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NEOM la città oltre il futuro. Sorgerà in Arabia Saudita !

Se qualcuno ci domandasse dove potrebbe sorgere una futuristica smart city, la città oltre il futuro, la nostra scelta ricadrebbe sugli USA o sul Giappone, al massimo potremmo pensare a Dubai.

NEOM sorgerà in Arabia Saudita

Invece, a sparigliare le carte, ci pensa il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman che nel 2017 ha annunciato la creazione di un’enorme città in territorio saudita, esattamente ai confini tra Arabia, Egitto e Giordania, le cui dimensioni dovrebbero essere paragonabili quasi a quelle del Belgio e in cui la tecnologia sarebbe, nel vero senso della parola, protagonista della vita quotidiana. Il Wall Street Journal ha recentemente pubblicato alcuni documenti riguardo al progetto della città la cui estensione sarà di 26.500 chilometri quadrati e il cui nome è il risultato della fusione del termine greconeo”, “nuovo”,  e di quello arabo “mustaqbal”, cioè “futuro”.

Le caratteristiche di Neom

Neom, sorgerà nel deserto, ma sarà circondata da campi coltivati irrigati grazie ad una tecnica che consente di ottenere precipitazioni artificiali, conferendo alla zona un clima notevolmente più fresco rispetto all’area geografica circostante.

Al suo interno gli abitanti potranno godere di uno status tra i più invidiabili del pianeta. E’ infatti previsto il PIL pro capite più alto al mondo, lo stile di vita preserverà da malattie legate al lavoro o allo stress.

La mobilità sarà all’avanguardia mediante l’utilizzo di droni e taxi volanti (secondo il principe anche di mezzi privati volanti, al punto che sembra non volesse la progettazione dei marciapiedi).

Ci saranno inoltre robot camerieri in tutte le abitazioni, uno Jurassik Park con dinosauri meccanici e molti altri recenti ritrovati della scienza e della tecnica. 

Sempre per amore della statistica, Neo avrà il più alto numero di ristoranti riconosciuti dalla guida Michelin per abitante. Ci saranno spiagge la cui sabbia fosforescente brillerà nella notte creando un ambiente da favola e, per rimanere in tema, la luna artificiale più grande al mondo illuminerà le sue notti con l’impiego, neanche a dirlo, di droni. La sicurezza sarà garantita negli spazi pubblici da un sistema di telecamere a riconoscimento facciale mentre un ponte collegherà l’Arabia all’Egitto.

A dimostrare che non è solo fantasia, il governo saudita ha già acquistato un paio di isole disabitate che serviranno, presumibilmente, come punti di appoggio.

Tutto bellissimo, fino a qui

Ma bisogna ricordare che l’Arabia Saudita è un Paese musulmano strettamente osservante e quindi esclude a priori un’enclave di stampo occidentale sul proprio territorio.

Mohammed bin Salman, ha tuttavia previsto questa situazione ed ha incaricato lo studio legale Latham & Watkins di creare un apparato giudiziario ad hoc che integri la legge islamica con una visione occidentale del diritto. Senza contare che i giudici farebbero riferimento direttamente al re e ci vuole quindi poco a intuire che gli abitanti di Noam godranno di privilegi sconosciuti agli altri cittadini sauditi.

E sempre a proposito di cittadini, vale la pena di sottolineare l’enorme esproprio per “pubblica utilità” cui saranno soggette le circa 20.000 persone che vivono nell’area dove nascerà Noam alle quali è sono stati “concessi” vari indennizzi tra cui borse di studio per “qualificarsi” acquisendo le competenze necessarie a gestire l’enorme città.

I progettisti di questa meraviglia tecnologica sono compagnie occidentali, per lo più statunitensi ma si contano molti “abbandoni” tra i vari specialisti a causa, sembrerebbe, degli eccessivi sogni “visionari” del principe che pretenderebbe soluzioni spesso oltre i confini delle attuali possibilità tecnologiche, senza contare i recenti episodi di palese violazioni dei diritti umani che hanno scosso le coscienze.

La domanda spontanea

Ad alcuni sarà sorta spontanea la domanda: “A cosa serve tutto questo, per chi è?” e ad altri, forse più materialisti, “Ma chi paga?”.

E’ presto detto (e smonta i “visionari” di un raggiante futuro universale): il principe vuole creare un polo mondiale, dove le grosse compagnie possano convergere (probabilmente con trattamenti fiscali agevolati.) In questo modo, intende forse strappare i primati di Dubai e ad altri luoghi analoghi in un’ottica di concorrenza a livello mondiale.

Quanto al pagamento, oltre al governo saudita, sono chiamate a compartecipare le stesse imprese che apriranno le loro sedi a Neom le quali, fra i vari bonus, saranno anche esentate dal pagamento dell’energia elettrica.

Un progetto ambizioso, monumento del genio umano, sul quale dovremmo però riflettere circa il futuro che ci attende dove il benessere, a differenza che a Neom, dovrebbe essere appannaggio di tutti e non di un’elite.