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La Dame aux camélias, la storia triste che ispirò la danza

La dame aux camelias:  Bolle e Zakharova
Roberto Bolle e Svetlana Zakharova ne La dame aux camelias

Alessandro Dumas figlio e La Dame aux camélias

Alexandre Dumas figlio (di cui oggi 27 novembre ricorre la data di morte) è noto al grande pubblico grazie al suo romanzo La Dame aux camélias.  Nel 1848, anno di composizione e di pubblicazione del romanzo il giovane Alexandre aveva ventitre anni e un padre davvero troppo ingombrante. Nelle sue eccitanti giornate parigine fra seduzioni e pettegolezzi premeva il ricordo di un infanzia umiliata e offesa e di un’adolescenza scontrosa e rancorosa. Stava eccanto al padre dietro i camerini di attrici e ballerine, ma poi gli faceva la morale, corteggiava giovani donne sposate per poi affermare che erano donne leggere. Insonma dentro di lui vivevano contrasti e disagio che celeva dietro un fare elegante da uomo di mondo.

Vivrà la propria vita come uno dei suoi eroi drammatici, tra torbidi amori e fantastiche avventure. Nei lavori successivi a La Dame aux camélias Dumas trattò con penna brillante problemi quali il divorzio, l’adulterio, la posizione della donna. Nel 1894, un anno prima della morte, viene accusato di apologia di reato in relazione all’uccisione del Presidente Carnot da parte dell’anarchico italiano Sante Caserio.

Alphonsine Plessis l’ispiratrice di La Dame aux camélias

Nel 1848 aveva ventitre anni anche Alphonsine Plessis, l’ispiratrice del suo romanzo più famoso, appunto La Dame aux camélias, che quell’anno muore di tubercolosi. Era una ragazza dalla bellezza fragile e intensa che le aveva permesso di trasformare un incombente destino di paesana normanna in una vita brillante a Parigi. Qui cambiò il nome in Marie Duplessis diventando la cortigiana più amata di Francia di metà ‘800. La ragazza di campagna si abituò presto a vestirsi e parlare come una nobildonna, la sua cerchia più stretta di “amici” comprendeva Nestor Roqueplan, caporedattore del Figaro, il dottor Vèron, direttore dell’Opera e il bon vivant Roger de Beauvoir che Dumas padre definì l’uomo più spiritoso che aveva mai conosciuto.

La dame aux camelias: Marie Duplessis
Marie Duplessis

Lo stesso Dumas padre rimase da lei affascinato e Listz, venuto a Parigi con l’intento di soggiornare una settimana, conosciuta la ragazza, si fermò per 3 mesi. “Senza saperlo – scrisse – lei accese la mia vena poetica e musicale”.

Il giovane Alexandre fu il suo amante per una sola stagione, ma per quella stagione diventò “l’amante del cuore”. Tornato da un viaggio in Spagna e saputo della morte della giovane ne rimase sinceramente colpito. Non poteva dimenticare quella donna febbrile e generosa, “alta, sottile, nera di capelli, rosea e bianca di viso, con lunghi occhi di smalto come una giapponese, ma vivaci ed arguti; la si sarebbe detta una statuina di Sassonia” così la descrive lo scrittore.

Il progetto di “una Storia”

Alla sua morte anche Théophile Gautier dedicò a Marie qualche riga di orazione funebre, ma Alexandre fece di più non riuscendo a togliersela di mente. Prese così corpo il progetto di scrivere una storia intorno a quella figura affascinante. Non si tratta di narrare la vita di Marie, ma di ricordarla attraverso una storia bellissima liberamente ispirata a lei.  “Comprai tre o quattro quaderni, penna, inchiostro e rientrai nella mia camera da venti soldi, dove cominciai a scrivere il libro. – racconta Dumas figlio – In tre o quattro settimane lo avevo finito”.

Peccato che il manoscritto originale non fece una bella fine! Infatti Alexandre lo aveva dato ad un amico che lo portò con sè in viaggio al Capo di Buona Speranza dove ci fu una tempesta e dovendo la nave alleggerire il peso, finì in mare insieme a tutti i bagagli di chi era a bordo. Ma questo non fermò il giovane scrittore che  con facilità prese a ricomporre il testo che qualche anno dopo riuscirà anche ad adattare alle scene teatrali.

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La morte di Marie divenne un fatto di portata nazionale. Diventerà l’eroina di uno dei romanzi più famosi dell’epoca. L’autore le cambierà solo il nome da Marie Duplessis a Margherita Gautier.

Dalla parte dei due protagonisti

Ne La Dame aux camélias l’autore sta esplicitamente dalla parte dei due protagonisti contro un mondo, una società, che li rifiuta e li combatte proprio perché hanno superato i limiti delle convenzioni del loro tempo.

Il dramma ripropone il meccanismo narrativo di Manon Lescaut, ma soprattutto la protagonista si rifà a Marion Delorne, dramma in 5 atti di Victor Hugo (1831), liberamente ispirato alla grande cortigiana del Seicento (1613 – 1650) per ritrarla come un’eroina romantica disposta a prostituirsi in cambio della vita del suo innamorato. Ma mentre Marion Delorne era ambientata ai tempi di Luigi XIII Manon è ambientata all’inizio del XVIII, in questo caso si ha un’incarnazione veritiera del presente.

Fra nidi d’amore e bische, seminari e prigioni, i due amanti alternano intese e inganni, prima di avviarsi verso le terre d’America dove Manon si redimerà. Il romanzo dell’abate Prevost è sovente citato nella Dame aux camélias, a partire dall’episodio iniziale della vendita all’asta degli oggetti della defunta Marguerite. Alexandre figlio non esita ad ispirarsene nei singoli episodi, nonchè nel sacrificio di Marguerite che abbandona Armand ”per il suo bene”, convinta dal padre di lui. Solo esteticamente la bruna ed eterea Marguerite non assomiglia alla bionda e allegra Manon, ma siamo nell’Ottocento in pieno Romanticismo.

Nel romanzo Armand parte per l’Oriente per dimenticare Marguerite, più verosimilmente Dumas fils riveste i panni del narratore, scrupoloso testimone della storia d’amore. Dumas fils anticipa la morale che dominerà la Francia dopo il 1848, diventerà l’autore più famoso all’inizio del Secondo Impero.

Il denaro tema e motore dell’opera

È il denaro il tema centrale dell’opera e il motore dell’azione. Dagli inizi della relazione fra i due giovani, il tema del denaro è al centro del dialogo. Tutti parlano di soldi e di moralità. Armad gioca per mantenere Marguerite e il vecchio Duval fa presente alla ragazza che non è dignitoso che il figlio faccia sacrifici per una femme galante . La sola a pagare però è proprio lei, che si sacrifica come ogni prostituta redenta, sapendo che il suo destino è la morte. Marguerite Gautier diventa Violetta Valéry nella Traviata di Verdi. A scrivere il libretto sarà Mario Piave, appena un anno dopo l’uscita del testo drammatico francese.  Mentre Camille  è il nome che Maria/Margherita assume negli adattamenti anglofoni.

La Traviata

La Signora delle Camelie ha ispirato anche la danza. Celebri due balletti: quello di John Neumeier, Direttore e Coreografo Principale dell’Hamburg Ballett, intitolato “La dame aux camélias” esattamente come il titolo del romanzo, e quello di Frederik Ashton, primo resident choreographer del Royal Ballet, dal titolo “Marguerite et Armand”. Due capolavori della storia della danza.

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