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I tre posti al mondo dove non sorge il sole!

quando non sorge il sole!

Che cosa hanno in comune Viganella in Italia, Rjukan in Norvegia, Utqiaġvik in Alaska? Poco o niente; solo che lì, non sorge il sole! Ebbene sì, per alcuni mesi l’anno, gli abitanti di questi tre piccoli conglomerati urbani, abitano, lavorano, si muovono, vivono come tutti noi, ma nella semi oscurità permanente.

A causa della loro posizione geografica o per la configurazione morfologica del territorio, per molti giorni, anzi alcuni mesi, l’ombra è il denominatore comune. Sono circa ottomila anime, che condividono questo singolare fenomeno.

Viganella

La storia di questa località è perlomeno singolare, non soltanto il sole non nasce e non tramonta per quasi tre mesi, precisamente dal 11 novembre al 2 di febbraio, di ogni anno che il Signore ci manda, ma dal primo gennaio 2016, giorno senza sole anche quello, ha perso pure l’identità di comune, perché troppo piccolo, poco più di duecento residenti. Allora lo Stato Italiano lo ha “accorpato” alla vicina Seppiana, creando, di fatto, il nuovo comune di Borgomezzavalle. Ebbene qui, invece di abbattersi moralmente gli abitanti, meglio il Sindaco Pier Franco Midali del “fu” paese Viganella, all’alba del 2000, si fa per dire naturalmente, cioè nel 1999, grazie a un’intuizione e all’aiuto dell’Ing. Emilio Barlocco, proprio quello che ha illuminato le gallerie stradali della Torino Savona, ideò lo specchio solare. Quaranta metri quadrati che riflettono il sole al centro della piazza principale del paese. E’ un sole artificiale, che non scalda come quello vero, ma i cuori degli abitanti sì, che festeggiano ogni anno, come fanno gli Svedesi per l’avvento dell’estate nordica.  

Rjukan

Ed è proprio al nord dell’Europa in Norvegia, a trecento chilometri a Nord della capitale Oslo, che un’altra popolazione non vede nascere e tramontare il sole. Beh, qui in queste terre fredde, si sa che il sole in inverno langue per mesi, ma a Rjukan, cittadina di poco meno di quattromila abitanti, nata per ospitare fabbriche, da settembre a marzo, il sole proprio non esiste. Acqua tanta qui c’era la più grande centrale elettrica al mondo. Neve tanta, ma luce a emissione zero. Ecco che allora, come in Piemonte, sono stati costruiti ben tre potenti pannelli alimentati dal sole che rotando portano la luce, nella stretta valle del Vestfjord, che ospita Rjukan appunto, illuminando ovviamente la piazza principale della cittadina. La popolazione, come in Italia, gode di questo privilegio artificiale, perché non solo il calore, ma anche la luce, è capace di confortare l’animo e fare sorridere il cuore.

 Utqiaġvik

Utqiaġvik invece, non condivide pannelli speciali che portano il sole, ma già di suo ha, oltre al nome più impronunciabile di un codice fiscale, che per oltre due mesi trascorre le sue giornate nel buio delle notti polari. E’ in Alaska ed è la più a Nord degli Stati Uniti. Da metà Novembre e fino al 23 gennaio niente sole. Zero. Il sole è sotto i sei gradi all’orizzonte. Aggiungi poi, che per arrivare in questa cittadina, con i suoi quattromila abitanti, quasi tutte impiegate a spese del Governo, non ci sono strade. Si può sole arrivare in aereo! Freddo e buio è difficile vivere in questi posti. Però c’è vita. Scuole, ristoranti, attività diverse. Occorre avere però, un forte spirito di adattamento, anche per il freddo e il clima polare. Il turismo è anche una fonte di guadagno. Le storie degli indigeni Iñupiat che cacciavano le balene e la vita particolare dell’Artico, è sempre un attrattiva importante.

Considerazioni

C’è sempre una faccia della medaglia e il suo rovescio. Viganella, Rjukan, Utqiaġvik, se non avessero queste caratteristiche particolari, sicuramente non sarebbero balzate all’attenzione del grande pubblico, rimarrebbero li, ancora più all’oscuro dello scuro con cui convivono per motivi naturali. La gente, che volontariamente o per motivi di lavoro abita questi posti così lontani e cosi vicini, dimostra che come può esserci un’oasi nel deserto, o vita nelle profondità del mare, può esserci un raggio di sole vero o presunto, che illumina non solo ottomila persone, ma le coscienze e le conoscenze dell’umanità. Anche questa è una ragione di vita!