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Il cibo presto creato nello spazio? Sentite la NASA

Cibo - pomodoro
Cibo futuro !? – By S.Xulx

Cibo e alimentazione

Il cibo del futuro prossimo nascerà nello spazio. Meglio lo sperimenteranno gli astronauti. Dopo “L’Astronauta fai da te di Mad Hughes”, sta per nascere lo Chef spaziale. Non ci credete? Chiedete alla NASA e all’Agenzia Spaziale Canadese.

Deep Space Food Challenge

Si chiama così. Proprio così Deep Space Food Challenge, non lo traduco neppure il senso è chiarissimo. È una sfida creata ad arte dalle due istituzioni nord americane che hanno messo in palio, almeno quella USA, una bella cifra cinquecentomila dollari. I canadesi più parsimoniosi e forse meno legati a valori materiali non prevedono premi in denaro.

Ma di cosa si tratta?

Cito direttamente dal sito ufficiale dell’ente statunitense. È una competizione che ha l’obiettivo dichiarato di generare tecnologie o sistemi di produzione alimentare che richiedono risorse minime e producono scarti minimi, fornendo al contempo cibo sicuro, nutriente e gustoso per missioni di esplorazione umana di lunga durata.

Insomma tra i sogni di Elon Musk e le missioni spaziali interplanetarie sempre più lontane nello spazio, gli astronauti hanno la necessità di una dieta perfetta. Non solo, ma se anche il cibo fosse diciamo così’ gustoso, non dico come i piatti della nonna, ma nemmeno le pillole del film “La conquista dello spazio” del 1955, non sarebbe male.

Apro una parentesi

Come diceva Totò a Peppino in un indimenticabile scena del film dei Fratelli Caponi. I due grandi artisti appunto, apro una parentesi riferita proprio alla crisi del cibo in epoca di Covid. Anzi crisi della ristorazione, che alla fine poi ha lo stesso legame “inclusivo” tra alimentazione, ristoratori e clienti e quindi noi. Secondo Forbes la nota rivista di economia, entro l’anno dovrebbe ritornare in auge proprio la ristorazione. Messo sotto controllo il virus si riapriranno i ristoranti.

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Il segnale viene da fondi di private equity, che stanno investendo in format innovativi e rivolti al digital. Sono pronti ad aprire location e eventualmente ad acquisire tutti le aziende che non ce la facessero più a ripartire. Insomma potrebbe accadere che gli astronauti diventino chef e che i fondi di investimento sostituiscano i ristoratori. Fondamentale è ricominciare a vivere e mangiare, magari con cibi nuovi proveniente da Marte. Bene ho aperto e ora chiudo la parentesi.

I benefici del nuovo cibo

Naturalmente ci informeremo sull’esito del Deep Space Food Challenge, anche perché il successo dell’operazione potrebbe essere un vantaggio non solo nello spazio, ma anche a beneficio di tutti e delle carenze alimentari in tutto il mondo. Pensate solo a zone delle terre inaccessibili come i poli terrestri o le tundre desertiche della Russia e ovunque il cibo sia nutrimento essenziale e oggi quasi introvabile.

Pillole di cibo e non cibo in pillole                    

Per chiudere qualche curiosità sul cibo che deriva dalla fantasia dei visionari del cinema. Sono almeno una decina i film che trattano l’argomento in termini “fantascientifici”. A partire dal sopra citato “La conquista dello spazio” e il cibo in pillole, del 1955, ai cubetti con tanti colori di “Star Trek” del 1966, ai pasti di “Odissea nello Spazio” (1968). Ma anche le zucchine trifolate di “Alien” (1979) o le patatine di “Homer” (1994). Mi fermo qui, chissà potrebbe essere uno spunto utile per gli sfidanti della NASA, ma anche per i nuovi format digitale-reali dei fondi di Equity. Insomma ce n’è per tutti e per tutti i gusti. Non mi resta che augurarvi se state per sedervi in tavola “Buon Appetito”!

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