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Autostrade elettriche? Si! Tra Brescia e Milano!

Autostrade elettriche

Autostrade elettriche, un ipotesi che diventa realtà, l’abbattimento dell’inquinamento attraverso l’uso “pulito” dell’energia sta prendendo davvero piede finalmente!

22 giugno 2016

Era il 22 giugno 2016, quando l’E16, meglio un tratto di autostrada che collega la Svezia alla Norvegia, inaugurava il primo percorso stradale a impatto zero inquinamento. I primi mezzi ibridi a percorrere i poco più dei due kilometri e rotti sperimentali, sono stati due camion con tecnologia prodotta dai due colossi Scania e Siemens.

Quindici saranno invece gli autocarri Scania impiegati nella sperimentazione in Germania, dove le infrastrutture per tre tratti autostradali sono pronte. Due partiranno nel 2019, primo percorso di cinque kilometri sull’A5. Il secondo tratto arriverà a Lubecca attraverso l’A1. L’ultimo nel 2020, nel Baden-Württemberg lungo la strada federale B462.

E l’Italia?

E l’Italia? Non potevamo certo mancare noi, anche se per terzo paese europeo, considerata la tecnologia italiana usata per questa sperimentazione. Infatti, presto nascerà la prima corsia elettrificata sull’A35 tra i caselli di Romano di Lombardia e Calcio (BG). La BREBEMI cosi è denominata appunto l’autostrada che unisce Brescia a Milano, sarà utilizzata a impatto zero per circa sei kilometri e nei due sensi di marcia.

Ma come funziona una strada elettrificata?

Ricorda un po’ le vecchie linee aeree dei filobus, si tratta, infatti, di una linea elettrica sospesa che consente la propulsione dei veicoli ibridi dotati di catena cinematica ibrida con motore elettrico, alimentato attraverso un pantografo. Al di fuori di questo percorso il veicolo procederà elettricamente, grazie all’ausilio delle batterie.

La sperimentazione Svedese ha dimostrato nei primi test, un abbattimento dell’inquinamento dell’80%.

L’obiettivo, seppur nobile, non è di cosi semplice attuazione. Nelle intenzioni, al di là dalle strutture tecniche, si dovrà pensare al modo di produrre elettricità, che dovrebbe, per coerenza, essere prodotta per vie alternative, quali il vento o i pannelli fotovoltaici. Vedremo. Intanto prepariamoci all’ennesima rivoluzione tecno ecologica del ventunesimo secolo, anche se i filobus viaggiavano già all’inizio del ‘900.