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La Ragazza del Palio

La Ragazza del Palio - Cover

“La Ragazza del Palio”

La Ragazza del Palio. Turistico, artificiale, con lo spreco di un Gassman doppiato, eppure interessante. Da un po’ di tempo non parliamo di cinema, competizioni e percezione dei corpi, lo facciamo con un film del 1957.

Una texana da stereotipo (una imitazione di Marilyn) vince un viaggio e un’auto in un telequiz, finisce a Siena e si innamora di un nobile squattrinato (interpretato da Vittorio Gassman, per il quale già sapete che ho un certo interesse). Lui crede che lei sia ricca (tramite lo stereotipo texano e l’auto costosa), lei crede che lui sia ricco (tramite lo stereotipo del nobile che possiede terre). Sono entrambi in bolletta, ma questo ci interessa poco, a me almeno.

Più interessante è quel minuto scarso in cui “Lui” deve spiegare a “Lei” cosa sia il Palio, cosa rappresenti, e perché sia così importante. Strutturalmente e narrativamente, un “teaser”. Che è diverso dal trailer. Il Teaser (da “to tease” = ammaliare, attirare) serve a sintetizzare seduttivamente. Il Trailer a rappresentare. Spesso nei nostri campi i confini tra i due “attrezzi” sono sbiaditi, ma quello del Nobile Montalcino alla clone di Marilyn è, appunto, un teaser.

E c’è anche una storia curiosa dietro. La controfigura della giovane texana è stata notata e “scoperta” dagli organizzatori del Palio aprendo una strada alle fantine. Non che fosse legalmente vietato alle donne, ma una consuetudine antica aveva tenuto chiuso quel cancello di genere.

E come spesso accade nella realtà, la fiction fa accadere le cose, non limitandosi a raccontarle.

Storytelling sportivo e realtà

Cosa trovo in comune con il nostro lavoro? Molto.

Il “teaser” di cui sopra è una tecnica che spesso abbiamo usato a Sportitalia per dire (ad esempio) che il cricket non è una noiosa e pigra “pallettazione tra vecchi inglesi” (citazione), ma un super-sport, forse il più giocato al mondo (non si sa ancora se lo sia più o meno del calcio). E anche la ripresa che poi innesca la realtà è una tecnica-etica che usiamo e che sta funzionando, fa accadere le cose che vogliamo, non ha a che fare con le entrate economiche, perché accade dopo la messa in onda e indipendentemente dall’audience, ma… ci fa stare molto bene dentro di noi.

E quelle vedute panoramico-documentaristiche del Chianti anticipano i film turistici che promuovono i luoghi. Nel caso del Chianti non serviva perché faceva già parte dei “Grand Tour” del 1800, ma la dinamica è quella. Intendo quella che farà di Porto Tolle, Povegliano, Imperia, Eupilio, Rovigo, dei posti visitatissimi. Molto di più di quanto lo siano adesso.

La Lotta Svizzera, la Pallapugno e il Kabaddi sono in fondo il nostro Palio di Siena, è appena partita la distribuzione mondiale di Sport Crime e il pubblico già ce lo riconosce.

Uno screenshot di Sport Crime dallo Sferisterio di Pallapugno di Imperia

Pubblicato il: 14 Ottobre 2026
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