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C’è l’arte della speranza e c’è voglia di un mondo pacifico

Arte della speranza -
Shamsia Hassani – l’arte della speranza

C’è l’arte della speranza e c’è voglia di un mondo pacifico. Non è retorica, non può esserlo. È un bisogno interiore sempre più sentito. Dalla gente comune e da chi, animo sensibile e fortunato, riesce a materializzarlo con la forma e l’espressione dell’arte. Ad oggi questo è il decimo articolo di connessione tra arte e fatti del mondo che affrontiamo sul nostro giornale.

L’arte della speranza

Viviamo in tempi complicati, di grande evoluzione da un lato, di forte regressione e violenza dall’altro. All’ordine del giorno sono le notizie di incendi, guerriglie, uccisioni… in un contesto socioculturale reso instabile dalla dilagante incertezza dei nostri giorni. Ma che cosa si intende esattamente per pace e giustizia? Che cosa significa veramente vivere tutelati a livello internazionale in tutti i nostri diritti e libertà? “Pace e giustizia sono due facce della stessa medaglia”, sosteneva Dwight D. Eisenhower, presentando così un aspetto di collaborazione tra le due parti, inscindibili nella loro natura. Ma vediamo nello specifico alcuni esempi della sua espressione.

L’obiettivo numero 16

L’obiettivo n.16 dell’Agenda 2030 recupera un ideale che ci appartiene da tempo, ma che talvolta occorre ribadire, ovvero la collaborazione tra le istituzioni forti per un mondo giusto e pacifico. Somme di denaro sempre maggiori vengono disperse a causa della corruzione nelle alte cariche, sempre meno bambini terminano la scuola primaria a causa di conflitti, in crescita è il numero dei traffici di armi e della tratta di schiavi… quali sarebbero, dunque, gli obiettivi che vogliamo raggiungere? E come possono questi essere espressi non solo a livello politico-economico, ma anche tramite gli occhi di un artista?

La street art di Shamsia Hassani

Shamsia Hassani

Impossibile non far riferimento in questo delicato momento alla street artist Shamsia Hassani, prima graffitista in Afghanistan e docente di scultura all’università di Kabul. Sono donne ambiziose, dotate di sogni e progetti, le figure che si trovano rappresentate all’interno delle opere che propone. Un eterno scontro tra i due generi è aspramente reso visibile tramite l’utilizzo di colori contrastanti, da un lato le colorate note della vita, dall’altro il grigiore di una vita dominata da uomini ostili. Ancora di più sembrano acquisire un significato di speranza nell’ambito delle ultime evoluzioni militari, assurgendo a segnacolo di resistenza per le donne afghane.

L’immagine potente Jonathan Whitaker

Arte della speranza - Jonathan Whitaker
Jonathan Whitaker

Come spesso può accadere, gli interessi finanziari influenzano non di poco l’evoluzione delle dinamiche politiche, economiche e militari nei Paesi del mondo. Potente è l’immagine offerta da Jonathan Whitaker, il quale in tutte le sue opere si concentra sullo sfruttamento della Terra a livello economico da parte delle potenze mondiali. Un treno, una centrale nucleare, una grande nave… tutti percorrono le medesime rotaie di logoramento, che non fanno altro che riempire di crepe il nostro fragile pianeta, ormai vessato da ogni tipo di disastro legato all’uomo.

“Il limbo” nell’arte della speranza di Veronica Leone

Veronica Leone

L’arte è spesso un limbo in cui cadiamo nel momento del bisogno, quando più abbiamo la necessità di esprimere la sensibilità che spesso ci viene negata. “Limbo” è anche il titolo dell’opera esposta dall’artista Veronica Leone presso la mostra “Mon amour pour toi” (Palazzo Saluzzo, Genova, 15-29 aprile 2021). Le mani tese in alto, le dita che afferrano l’aria rarefatta del cielo, ecco la disperazione umana che viene condivisa, un’unica barca mondiale che ci trasporta verso la ricerca della salvezza, di qualsiasi tipo essa sia. Non si riescono a distinguere la fisionomia, né il colore della pelle, o le radici culturali di queste persone. Solo dita lunghe e affusolate che ne rappresentano l’internazionalità, la commistione di un destino compartecipato.

L’attacco alle Twin Towers visto da Livio Palma Giuseppe Longoni

Arte della speranza - Livio Palma Giuseppe Longoni intero
Livio Palma Giuseppe Longoni – intero

Indiretto riferimento all’aria di guerra che si respira negli ultimi giorni è l’opera di Livio Palma Giuseppe Longoni. L’attacco alle Torri Gemelle, in tutta la sua drammaticità, ha sicuramente segnato le menti della storia contemporanea, dal sapore di guerra e di tragedia umana al tempo stesso. Con forti pennellate, l’artista rende tridimensionale il tripudio di fuoco e fumo che fuoriesce dalle torri, ancora ardenti dopo l’impatto. Non è tanto la volontà di riscoprire quel dolore corale, quanto la raffigurazione di un simbolo negativo per l’umanità che fa trasalire, portando lo spettatore ad ammirare e al contempo rifiutare quella stessa immagine. L’opera fu esposta presso la mostra “Change the Way” (Galleria Cael, Milano, 19 febbraio-5 marzo 2021).

Livio Palma Giuseppe Longoni – dettaglio

L’arte della speranza che contrasta i punti deboli del mondo

E quindi è così che le diverse correnti individuali artistiche riescono a percepire l’attuale situazione mondiale. Da un lato esprimendone tutti i limiti e difetti, mostrandone i punti deboli che più contribuiscono al declino della stessa società, dall’altro tuttavia contrastandoli. I messaggi di pace e speranza si fondono a quelli di sensibilizzazione. E’ necessario che le persone si rendano conto di ciò che succede intorno a noi, urge una reazione da parte delle istituzioni per ricostituire un apparato di pace e giustizia, è essenziale che ci sia una spinta comune da cui partire. E voi, che cosa siete disposti a fare?