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L’imprescindibile pARTnership tra artista e società

Partnership - Guerica Picasso
Guernica – Picasso

La partnership, la collaborazione tra gli artisti e la società è imprescindibile. È l’intesa vincente per raggiungere passo dopo passo, l’obiettivo di un mondo migliore. Stiamo analizzando in ogni articolo, ogni punto scritto nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La scorsa volta abbiamo trattato l’obiettivo numero 16. Sempre dal punto di vista dell’arte, ma partendo sempre e ancora una volta imprescindibilmente dalle persone.

L’opera e il ruolo all’interno della società (pARTnership)

A partire dalla nascita della figura dell’artista contemporaneo, l’opera d’arte cambia enormemente il suo ruolo all’interno della società. Passando dall’essere la semplice, seppur magnifica, realizzazione di un progetto ideato e commissionato, a un risultato individualmente concepito e portato a termine dalla mente stessa del creatore. Numerosi tentativi furono elaborati, anche in passato, con lo scopo di sensibilizzare la società e le istituzioni contro un’ingiustizia, una tragedia umanitaria che colpiva l’immaginario comune. Ma come sono cambiate le modalità e le tematiche nel corso dei secoli?

La “Zattera della Medusa”

Partnership - Zattera della Medusa - Géricault
Zattera della Medusa – Géricault

Facendo un salto indietro nel tempo, non possiamo dimenticare il contributo di Théodore Géricault con la sua “Zattera della Medusa”. Dipinto ben noto a tutti gli amanti e studiosi della storia dell’arte per la sua accezione storica: fa infatti riferimento ad un evento drammatico avvenuto il 2 luglio 1816, quando la nave Medusa, partita da Rochefort e diretta in Senegal, naufragò al largo delle coste africane. L’equipaggio sopravvissuto fu costretto a resistere per giorni su una zattera alla deriva, costretto ad abbandonare completamente il vivere civile per “aggrapparsi” la vita. 

La maestria di Francesco Hayez e la denuncia di Francisco Goya

Partnership -Profughi di Parga - Hayez
Profughi di Parga – Hayez

Parallelamente, in ambito italiano, come non citare la maestria di Francesco Hayez. In pieno spirito risorgimentale si destreggia nella rappresentazione de “I profughi di Parga”, ispirato al poemetto omonimo di Giovanni Berchet e riferito all’occupazione della città greca ad opera dei Turchi nel 1819, su cessione della Corona britannica. 

E perché no? La stessa Spagna ci delizia con una denuncia sociale e politica tramite “Los fucilamientos del 3 de mayo 1808” di Francisco Goya, una violenta celebrazione dei patrioti spagnoli che si opposero all’invasione delle truppe napoleoniche.

Los Fucilamientos del 3 de mayo – Goya

Oltre un secolo più tardi, è la “Guernica” di Pablo Picasso a recuperare la forza espressiva tipicamente spagnola: due mondi estranei tra di loro, ma al contempo complici di un rifiuto della crudeltà subita. 

Il Novecento e l’individualismo

Il Novecento presenta sicuramente delle caratteristiche differenti, figlie del suo tempo e segnate da un individualismo sempre più marcato. Dadamaino, negli anni Settanta, presentò un ciclo di opere del tutto innovative, non più legato all’arte programmata e cinetica che le valse grande successo nel decennio precedente, bensì legate ad un aspetto segnico e introspettivo.

Partnership - Lettera a Tall El Zaatar - Dadamaino - particolare
Lettera a Tall El Zaatar – Dadamaino – particolare

Ma come nasce questa svolta? Nel 1976, nella prima metà di agosto, la base palestinese di Tel al-Zaatar fu bombardata e rasa al suolo dall’esercito libanese dopo mesi di duro assedio. E fu in questo momento che l’artista non riuscì più a esprimere la propria frustrazione tramite parole alfabetiche. Al contrario, colta da un impeto di rabbia, lasciò fluire liberi segni provenienti dalla matita e dalla sua mano. Tracce sottili che si delineavano e fungevano da flusso di coscienza perpetuo. Si accorse infine di aver creato un nuovo alfabeto, completamente collegato alla mente e ai suoi, talvolta misteriosi, nessi logici.

Ma che cosa accade nel nuovo Millennio?

In che modo gli artisti possono ora agevolare la sensibilizzazione di tematiche nei confronti degli spettatori, ma soprattutto delle istituzioni, affinché sviluppino dei rigorosi piani di ripresa? È l’obiettivo n. 17 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite a concentrarsi sulla spinosa questione della Partnership per gli obiettivi, che prevede collaborazioni inclusive a lungo termine che investano sulle persone, promuovendo pace e diplomazia in tutto il mondo, regolando dazi e risorse economiche, finanziando lo sviluppo tecnologico e agevolando il commercio tra i Paesi.

La precarietà degli ultimi decenni e la corsa allo spazio di Victoria Southall

Voices from Mars – Victoria Southall

Gli artisti degli ultimi due decenni sono nati e cresciuti in una situazione mondiale precaria. Sentendo sempre maggiormente la necessità di urlare, registrare e denunciare tutto ciò che sta accadendo. Per spirito di cronaca e tentativo di trovare una soluzione comune. La rinnovata “corsa allo spazio” ha sicuramente influenzato l’artista statunitense Victoria Southall, la quale per la mostra mostra “Talk with me”, organizzata presso lo Spazio Divulgarti Eventi a Palazzo Ducale di Genova, ha esposto un’opera astratta dal titolo “Voices from Mars”. Un tripudio di colori sgargianti appare, improvviso, all’orizzonte, onde radio confuse che danno la certezza di un’esistenza altra all’interno dell’universo: la vita oltre alla Terra.

“Mother Nature in tears”

Partnership - Mother Nature in tears - Christopher Rozitis
Mother Nature in tears – Christopher Rozitis

Spostandosi verso tematiche ambientali, non si può omettere dall’appello l’emblematica “Mother Nature in tears”, esposta dall’inglese Christopher Rozitis a Genova e curata da Loredana Trestin (Ad Astra, Spazio Divulgarti Eventi a Palazzo Ducale). Strati di colore cangiante permettono all’artista di raffigurare un’immagine di sofferenza e potenza al tempo stesso. La Madre Natura che da sempre veneriamo e proteggiamo si trova adesso messa in pericolo dall’uomo, una delle sue creature. Forse la più evoluta, sicuramente la più pericolosa.

La pARTnership tra società e istituzioni parte dalle persone

La schiettezza delle immagini proposte dagli artisti a noi coevi deriva dalla difficoltà delle situazioni in cui ci troviamo a vivere. Da una maggiore disillusione, accompagnata da una sensibilità tale da poter cogliere i segnali più flebili provenienti dal mondo. Se da un lato l’artista completa con le immagini il ruolo del giornalista, dall’altro tenta di andare oltre l’aspetto più figurativo, toccando l’empatia di chi ben osserva.

Logica appare la collaborazione tra società e istituzioni per trovare una soluzione coerente a livello economico, politico e sociale. Allora si parte dalle persone, irradiando cellula dopo cellula l’animo poroso dello spettatore. Poi si arriva alla collettività, al gruppo, all’intesa che crea unità. Dopodiché si origina movimento e, con la voce, un’eco sempre più forte. Fino ad arrivare ad un messaggio forte e chiaro, tanto da giungere alle orecchie più alte e a diffondersi in tutti gli angoli della Terra. Solo l’unione fa la forza, solo l’unione garantisce salvezza.