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Asfalto mangia smog: è forte il segnale di cambiamento

Asfalto mangia smog e cambiamento

L’asfalto mangia smog è un forte segnale di cambiamento. Lo avevamo già indicato nell’articolo riguardante “le autostrade elettriche”. L’idea del rispetto ambientale si sta saldamente radicando nella società occidentale, pur con alcune eccezioni.

Gli sforzi in questa direzione, che finalmente trovano l’appoggio della grande industria (più per convenienza e necessità che per etica), stanno producendo risultati interessanti in ogni ambito.

L’asfalto mangia smog

Quando ci si riferisce al settore automobilistico, si pensa immediatamente ai motori delle auto, più raramente alle lampadine, sicuramente ai pneumatici.

Ma dall’Olanda, e precisamente dai ricercatori dell’università di Eindhoven, arriva un’idea veramente originale: l’asfalto fotocatalitico, in parole povere, l’asfalto mangia smog.

Non è una fake news

Sembra una fake news e invece è proprio così.

Questo particolare tipo di asfalto è stato utilizzato per pavimentare parzialmente un’arteria stradale e confrontarlo con il bitume di tipo tradizionale.

Cosa lo rende così speciale?

Biossido di titanio. Questo elemento, utilizzando la luce solare come catalizzatore, trasforma il biossido e monossido di azoto emessi dalle auto in una sostanza meno “velenosa” (nitrato) che viene dilavato dalla pioggia senza (quasi) provocare danni.

I dati “sul campo” hanno segnato la riduzione dell’inquinamento, poco meno della metà, rispetto alla parte di strada asfaltata con il normale asfalto.

Inoltre, questo “manto” mangia-smog è, per certi versi, autopulente: abbatte infatti il tasso di sporco.

La pratica ha quindi confermato i dati sperimentali già ottenuti in laboratorio.

L’aspetto economico

La nota relativamente negativa è che questo asfalto costa, a parità di chilometro bitumato, circa il 10% in più rispetto a quello “tradizionale”. Poco, se si inquadra il tutto in un’ottica generale, molto, se si guarda la cosa con l’occhio rapace del business ma è chiaro, date le circostanze, come sia difficile soprattutto a livello di immagine bloccare progetti che si proiettano positivamente nel futuro.

Sempre restando sull’asfalto c’è da considerare un altro importante elemento di contrasto all’inquinamento: il pneumatico.

Il pneumatico rivoluzionario e la giusta direzione

La Goodyear sta progettando un pneumatico che definire rivoluzionario è un eufemismo.

Si tratta infatti di una “gomma” chiamata Goodyear Oxygen la cui particolare configurazione consente la crescita di muschio ai “lati” della gomma stessa. Il muschio si alimenta dell’umidità proveniente dal manto stradale (ma anche dall’ambiente circostante).

Motivo di tutto questo? La produzione di ossigeno attraverso il processo di fotosintesi.

Questo, unito a particolari tipologie di “mescole” e, magari, un “bel” motore elettrico, abbatterebbe significativamente l’inquinamento prodotto dalle auto.

Saltano subito agli occhi i vantaggi di cui godrebbe, in tempi brevissimi, una grande metropoli. Anche in questo caso, ci sono alcuni problemi da superare prima di assistere ad una produzione su larga scala, ma risulta ormai evidente come sia stata finalmente presa la giusta direzione.