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Quello che smetti di fare, senza quasi accorgertene

Le rinunce quotidiane possono diventare uno dei segnali meno visibili del controllo nelle relazioni

controllo nelle relazioni - occhi che parlano
Due occhi che parlano (by engin akyurt)

La prima volta rinunci a una cena. Sei stanca e non hai voglia di discutere. Un’altra volta lasci nell’armadio un vestito, perché sai già quali commenti arriveranno. Poi cominci a sentire un’amica soltanto quando sei sola, a raccontare meno della tua giornata, a rimandare quel corso che avresti voluto frequentare.

Per ogni rinuncia trovi una spiegazione: “Non era così importante”. “Ci andrò un’altra volta”…

E intanto, quanto spazio ti rimane? Quando si parla di violenza nelle relazioni, l’attenzione si concentra spesso sugli episodi più riconoscibili: le minacce, gli insulti, le aggressioni. Esiste però una dimensione del controllo che si può leggere anche attraverso ciò che, nella vita di una donna, progressivamente scompare.

Le occasioni di incontro, gli interessi, la spontaneità con cui esprime un’opinione. La possibilità di fare una scelta senza dover prima prevedere la reazione del partner. Non sempre c’è un divieto esplicito. A volte una donna può uscire, ma al ritorno deve affrontare accuse e interrogatori. Può vedere le amiche, ma ogni incontro diventa motivo di sospetto. Può vestirsi come desidera, ma deve sopportare insinuazioni sulle proprie intenzioni. Può dire di no, ma quel no viene seguito da pressioni o silenzi usati per punirla. La libertà sembra esserci. Esercitarla, però, ha un costo.

Il controllo che agisce senza divieti espliciti

Quando questo accade ripetutamente, può diventare più semplice rinunciare in anticipo. Si comincia a organizzare la giornata tenendo conto di ciò che potrebbe infastidire l’altro. Prima ancora di chiedersi: “Che cosa mi va di fare?”, arriva un’altra domanda: “Come la prenderà lui?”. È un passaggio importante, perché il controllo può arrivare a funzionare anche senza una richiesta esplicita.

La donna conosce già le possibili conseguenze di un gesto e cerca di prevenirle. Il partner potrebbe non avere più bisogno di contestare una scelta: lei ha già imparato a evitarla. A volte una donna rinuncia per evitare una reazione aggressiva o un’altra discussione. Questo non significa essere debole, bensì cercare un po’ di tranquillità in una situazione difficile. Da fuori, invece, possono sembrare semplici decisioni personali. “Da quando sta con lui si è allontanata”. “La invitiamo, ma trova sempre una scusa”. Così, alle difficoltà della relazione rischia di aggiungersi la distanza delle persone vicine. Gli inviti diminuiscono, le telefonate si diradano e tornare a cercare qualcuno può diventare ancora più faticoso.

Prima di interpretare un’assenza come disinteresse, dovremmo chiederci che cosa accade quando quella donna prova a esserci, a uscire, a mantenere uno spazio proprio. In ogni relazione può capitare di rimandare una discussione, modificare un programma o trovare un compromesso. Una singola rinuncia, da sola, non racconta la qualità di un rapporto. Occorre guardare alla continuità, alla reciprocità e soprattutto alle conseguenze del dissenso.

  • Entrambe le persone possono esprimere i propri bisogni?
  • Gli accordi possono essere discussi?
  • È possibile cambiare idea senza temere una ritorsione?

Quando la tranquillità della coppia dipende da una sola persona

Quando la tranquillità della coppia dipende sistematicamente dalla rinuncia di una sola persona, è necessario fermarsi a osservare quello che sta accadendo. Riconoscere questo processo può essere difficile perché ogni rinuncia, presa singolarmente, sembra piccola. Una cena, un vestito, un pomeriggio, un progetto. È guardandole insieme che può diventare visibile quanto spazio sia stato perso. E può fare male accorgersi di non sapere più che cosa piace, che cosa si desidera, da dove si vorrebbe ricominciare.

Il controllo si riconosce anche da quanto una donna deve limitarsi per evitare la reazione del partner. “Non ti ho mai proibito niente”, dice poco, se ogni scelta autonoma viene fatta pagare con accuse, umiliazioni o intimidazioni.Vale allora la pena chiedersi quanto della tranquillità di una coppia dipenda dalle rinunce che lei ha imparato a fare in silenzio. Perché una cena a cui rinunci può anche non essere importante. Poter scegliere di andarci, invece, lo è.

Se stai vivendo una situazione di violenza puoi rivolgerti al Centro Antiviolenza del tuo territorio oppure contattare il 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking, gratuito e attivo 24 ore su 24.

Pubblicato il: 6 Ottobre 2026
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