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La Grande Passion: Moderno, Antico, Tolosano E Rugbistico

La Grande Passion: Daniela Scalia
Non fatevi ingannare, è proprio Daniela Scalia. E’ la nuova miniserie “La Grande Passion”

La Grande Passion: Moderno, Antico, Tolosano e Rugbistico

Sarò sincerissima come sempre: ci sono volute le parole Tolosa e Rugby per farmi guardare un “muto” del 1928.

Non mi spaccerò mai per cultrice di cinema d’epoca, non sono mai andata “più indietro” deIl Sorpasso” di Gassman, che però ha costituito una rivelazione e uno stimolo a “ripetere”.

Sport Crime e Globe Today’s mi hanno resa curiosa di come i corpi vengono percepiti nei film, nelle serie TV e soprattutto come poi i “timbri” ci restino in testa e negli occhi. Al solito, date e dati tecnici vengono saltati, non mi metto a copiare schede o Wikipedia.

La Grande Passion” è un film muto del 1928 che racconta ascesa, difficoltà sportive e umane di un capitano e di una squadra. Tolosa è la città del rugby, e mi colpisce vedere che questa affezione sia palesata anche in una costosa e difficilissima ricostruzione cinematografica. La beatificazione del Rugby può sembrare eccessiva, ma ha una bellezza “fisica” che passa per vari stili e sicuramente non annoia.

Mi sono chiesta perché e ve lo spiego con la frase di un bambino. Anzi, di un ex bambino: Nico Tramontin.

Ai tempi delle scuole elementari aveva già visto varie volte “Ritratto di Donna Velata, vera passione (se non ossessione) del padre Luca, che sa tutti i dialoghi a memoria e arriva al quasi perverso limite di ascoltare gli episodi in cuffia mentre passeggia, tanto le immagini le sa già.

Nico non diceva bianconero, antico, vintage etc., diceva: «Quel film tutto argentato».

Cosa vuol dire?

Cosa vuol dire? Che non aveva l’idea di vecchio, che gli sembrava uno dei tanti effetti che si vedono in TV o in rete. Ingannata dal misto delle immagini “posate” e quelle di vero sport mi diverto con la modernità di questo film dai toni epici che un po’ ricorda le propagande, ma solo a tratti, e in altre ricorda proprio… la nostra serie, soprattutto per l’uso di veri atleti nei panni di “eux-mêmes”, loro stessi.

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Questo permette alle riprese di André Hugon di diffondere il lato espressivo reale dello sport che evidentemente adorava.

Guidata da chi ne sa di più noto come la comicità di Buster Keaton passasse per varie capacità motorie e muscolari, che il passo di Charlie Chaplin sia diventato iconico con certi sforzi che li hanno resi unici, ma qui ho trovato il pezzo che mancava, il gesto non unico ma classico: dello Sport.

E si guarda volentieri

Anche perché (la storia è curiosa) in fondo è costruito e ricostruito come uno dei video che si trovano su Youtube: immagini narrative e cartelli con le parole. Ma io – ripeto – mi godo soprattutto le immagini di mischia, di salto, le tribune già allora strapiene per tifare il Tolosa.

È così bello sapere poco, ti permette di scoprire tanto.

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