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The World of Banksy dal 3 marzo a Genova

La mostra “The World of Banksy – The Immersive Experience” sarà a Genova alla stazione di Piazza Principe (sala della ex biglietteria) dal 3 marzo al 16 luglio 2023.

The World of Banksy: una immagine
Una immagine The World of Banksy

The World of Banksy

The World of Banksy è un’esposizione unica nel suo genere che ripropone le opere del famoso artista britannico, la cui identità è a tutt’oggi sconosciuta, così come sono state realizzate nelle piazze e nelle strade di mezzo mondo. Si tratta del quinto appuntamento italiano dopo le stazioni di Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Verona Porta Nuova e Roma Tiburtina.

Lungo il percorso della mostra il pubblico può vedere le sue opere di street art a grandezza naturale. E non solo: i curatori, artiste e artisti giovani, hanno soprattutto cercato di ricreare il contesto in cui Bansky ha prodotto i suoi murales. L’esposizione propone un centinaio di opere che ripercorrono tutta la sua attività artistica dalla fine degli anni 80 fino ai giorni nostri, dai primi graffiti fino ai lavori realizzati con la tecnica dello stencil. Quest’ultima permette un’esecuzione più celere con l’utilizzo di fogli traforati con cui si crea un disegno da una mascheratura vuota.

Provocazione e critica sociale

The World of Banksy: no future

Nei graffiti di Bansky la provocazione è accompagnata da una forte critica sociale: la condanna della guerra e delle sue atrocità, il consumismo e la mancanza di rapporti umani, l’inquinamento e il maltrattamento degli animali sono fra i suoi temi prediletti. All’apertura della mostra ci si imbatte subito in due amanti completamente presi dal cellulare; per tutta l’esposizione i bambini sono rappresentati soli, abbandonati e indifesi di fronte alle brutture del mondo, come a esempio in “No Future”, oppure gioiosi e innocenti ma controllati dalla società come in “Police Kids”.

Altri suoi lavori sottolineano in modo crudo il conformismo e il consumismo della società in cui viviamo: dai punk che a un festival aspettano in paziente attesa di acquistare una costosa maglietta di grido, al Cristo in croce con le borse dello shopping in mano o alle donne in ginocchio davanti al manifesto “Sale ends today”, quasi fosse una divinità.

Particolarmente intense sono le sue opere sulla guerra: ragazzini fra montagne di detriti, bombe e mitra, una bambina che abbraccia un ordigno di fabbricazione inglese, due soldati armati fino ai denti che dipingono sul muro il simbolo della pace.

Animali e soprattutto topi nelle sue opere

Altri soggetti ricorrenti nei murales di Bansky sono gli animali, soprattutto i topi, presi a simbolo di certe tipologie umane. Dice l’artista: “I topi esistono senza permesso. Sono odiati, cacciati e perseguitati. Vivono in una quieta disperazione tra la sporcizia. Eppure sono in grado di mettere in ginocchio intere città.” E ancora: “Se sei sporco, insignificante e non amato, i topi sono il sommo modello di riferimento.”

C’è chi ritiene che la sua insistenza per i topi gli venga dall’artista francese Blek Le Rat, uno dei fondatori dei graffiti stencil, che per primo iniziò a disegnare topi per le strade di Parigi. Qualcun altro ha invece fatto notare che l’anagramma di rat è art. Comunque sia, in tutta l’arte di Bansky la provocazione è una costante: basta pensare al ritratto di Wiston Churchill trasformato in un punk-rock dalla criniera verde, a una coppia di poliziotti che si baciano appassionatamente o a una guardia della regina che urina per la strada. Il contenuto della sua ironia e critica sociale è approfondito in modo semplice e diretto nella sezione dei video della mostra.

Sia come sia, l’esposizione “The World of Banksy” è senz’altro interessante e adatta ad un pubblico vasto, comprese le famiglie.

Chi è Bansky? L’uomo del mistero tra i più influenti al mondo (Time magazine)

Il mito

Si dice di Bansky che sia nato a Bristol negli anni 70 e che abbia cominciato a fare graffiti alla fine degli anni 80. Raggiunge la fama, fino a diventare uno dei più importanti esponenti di questa forma d’arte, alla prima manifestazione di street art britannica, organizzata nel 1998.

L’alone di mistero che circonda la sua persona ne ha fatto una specie di mito dei nostri tempi e uno degli artisti più amati, come testimonia il quasi mezzo milione di visite alla mostra che attualmente sta girando l’Italia. Questa, come le altre esposizioni di Bansky, non è autorizzata dall’artista che però non vi si oppone. Per Bansky chi voglia far conoscere la sua opera è libero di farlo, perché secondo lui l’arte deve essere di tutti. Senza volerlo, però, è diventato uno degli artisti più costosi al mondo: per contrastare tale tendenza vende i suoi lavori al di sotto del prezzo di mercato attraverso Pest Control, l’unica agenzia autorizzata ad autenticare le sue stampe. Ciononostante, le sue opere sono state messe all’asta da terzi per milioni di euro. Fra questi la famosa “Girl with balloon”.

Le sue opere e azioni

Il suo anonimato gli ha permesso di compiere azioni dall’alto contenuto simbolico come appendere nel 2005 il ritratto di una dama con indosso una maschera a gas al Metropolitan museum di New York o di introdurre a Disneyland nel 2006 una scultura raffigurante un detenuto di Guantanamo. Fra il 2005 e il 2017 ha realizzato nove graffiti sul lato palestinese del muro fra Israele e Giordania, uno nella Striscia di Gasa e decorato a Betlemme il muro che divide israeliani e palestinesi.

Ha realizzato graffiti a New Orleans dopo l’uragano Katrina e in diverse aree di New York. Nel 2021 ha rivendicato la paternità di alcuni graffiti realizzati sui muri di località balneari britanniche come “We’re all in the same boat” che affronta il tema della migrazione dai paesi poveri.Bansky è stato nominato nel 2010 dal Time Magazine una delle persone più influenti al mondo.

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