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“Il sorpasso” atletico di Gassman. Gli angoli (e muscoli) nascosti

Il Sorpasso di … Daniela Scalia

Il Sorpasso : Vittorio e Daniela
Daniela Scalia apre la rubrica il sorpasso con… Vittorio Gassman

Da Daniela Scalia c’è da aspettarsi qualità nelle sue rubriche e nei suoi articoli, ma soprattutto tantissima originalità. Nulla è scontato con lei, ma le sue idee sono sempre apprezzate e in linea con la filosofia di Globe. L’ideatrice e autrice di Sport Crime (assieme all’inseparabile e prezioso collega Luca Tramontin), serie tv in onda su Chili Tv e da poco su Amazon anche negli USA), ci ha inviato e proposto una mini rubrica incentrata sul film di Dino Risi “ Il Sorpasso”. Autentica opera d’arte.

Sapete come ci ha convinto in …un nano secondo? Con queste parole” “Nell’ultima parte ci sono della scene atletiche molto difficili di Gassman, ti proporrei quindi una mini rubrica di 4 o 5 articoli scena per scena o quasi, visto che su quel grande film è stato scritto e notato di tutto, ma (ho fatto una ricerca in rete) l’aspetto atletico è passato quasi del tutto (o forse del tutto) inosservato.”. Vi basta? A noi avanza.

«Il Sorpasso» ha ancora angoli (e muscoli) nascosti

Le parti più atletiche de «Il Sorpasso» iniziano verso la fine del film, quasi che Dino Risi, Ettore Scola e Ruggero Maccari abbiano voluto sorprendere un po’ tramite il corpo di Gassman dopo avercelo presentato caratterialmente in un modo con pochi paragoni nella storia del cinema.

Un aspetto trascurato, le cui basi muscolari si trovano nella biografia di Gassman: come da “tradizione” di Globetodays, quello che si trova su Wikipedia o altrove ve lo lasciamo ricercare a parte. Giro per internet, e trovo accenni e note sul Gassman atletico, ma credo che il suo contributo (come quello di Nino Castelnuovo, questione a parte cui tengo molto) alla percezione del corpo in quegli anni e nel seguito sia stata molto trascurata.

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Secondo me?

Mi raccontano gli ottantenni di adesso (altra nota che adoro: Sport Crime “sbanca” tra nonni e bambini, per motivi opposti, evviva) che la «Ginnastica» all’epoca era vista come un dovere, un sacrificio, anche a volte un farsi belli per andare al ballo, ma raramente come un «mi diverto a farla». Quindi quel Gassman ci fa vedere un lato «beach boy» che non dobbiamo dare per scontato. Ha tolto una tinta grigia, o almeno, ha iniziato a sverniciare.

Come Giada Grisetti (azzurra di ginnastica artistica) volteggia e ride nel nostro episodio 1 (“Hail Dear Jab”), il grandioso tamarro Bruno Cortona cerca sé stesso e gli applausi della folla con le mani a terra e i piedi in alto. Ma nel 1962.

È davvero difficile da fare e mantenere, con ciak, azione, etc. Chiedo in giro e mi sembra di capire (da non sociologa e non esperta di cinema) che sia stata una svolta di costume.

Questo Bruno… Macho, ignorante, buono, profondo, sgrammaticato, incapace di essere padre ma bravo a essere amico improvvisato, forse fa un po’ il papà facendo involontariamente divertire la figlia. Come? Giocando con il corpo. Rileggo le righe che ho appena scritto: oh mamma, ma Cortona è il contrario del nostro Dabs… che è anti macho, colto. Beh, no dai, sono pagliacci e profondi entrambi. Scusate il paragone azzardato.

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