto e per nulla semplice. Le opinioni in merito sono spesso diverse e contrastanti. Di sicuro tratta un tema, che non può lasciarci indifferente. In questo articolo, Alberto Lori giornalista, scrittore, autore radiofonico e televisivo, ma ancora molto di più, scrive come al solito con molta competenza e capacità descrittiva. Leggiamolo attentamente, c’è molto da capire. Presto avremo il piacere di intervistarlo e conoscerlo di più e meglio.

La terra e il clima

La Terra, il nostro pianeta, non è in stato preagonico. Ha una grossa influenza, questo sì. E non poteva essere altrimenti visti gli abusi cui la sottoponiamo. Il clima da tempo si sta modificando e il problema sta tutto nella rottura di certi equilibri che il sistema complessivo Terra aveva nel passato.

I tre disequilibri

Sono tre i disequilibri che stanno sconvolgendo l’ecosistema terrestre: buco dell’ozono, anidride carbonica in eccesso ed effetto serra. (leggi anche “uomo e inquinamento”)

L’ozono è il filtro nella stratosfera che impedisce il passaggio al 99 per cento delle radiazioni ultraviolette provenienti dal sole. Se comincia a rarefarsi o peggio si creano dei buchi, come sta accadendo al di sopra dell’Antartide, la nostra pelle non sopporterebbe a lungo il bombardamento dei raggi solari e finirebbe in disfacimento.

 Eccesso di COovvero di anidride carbonica nell’atmosfera. Noi stessi inspiriamo ossigeno ed espiriamo anidride carbonica, le piante vivono e si nutrono con essa, ma non è questo il problema. Il problema è che questo gas viene emesso in gran quantità dai processi industriali, dal riscaldamento delle abitazioni e dai veicoli alimentati a benzina o gasolio.

E in più ci mettiamo anche la deforestazione dissennata che avviene in varie parti del pianeta a cominciare dall’Amazzonia, vero polmone verde del nostro pianeta. L’anidride carbonica ha poi un ciclo di permanenza in atmosfera di circa duecento anni. Ciò significa che la quantità di COintrodotta fino ad oggi nell’atmosfera, anche se smettessimo di produrla fin da adesso, per altri due secoli continueremo a tenerci questo gas senza riuscire a smaltirlo. L’eccesso di CO2 produce un alterato effetto serra. Un’equilibrata quantità di anidride carbonica consente di trattenere quel giusto numero di radiazioni solari per mantenere temperata la temperatura media della Terra, ma se la coltre di CO2 diventa più spessa non consentirà ai raggi solari di rimbalzare via con il risultato di fare aumentare a dismisura la temperatura terrestre. Ecco la febbre influenzale che agita il nostro pianeta.

Quali conseguenze?

Con quali conseguenze? Scioglimento progressivo dei ghiacciai e conseguente innalzamento dei livelli dei mari, elevata crescita di umidità e delle precipitazioni atmosferiche, estremo caldo ed estremo freddo, pesante alterazione del meccanismo di formazione dei venti, che vuol dire uragani di inaudita violenza e catastrofici tsunami.

Quali rimedi?

Che cosa si può fare allora? Purtroppo allo stato attuale non si può fare niente per distruggere o trasformare le molecole di anidride carbonica stazionanti nella nostra atmosfera. Analogamente non è possibile ricucire i buchi dell’ozono.

 L’unico accorgimento che potremmo fare, suggerisce la scienza, è cominciare ad adattarci ai cambiamenti climatici. Questo però deve essere messo in atto subito e a costi molto elevati. Gli scienziati più pessimisti prevedono le prime catastrofiche conseguenze a partire dagli anni trenta e quaranta di questo secolo. Cosa possiamo fare allora? Praticamente nulla. L’uomo ha finito per segarsi il ramo sul quale sta a cavalcioni.

Il mistero di Ettore Majorana

Tuttavia, in tutta questa vicenda c’è un elemento misterioso che emerge da uno dei misteri più clamorosi del XX secolo, la scomparsa di Ettore Majorana, un fisico eccelso, facente parte negli anni trenta del celebre gruppo di Enrico Fermi, i ragazzi di via Panisperna di Roma.

Ebbene, qualcuno dice che Majorana aveva voluto scomparire e ritirarsi in un convento perché spaventato dalle conseguenze della scissione dell’atomo alla quale i suoi colleghi stavano giungendo, per poi riemergere molti anni dopo, nel 1958, per coinvolgere nei suoi studi un giovane, Rolando Pelizza, che da quel momento in poi sarebbe diventato un fido collaboratore.

Prova della sua ricomparsa sarebbero alcune stupefacenti foto e alcune lettere indirizzate al fisico Erasmo Recami. Foto e lettere sarebbero state periziate e le perizie avrebbero dimostrato la loro autenticità. Non è compito di questo articolo andare ad approfondire il mistero Majorana.

Majorana e i cambiamenti del clima

 Ciò che mi preme rilevare è che Majorana stesso pare avesse avuto tra i suoi interessi anche quello del clima e dei cambiamenti climatici. Già nel 1976, ci dice l’ing. Alessandrini, studioso di Majorana, aveva esposto una sua teoria nella quale prevedeva quale sarebbe stato l’andamento climatico della Terra negli anni avvenire.

 In seguito lo scienziato scrive una lettera al fisico Recami nella quale sostiene che già i primi sintomi sarebbero apparsi agli inizi del 2000, con un peggioramento progressivo a partire del 2010, in seguito al quale è lecito attendersi vere e proprie catastrofi ambientali.

Majorana prevede che già dal 22 al 24 di questo secolo ci sarà una precipitazione della condizione climatica con eventi disastrosi. Parla ad esempio di uragani dai 400 ai 600 km orari, del tipo di quelli che sconvolgono la superficie del pianeta Venere. Lo stesso Stephen Hawkins prima di morire aveva previsto che la Terra era destinata in un futuro più o meno lontano a diventare come Venere.

La macchina di Majorana

Una piccola speranza, però, c’è. Grazie alla nuova fisica di Majorana, pare sia stata costruita una macchina che tra le sue altre peculiarità ha quella di “trasmutare la materia”. Come dire, che se il suo raggio fosse indirizzato su una bottiglia di vetro la trasformerebbe in una bottiglia d’acciaio. Fantasia? È il sogno dell’alchimista di trasmutare metalli in oro? Non è fantascienza, pare che per la fisica teorica non sia un assurdo e sembra che Rolando Pelizza, costruttore del congegno ideato da Majorana ne abbia dimostrato le capacità trasmutando cubi di gommapiuma in oro.
Pensate quindi, amici miei, come sarebbe bello se fossimo in grado con essa senza alcuna spesa di trasformare il CO2 in eccesso in ozono dove è carente o in aria pulita dove c’è troppa anidride carbonica.
Purtroppo l’uomo di questo pianeta non solo sta segando il ramo dove sta a cavalcioni, ma anche lo stesso albero sul quale sta appollaiato. Infatti, interessi di parte, profitti, e il rischio di utilizzo della macchina per scopi di guerra e di potere, impedisce che la straordinaria macchina di Majorana possa essere impiegata a vantaggio di tutti, ma, soprattutto, del pianeta che ci ha dato dimora.