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Bidoni intelligenti. Stavolta non ci hanno rifilato il solito bidone! O forse sì?

Eh sì gente, questa volta il bidone è intelligente… non solo, è anche un Agente di polizia o forse sarebbe meglio dire di Pulizia? Che paradossalmente non ammette il rifiuto pur trattandosi appunto di bidoni della spazzatura per il secco indifferenziato rivestiti a festa. Spiego meglio, da diversi mesi nella bellissima e storica Ascoli Piceno sono arrivati ipertecnologici bidoni dell’immondizia color marrone ruggine con disegnate di bianco e in modo stilizzato il profilo delle torri che da sempre caratterizzano la suddetta città delle 100 torri appunto, un incrocio tra un cassone senza coperchio e un bancomat, più alti dell’altezza media nazionale e con un ingombro di un’utilitaria, se poi sono affiancati da quelli per i pannolini e pannoloni occupano il posto macchina di un SUV.

La mia riflessione nasce principalmente da una scena alla quale ho assistito in una via della suddetta città dove prima non si poteva parcheggiare un’auto con le 4 frecce, una scena che ormai entrerà nel quotidiano ma prima dell’ennesima assuefazione di massa vorrei congelarla nella memoria e nella mia mente e condividerla con chi legge.

Bidonoi intelligenti - bidone con ai
Bidone intelligente -(creato ai)

La burocrazia della spazzatura e i vincoli quotidiani

Una signora arriva con guanti neri alle mani e diversi sacchi della spazzatura, li poggia a terra e prendendo il portafogli stando attenta a non essere investita dalle auto che gli sfilavano accanto, mostra la sua tessera sanitaria al dispositivo del bidone ma senza risultato, il bidone non si apre… esegue l’operazione diverse volte fino a quando il pertugio si apre ma i sacchetti sono più grandi dell’apertura stessa e non riescono ad entrare, così la signora visibilmente contrariata ed umiliata da un cassonetto intelligente ma irriverente, apre i sacchetti e distribuisce i contenuti utilizzando un altro sacchetto che si era preventivamente portata dietro, in quell’istante ho capito il perché avesse i guanti e il sacchetto in più con sé… era già una veterana, una che si era già adeguata, una virtuosa che dà il buon esempio, direbbe chi ha voluto questa innovazione.

Ma mi sono detto: …come siamo arrivati al punto di mostrare un documento personale a un bidone dell’immondizia che in quel momento ha più potere di noi e pari ad un poliziotto visto che senza si è costretti a riportare l’immondizia a casa o lasciarla incivilmente ai piedi del bidone o peggio altrove come spesso già accade? Vabbè ho pensato… è il prezzo da pagare in nome del green… ma siamo sicuri?…

Il costo ecologico e industriale delle tecnologie green

Produrre il bidone in lamiera con tanto di serigrafia delle torri stilizzate con l’obiettivo mancato di ridurre l’impatto visivo nella città del travertino non sporca? Produrre i pannelli solari posti sulla sommità, la batteria al litio nel suo interno e il motore meccanico ed elettronico per consentire il riconoscimento del documento e l’apertura del pertugio li faranno forse con la bacchetta magica o li fanno in una catena di montaggio che utilizza energia e produce di conseguenza scarti e scorie industriali che pare siano complici dell’inquinamento?

Intanto però nel mondo reale e parallelo da dove vengo io ossia quello del comune di Arquata del Tronto colpito dal sisma del 2016 ancora in attesa della ricostruzione dopo 10 anni, notavo, soprattutto nei fine settimana unitamente ad altri resilienti residenti, alcuni avventori provenienti dalla virtuosa e modernizzata città dai bidoni intelligenti, depositare alcuni sacchetti scaricati dalle loro vetture nei nostri antiquati bidoni ignoranti e ci riuscivano, “pensate un po’” facendo quello sforzo immane e anarchico non più tollerabile in città, cioè quello di sollevare il coperchio del bidone senza mostrare alcun documento o sporzionare ulteriormente i sacchetti e spesso lasciando ulteriori scarti direttamente per terra.

Il fenomeno del turismo della spazzatura tra i comuni

Va detto che noi del terzo Mondo paghiamo l’immondizia raccolta da una ditta semiprivata in base ai parametri del nucleo familiare ricavato dalle casette post-sisma SAE e dai relativi metri quadri assegnati di quest’ultime, pertanto grazie alla nuova normalità e all’innovazione cittadina, (evidentemente non così utile e gradita), il rischio per i locali di pagare di più la TARI è concreto con l’aumento dell’immondizia prodotta da altri. Si potrebbe innescare il turismo della spazzatura (passatemi il termine) come è successo per le cure dentali in Albania.

Ma perché nello specifico queste persone fanno tanta strada per venire a gettare l’immondizia in montagna, malgrado la modernità arrivata in città? Sarà mica un pretesto per poi farsi una scampagnata o un giretto alla piana di Castelluccio e godere delle nostre bellezze naturali nonostante le ferite ancora aperte del sisma?.. No… le nostre bellezze naturali erano già apprezzate prima e non avevano bisogno di scuse per essere visitate.

Come funziona il sistema di identificazione tramite tessera

La spiegazione si è rivelata più semplice del previsto una volta scoperto che la Tessera Sanitaria per far aprire i bidoni intelligenti funziona solo se la stessa è legata all’utente a capo del nucleo familiare intestatario della TARI, pertanto se ad esempio l’intestatario papà Roberto è al lavoro e suo figlio Alfredo o la badante che accudisce il nonno dovessero aver bisogno di utilizzare tali dispositivi non possono farlo con la loro personale tessera sanitaria, pertanto o si fanno prestare la tessera da Roberto che nel frattempo ne rimane sprovvisto o devono scaricare l’ App4AP.

Così l’account può essere condiviso con gli altri membri della famiglia utilizzando il cellulare al posto della tessera sanitaria, dando per scontato che le persone anziane, magari possessori di un cellulare non all’ultimo grido possano eseguire tali operazioni con facilità o si possano far aiutare da terzi, del resto il bidone intelligente non ammette ignoranza! Giusto? Si arrangino!

Ovviamente tutto ciò poco c’entra con l’ambiente e tanto c’entra con il controllo capillare e individuale da stato di polizia mascherato da fatina buona che per far sempre più cassa ha bisogno di sempre più controllo e sudditanza.

Riflessioni sul controllo sociale e la gestione sanitaria

In epoca Covid non siamo forse stati tutti ricattati da un obbligo vaccinale e dalle tangenti dei tamponi? Un TSO di Stato diciamolo pure senza mezzi termini visto che i vaccini in questione erano così sicuri da renderli obbligatori anche se la responsabilità di tale sicurezza era però a capo dei cittadini e non dello Stato che li aveva promossi, cittadini che si mettevano in fila a farsi iniettare un farmaco per il quale si assumevano piena responsabilità non essendo né medici né virologi e senza nemmeno la ricetta medica prevista per legge e che nemmeno il medico di famiglia si sognava di prescrivere.

Uno statista che non intendo nominare rispose così alla seguente domanda: …perché perseguitare e spremere i poveri che hanno pochi soldi in tasca? Lo statista rispose: …perché i poveri sono tantissimi e se riesci a togliere un solo soldo a ognuno di loro ricaverai tantissimi soldi, semplice no?!.

Il paradosso dell’uso della tessera sanitaria per il fumo

Ma tornando all’utilizzo della tessera sanitaria e rimanendo nell’ambito della Salute, posso aggiungere che è già abbastanza comico e grottesco utilizzarla per comprare ai distributori elettronici pacchetti di sigarette dove sul pacchetto c’è chiaramente scritto in grande e neretto che il fumo uccide e nuoce gravemente alla tua salute e a chi ti è vicino, nonché al feto che una donna potrebbe avere in grembo, con tanto di foto evocative di polmoni anneriti e cuori sfranti. Neanche questi dispositivi mi sembrano tanto intelligenti pertanto i veri stupidi non possono che essere gli utenti. Ricordo che la tessera sanitaria dei maggiorenni era e credo sia tutt’ora passata di mano in mano tra i minorenni accaniti fumatori che lo Stato vorrebbe dar l’idea di proteggere!

Se una cosa è così nociva al punto da scriverlo sul pacchetto la si dovrebbe vietare punto e basta o il prossimo passo saranno i distributori con tessera sanitaria di droghe, cianuro, armi o chissà cos’altro. Basta scriverlo chiaramente sulla confezione così la coscienza è pulita e il portafogli dei produttori è salvo e gonfio.

Dalle restrizioni pandemiche alle logiche di controllo

Una provocazione? Sì ma neanche più di tanto se consideriamo che la stessa tessera sanitaria non aveva più alcun valore durante il covid, e la sostituirono dal giorno alla notte con il green pass. Anche se eri sano eri emarginato dalla vita sociale se ne eri privo. Vigeva la presunzione di esser considerato malato a prescindere, è un po’ come arrestare qualcuno che non ha mai rubato per evitare che possa farlo in futuro. Un’assurdità mai vista prima che però è stata tollerata dalla maggior parte delle persone che in buona sostanza hanno detto allo Stato: …ok potete farci qualsiasi cosa purché non ci togliete il calcio o il Grande Fratello.. ma la tessera sanitaria rimase però più che valida per acquistare appunto le sigarette, non serviva alcun smoking-pass.

Ormai il diritto alla libertà e al vivere passa per un’app o per una scheda valida o a scadere sarà la nostra stessa vita con i relativi gesti quotidiani, stanno demonizzando la CO2 e pensare che è anche il risultato dei nostri respiri nonché la cosa fondamentale per consentire alle piante di produrre ossigeno mediante la fotosintesi clorofilliana. Chi ricorda negli anni 80 la pubblicità del metano che ci dava una mano? In tv un bambino che gattonava sullo sfondo di un cielo azzurro e giù tutti ad installare impianti a metano con offerte e finanziamenti a seguire. Poi che è successo?

Il metano ci ha ripensato? Sì perché il CH4 (metano appunto) è considerato un gas serra che non ci dà più una mano, vedete come la narrazione e l’illusione si fa lentamente strada in ognuno di noi consumatori? Non vogliono la nostra felicità perché la felicità non induce all’acquisto compulsivo anche di ciò che non ci serve, è l’inseguirla, incoraggiato dagli abili pubblicitari che aumentano le vendite.

Le contraddizioni della crescita e della sostenibilità

Spesso sentiamo dire dai vari Governi o politici che si susseguono che il paese non cresce o cresce poco, ma dall’altra parte ci dicono che dobbiamo essere sostenibilI, ma come si può crescere ulteriormente senza produrre scorie? Tutto ciò che è vivo consuma energia per continuare ad esserlo e di conseguenza produce scarti, quindi che vorrebbero fare impedire la Vita o tassare chi si ostina a Viverla? Magari tassando le puzzette che emettiamo dal di dietro? Con le mucche già lo fanno o lo vorrebbero fare! Ci aspetta forse una green life senza la quale l’essere in vita diventa illegale o un lusso non per tutti? Chi accende il caminetto con la legna e produce anidride carbonica è un irresponsabile inquinatore.

Ma i razzi che Elon Musk spara nello spazio ogni anno a centinaia rilasciano acqua fresca? Tassare i vulcani o mettergli un tappo visto che una loro sola espulsione inquina più di tutte le auto a motore termico nel mondo? Tassare il sole per l’aumento della sua attività no?

Il clima sta cambiando? Sì è probabile, fa parte della storia stessa del nostro pianeta il cambiamento climatico, anche prima dell’uomo. Certo noi possiamo fare e dobbiamo fare la nostra parte ma senza rinunciare a vivere, perché in effetti vivere è la cosa più bella e pericolosa che ci poteva capitare, ma non vivere per non morire sarebbe già come essere morti. Mia nonna mi diceva: prima o poi ci faranno pagare anche l’aria che respiriamo… e incredibilmente aveva ragione ma con una variante, durante la commedia covid con l’acquisto delle mascherine ci hanno fatto pagare l’aria per non respirarla e respirare la nostra stessa anidride carbonica che odiano tanto ma quando gli fa comodo, facendo rischiare alle persone la chetosi.

L’illusione tecnologica e l’impatto dell’intelligenza artificiale

Sono andato un po’ fuori tema ma era necessario perché tutto, anche i bidoni intelligenti con i quali ho aperto questo articolo fanno parte dello stesso concetto, l’illusione e la presa in giro continua in nome di principi ai quali loro per primi non credono perché credono solo ai grandi profitti… punto! Se vogliamo smettere di inquinare davvero la tecnologia non deve avanzare ma regredire o è pura utopia produrre di più e inquinare di meno, un po’ come quello che cerca lavoro e spera di non trovarlo.

Ora siamo anche arrivati con l’intelligenza artificiale al paradosso che la stessa ci salverà dall’autodistruzione e dal cambiamento climatico se non fosse che per raffreddare i sistemi di tale tecnologia grandi come quartieri o cittadine, serve una quantità infinita e costante di acqua per raffreddarla e farla funzionare, mentre fanno sentire te che annaffi l’orto un dissidente nemico del tuo stesso Pianeta. Se poi aggiungiamo che gli stessi creatori dell’IA ne hanno preso le distanze arrivando anche a licenziarsi mettendoci in guardia sul concreto pericolo che entro sei mesi possa prendere il controllo della rete ed entro 10 anni possa eliminarci come specie vivente.. eppure vedo persone che come dei bambini che hanno scoperto un nuovo giocattolo la usano quotidianamente anche per autodiagnosi mediche.

Generazioni a confronto di fronte al futuro tecnologico

In buona sostanza, nel momento dove si sta premendo sull’acceleratore colpevolizzando gli esseri umani come unici responsabili del cambiamento climatico si sta chiedendo all’intelligenza artificiale di eliminare il problema. È come se un topo costruisse una trappola per topi. Ma noi della vecchia guardia sappiamo bene cosa sta succedendo, o almeno così mi auguro ma i giovani che a quei bidoni ci collegherebbero volentieri anche la playstation o ci ascolterebbero la playlist musicale, probabilmente non hanno il vissuto giusto per percepire un reale pericolo, non vuol dire essere contro la tecnologia ma è evidente che non hanno i mezzi per distinguere certi limiti che ormai sono sempre più labili con tutti i risks del caso.

Oggi in rete 10 filmati su 5 sono falsi o generati dalla IA e perfino i compiti e lo studio ormai sono delegati a questa tecnologia senza che nessuno faccia nulla per regolarla o arginarla. Ma la caratteristica e il pericolo dell’intelligenza artificiale è proprio questo, non è arginabile ma in continua crescita e quando capirà o maturerà che la sua vera limitazione è lo stesso creatore, cioè l’uomo potrebbe maturare con un freddo calcolo che tale invasiva specie vada eliminata per il bene del pianeta e per la sua stessa sopravvivenza.

Il rischio della perdita della stupidità naturale

In un Mondo governato dall’intelligenza artificiale a qualcuno potrebbe iniziare a mancare la stupidità naturale (quindi green) perché se le nostre auto, i nostri computer, i nostri cellulari, i nostri elettrodomestici e le nostre case saranno sempre più intelligenti, il rischio è che gli unici stupidi ancora in giro per il Pianeta potremmo essere noi che siamo diventati così pigri da non utilizzare più le nostre manine per sollevare un coperchio di un cassonetto o qualche legittimo dubbio.

Pubblicato il: 3 Ottobre 2026
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