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La Settimana Santa in America Latina

Uno spaccato di attualità: come si professa la fede cattolica nell’altra parte del mondo, tra tradizione radicata e una sorta di apatia, in questi nuovi tempi che stiamo vivendo

“la fede è in ognuno di noi e il modo in cui la esprimiamo è qualcosa di personale”

La Settimana Santa

Mentre il cattolicesimo diminuisce numericamente e come  influenza in America Latina, la celebrazione della Settimana Santa segna la pietra miliare più importante della fede cristiana. È tempo di commemorare la morte e la risurrezione di Gesù di Nazareth; gli ultimi giorni della vita di Cristo, la sua morte in croce e la sua successiva risurrezione.

Fino a che punto resiste l’evangelizzazione imposta dalla Corona spagnola? Secoli dopo la colonizzazione, la fede cattolica rimane la credenza principale in questa parte del mondo. Nelle date simboliche come la Settimana Santa emergono coloro che portano avanti tradizioni come la riflessione e la preghiera. Altrove, si distinguono coloro che sono immersi nella società dei consumi, optando per i piaceri terreni e facendo del Venerdì Santo il giorno principale per sfuggire alla monotonia e festeggiare lontano dallo spirito della Quaresima.

Il vero significato della data passa in secondo piano e prevalgono solo usanze profondamente radicate, come quella di non mangiare carne rossa. La Chiesa raccomanda l’astensione come forma di penitenza e per commemorare il sacrificio di Cristo. Come contropartita si pone il consumo sfrenato di pesce e crostacei. In paesi come il Cile, mercati di approvvigionamento situati nella capitale (La Vega e Mercado Central), questi tipi di frutti di mare quadruplicano le loro vendite, generando ingorghi e prezzi eccessivi nella frenesia di non infrangere le tradizioni “a qualunque costo”.

I cattolici in cifre

Secondo un sondaggio condotto in 18 Paesi dell’America Latina dall’istituto di ricerca PEU, sempre meno adulti si dichiarano cattolici. Perché? Disinteresse per i dogmi e crescente migrazione verso il protestantesimo.

Fenomeni come la povertà sono i principali fattori scatenanti dello scetticismo e della fuga dei credenti. In questo contesto, la pandemia ha giocato un ruolo importante, poiché chiese come quelle evangeliche hanno approfittato dei social network per mantenere i contatti con i propri fedeli e attirare seguaci.

Il declino dell’influenza del cattolicesimo in America Latina fa sì che il cristianesimo non cattolico emerga con forza dalle sue basi. Essi, estremamente conservatori su temi come l’aborto e il matrimonio paritario, sentono che la loro responsabilità è quella di salvaguardare i valori della fede.

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Le stime su quanti latinoamericani rimangono cattolici variano, ma vi è consenso sul fatto che le percentuali siano in calo.

Nonostante una parte dei cattolici resti fedele agli orientamenti delle gerarchie ecclesiali, è in aumento il numero dei cattolici nominali (passivi e non praticanti) che non conducono la propria vita secondo le direttive indicate dalla Chiesa ufficiale.

Molti cattolici frequentano le chiese solo per battesimi, matrimoni e prime comunioni. Il distacco dalla fede è evidente e trascende tutti i livelli, compresa la vocazione dei nuovi sacerdoti. Lo riconosce la Conferenza Episcopale Spagnola:la Chiesa è consapevole della difficoltà che i giovani di oggi, che vivono immersi in una società segnata dalla secolarizzazione, hanno nel discernere il loro impegno per la vita sacerdotale”.

Sono più di un miliardo i cattolici nel mondo

I dati del Vaticano rivelano che i cattolici nel mondo sono più di un miliardo, un sesto della popolazione. Tuttavia non è chiaro quanti di questi cattolici pratichino per davvero  la dottrina ufficiale.

In questo contesto comprendiamo l’appello urgente della Chiesa a recuperare la fede e i suoi valori. Il compito è titanico, poiché si moltiplicano in tutto il mondo le denunce di abusi sessuali commessi da sacerdoti lontani dalla dottrina. La politica del Vaticano è chiara: non tollerare questo tipo di comportamenti, ma le reiterazioni di questi crimini sono continue.

A ciò si aggiungono le accuse di comportamento poco chiaro da parte della Banca Vaticana e le voci crescenti secondo cui Papa Francesco si dimetterà a causa della sua incapacità fisica di governare una Chiesa divisa da crescenti lotte di potere.

Sebbene i dati indichino una grave crisi del cattolicesimo, emergono voci più pragmatiche che affermano che “la fede è in ognuno di noi e il modo in cui la esprimiamo è qualcosa di personale”. “Non dobbiamo mai perdere la fede, perché è il filo conduttore della vita”.

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