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La Resistenza e la Liberazione hanno viaggiato su un gozzo

Il grande “libro” della Resistenza dovrebbe essere sempre e per sempre “esplorato”, oltre che riletto e custodito, per far emergere e onorare tanti episodi di coraggio e strenua difesa della Libertà accaduti nei territori del nostro Paese, con protagonisti che forse non saranno mai citati nei libri di storia, ma che vi hanno impresso una svolta determinante lungo il cammino della Lotta di Liberazione dal nazifascismo.

La resistenza: gozzo
Il cornigiotto simbolo della Resistenza

I Valori della Resistenza

È una premessa che ritengo doverosa per introdurre la citazione di un recente, significativo esempio di salvaguardia del patrimonio comune dei Valori della Resistenza, collegato ad una piccola imbarcazione di diciannove palmi, partita nel lontano 1943 da Voltri, delegazione del Ponente genovese. Si tratta del gozzo del tipo “cornigiotto”, chiamato “I due fratelli”, che, trasportò il Colonnello Sir Thomas Gordon Gore in Corsica, dove avrebbe organizzato la Resistenza con le truppe alleate, dopo un viaggio certamente non agevole.

Il 1° novembre del ’43, infatti, mentre la tramontana faceva percepire un anticipo di freddo invernale, il gozzo partiva dalla spiaggia di Voltri con a bordo, oltre al Capitano Dài, comandante della spedizione, il giovane marinaio Umberto, Gino, il motorista, e l’importante ufficiale britannico, evaso l’8 settembre da un campo di prigionia. Il giorno successivo, e sino a mercoledì, il motore, un prototipo sperimentale messo a disposizione dal triestino Paolo Reti, dirigente dell’Ansaldo, non funzionò, ma il motorista riuscì a risolvere il problema applicando delle cartucce che consentirono di riavviarlo.

I cospiratori voltresi dovettero affrontare altre sfide: il pessimo tempo apportatore di temporali e un altro arresto del motore. Finalmente, venerdì 5 novembre il gozzo entrava, ormai a remi, nel porto dell’Isola rossa in Corsica. Il viaggio consentirà di mettere a disposizione del CLN genovese una radio ricetrasmittente che sarebbe risultata decisiva nell’azione di contatto con gli Alleati. A Paolo Reti fu impedito di vedere la Liberazione perché fucilato il 7 aprile del 1945, proprio per aver fornito quel motore dell’Ansaldo ai Partigiani.

Il Cornigiotto: il Gozzo

Il Cornigiotto salvò, quindi, un prestigioso alleato, la cui opera si rivelò fondamentale per il movimento di Liberazione; oggi, è il “Cornigiotto” ad essere salvato, dall’usura del tempo e dalla dimenticanza, grazie alla sensibilità civica del Municipio VII Ponente, con il Presidente Guido Barbazza, la Vicepresidente Lorella Fontana e il Consigliere Marco Durante; all’instancabile opera della Società marinara voltrese “Utri Mare”, sotto la presidenza di Edoardo Cola; alla preziosa collaborazione dell’ANPI, della storica Rosalba Napolitano, promotrice dell’iniziativa presso l’Istituto Ligure della Resistenza, dell’Associazione “A Compagna” e del Segretario dell’Associazione  “Amici del mare”, Giovanni Viviano, che ha proposto e curato la collaborazione con l’Istituto Nautico.

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L’eccellenza in fatto di marineria per salvare il Gozzo

Per restaurare il Gozzo – donato dalla famiglia Peroni alla Società “Utri Mare” e conservato presso l’ASD “Cerusa”, presieduta da Riccardo Testone, con il Consigliere “memoria storicaRoberto Bosco e il noto Maestro d’ascia Gaetano Giorgetti – era necessario affidarne la caratteristica struttura con la prua all’indietro a mani veramente sicure, all’eccellenza in fatto di marineria.

Con l’”adozione” dell’imbarcazione da parte dell’Istituto Nautico San Giorgio di Genova – trasportato lo scorso 3 maggio, scortato dalla Polizia di Stato e da rappresentanti della realtà locale, con il contributo di Tomaso Priano, nipote di uno dei protagonisti dell’impresa del 1943 – grazie alla disponibilità e all’attenzione storica e civica del Dirigente Scolastico, Prof. Paolo Fasce, si è andati oltre la competenza tecnica perché il piccolo ma resiliente gozzo, che continua quindi a viaggiare, ha incrociato la possibilità di sopravvivere attraverso l’opera di restauro messa in atto dagli studenti, che sicuramente ne conserveranno e trasmetteranno la memoria e il valore nel patrimonio di conoscenze e competenze del percorso formativo.

Una volta restaurato, il Cornigiotto tornerà a Voltri per essere collocato in modo tale da non rischiare più l’oblio e ricordare per sempre che la fede nel Valore della Libertà può e deve essere alimentata anche quando le condizioni sono fragili e apparentemente sfavorevoli.

La storia del gozzo non finisce qui

Le Società marinare voltresi, avvalendosi della competenza e della disponibilità del Prof. Alessandro Fava dell’Istituto Nautico, avvicineranno gli alunni delle scuole del Municipio e della Città alla narrazione delle vicende del Cornigiotto, finalizzata a evidenziare l’impresa che lo vide come fondamentale mezzo di trasporto in un importante capitolo della Resistenza genovese, con approfondimenti legati allo sfondo della vita marinara, lungo i secoli e sino ai nostri giorni.

Il piccolo gozzo non ha, dunque, concluso il suo viaggio: una volta restaurato dalle abili mani di giovani studenti, lo aspettano tanti bambini e ragazzi per raccoglierne l’esempio, in prospettiva di quel progetto di vita di futuri cittadini, consapevoli e responsabili, che la Scuola ogni giorno è chiamata a promuovere.

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