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La sessualità la scopriamo nei primi giorni di vita

Sessualità - Mamma e bimbo
E’ dai primi anni di vita che si accresce la consapevolezza. I genitori sono i primi maestri per i piccoli

La sessualità si scopre venuti al mondo

In questo ciclo di articoli dedicati al mondo della sessualità parleremo di questo argomento all’interno del ciclo di vita. Potrà sembrare incredibile ma la sessualità fa parte di ogni fase della vita anche dell’infanzia! Solo il fatto di venire come esseri sessuati crea un rapporto con la sessualità che inizia per il bambino dai primi giorni da vita.

Tuttavia, la storia e la pedagogia del passato non ci ha per niente aiutato nel capire questo concetto. Per molto tempo l’infante è stato considerato come una “angelo puro e innocente” (V. J.J. Rosseau) con il quale era assolutamente impossibile poter parlare di sessualità o poter lasciare che potesse esplorare il proprio corpo.

Gli studi di Freud

È stato solo con gli studi di Freud, sugli stadi di crescita del bambino (orale, anale, fallica, per poi finire con il complesso di Edipo a concepire il bambino come esploratore attivo del proprio corpo, zone erogene comprese, promuovendo un’esperienza fondamentale sia dal punto di vista fisico che psicologico) che si è iniziato a vedere l’infanzia con degli orizzonti nettamente diversi rispetto a prima.

Ma come mai allora la sessualità dei bambini è ancora un mondo così sconosciuto e che fa ancora così tanta paura?

Cominciamo con il dire questo: quando si parla di sessualità e infanzia ciò di cui stiamo parlando non è assolutamente assimilabile all’esperienza erotica della vita adulta. Il bambino esplora il proprio corpo. Si riconosce come identità di genere ed essere sessuato nel mondo, ma non vive queste esperienze come “erotizzate” ma come scoperta. Spesso la paura di lasciare che l’infante possa esplorare ed esplorarsi e l’imbarazzo nel rispondere alle domande “scomode” arriva proprio dall’adulto.

Il problema è degli adulti

I genitori di tutte le epoche non hanno avuto modo di avere una corretta educazione sessuale. Spesso e volentieri la sessualità è stata trattata solo come un tabù, qualcosa di cui non si deve parlare. Quindi che mezzi possono avere a disposizione (sia tecnici che emotivi) per poterne parlare con i loro piccoli?!

Così nel tempo sono state inventate storie di api e di fiori, di cavoli e cicogne per rispondere a quelle domande che fanno tanta paura, senza lasciare spazio a spiegazioni chiare, che se assolutamente calibrate sull’età e le peculiarità del bambino, possano saziare la loro sete di curiosità.

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Ciò su cui bisogna fare molta attenzione però è che il mondo di oggi non è il mondo di allora. I bambini sono calati all’interno di un contesto nel quale, per alcuni versi, vengono considerati dei piccoli adulti, nel quale ricevono stimoli sessuali ovunque si girano e i mezzi per accedere a delle informazioni sbagliate sono all’ordine del giorno.

Serve “un contenitore sicuro”

Ora più che mai quindi è necessario creare un contenitore sicuro dove poter parlare loro di sessualità rispettando le loro tempistiche. Nel confrontarsi con i piccoli capita molto spesso che oltre a incappare in domande scomode si possono vedere anche situazioni che possono generare paura o ansia. Una di queste (la più tipica, che può verificarsi sia a casa che a scuola/asilo) è la masturbazione!

Ebbene sì. I bambini si masturbano e lo fanno fin dai primi mesi di vita, non come ricerca erotica ma come un gesto che permette loro di esplorare il proprio corpo e vivere delle sensazioni piacevoli, che spesso aiutano anche a scaricare momenti di noia o stress.

Non bisogna spaventarsi davanti a queste situazioni, che sono del tutto normali, ne bisogna sgridare il bambino per ciò che sta compiendo. Sono da evitare gli atteggiamenti di disapprovazione e vergogna che possono far insorgere nel bambino “sensi di colpa”. Si può però invitare il bambino alla riservatezza. Spingandogli che certi gesti sono molto personali e non vanno svolti in luoghi pubblici davanti ad altre persone. Anche quando osserviamo i nostri bambini giocare al dottore o alla mamma e il papà, bisogna lasciare loro la possibilità di esprimersi e vivere queste esperienze come dei piccoli “riti iniziatici” per l’età adulta.

Facciamoci domande

In conclusione di questa infarinatura vorrei lasciare un piccolo consiglio: ogni volta che ci spaventiamo o che abbiamo paura di un argomento scomodo, impariamo a chiederci il perché e a confrontaci in prima persona con il nostro vissuto personale.

La Dottoressa Anna Castagna

Anna Castagna è educatrice e consulente sessuale. È laureata in “Scienze dell’Educazione” all’Università Bicocca di Milano. Ha conseguito un’altra laurea in “Scienze e Tecniche Psicologiche” – Università e Campus. Ha la qualifica di “Esperto in Educazione Sessuale” – (A.I.S.P.A. Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata di Milano. È specializzata in sessualità tipica e atipica – Scuola di sessuologia Il Ponte. Il suo pensiero su questa materia è: “Credo fortemente che la sessualità e tutto ciò che ne consegue sia un viaggio, che non finisce mai e che cucendosi sull’individuo si nutre di scoperta, piacere e curiosità!”