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Il mondo parallelo dei supermercati americani

L’America opulenta e ricca è anche l’America delle contraddizioni. Oggi ci occupiamo dei supermercati, mentre in precedenza abbiamo trattato l’odissea di chi è costretto a vivere in auto, due esempi tratti dai reportage di Filippo Ferretti, giornalista pluripremiato, che documenta sul campo le storie che racconta

 Supermercati e contraddizioni

Supermercati
Supermercati Walmart

Fare la spesa in America è come entrare in un mondo parallelo, dove tutto sembra amplificato, colorato, esagerato, ma anche terribilmente affascinante. Per chi, come noi italiani, è abituato a fare la spesa tra piccoli negozi di quartiere o al mercato, l’ingresso in un supermercato americano può essere un’esperienza quasi surreale, un viaggio in una cultura che vive, consuma e si alimenta su una scala completamente diversa dalla nostra.

Un paradosso tipicamente americano

Immaginate di trovarvi in un Walmart, uno di quei colossi commerciali che sembrano contenere il mondo intero tra i loro scaffali. Camminando tra le corsie, la prima cosa che colpisce è la grandezza: dei corridoi, dei prodotti, persino dei carrelli, che sembrano fatti apposta per trasportare la spesa di una famiglia intera per un mese. Ogni cosa qui è sovradimensionata, a partire dalle confezioni di latte. Non troverete il cartone da un litro a cui siete abituati, ma taniche da quattro litri, rigorosamente “low-fat”, perché in America si può consumare in abbondanza, ma con un occhio di riguardo alla linea. È un paradosso tipicamente americano: voglio tutto, ma voglio che faccia bene.

Personalizzazione e mille opzioni

Trovi di tutto nei supermercati

Poi c’è la personalizzazione. Gli americani non si accontentano di avere solo un’opzione, devono averne mille. Ecco perché davanti allo scaffale dei cereali per la colazione ci si può perdere per ore. Scatole e scatole, di ogni forma e colore, riempiono le corsie, con nomi che sembrano usciti da un film di fantascienza. Cheerios, Frosted Flakes, Lucky Charms… ognuno ha il suo preferito e, attenzione, non si consumano solo a colazione! Gli americani mangiano cereali in qualsiasi momento della giornata, come uno spuntino veloce, o addirittura come un sostituto del pasto. E la quantità di latte che si beve qui è direttamente proporzionale a questa mania per i cereali.

Le patatine fritte sono un altro emblema della cultura americana dello snack. Se pensate che le classiche chips al sale siano sufficienti, siete fuori strada. Negli Stati Uniti, potete trovare patatine al gusto di granchio, al pollo, alla cannella e persino al bacon! Non esiste limite alla creatività quando si tratta di insaporire uno snack, tanto che alcune patatine hanno il sapore di… altre patatine. Non è uno scherzo: ci sono confezioni di Lay’s che imitano il gusto dei Doritos, in un gioco infinito di rimandi che sembra esistere solo per il gusto di stupire.

Al supermercato per il piacere e il concetto di comfort food

Ma dietro a questa esagerazione c’è anche una profonda verità culturale. Gli americani non comprano solo per necessità, comprano per piacere, per abitudine, per sentirsi parte di qualcosa di più grande. E questo “qualcosa” è spesso il consumo stesso. Gli scaffali dei supermercati diventano una sorta di palcoscenico, dove ogni prodotto è un attore protagonista che deve attirare l’attenzione con i suoi colori sgargianti, i suoi gusti improbabili, le sue dimensioni fuori misura.

Un altro aspetto intrigante è il legame che gli americani hanno con il concetto di comfort food, cibi che offrono un senso di sicurezza e familiarità. Prendiamo, ad esempio, il mac and cheese. Questo piatto, che potrebbe far rabbrividire un italiano abituato alle fettuccine fatte in casa, è uno dei comfort food per eccellenza in America. Non importa che il formaggio non sia esattamente… formaggio, ma un concentrato di proteine del siero di latte. Ciò che conta è che sia facile da preparare, economico e che porti un sorriso sul volto di chi lo mangia, magari rievocando i ricordi dell’infanzia.

E poi c’è il tacchino. Il grande protagonista del Giorno del Ringraziamento, ma sempre più presente sulle tavole americane tutto l’anno. Vedere un tacchino intero in vendita nel supermercato non è insolito, e non serve aspettare novembre per comprarlo. È il simbolo di un paese che ama le tradizioni, ma che sa anche reinventarle per adattarle alle sue esigenze moderne, come quella di trovare carni “più salutari” rispetto al classico maiale o manzo.

Il rovescio della medaglia: sovrappeso e obesità

Ma c’è anche un lato più oscuro in questo viaggio tra gli scaffali americani. Mentre ci perdiamo tra confezioni infinite di snack e bibite zuccherate, non possiamo ignorare il problema dell’obesità, che affligge una buona parte della popolazione americana. Più di un terzo degli americani è in sovrappeso, e il numero cresce se parliamo di obesità vera e propria. È un fenomeno che si lega profondamente alla povertà: più si guadagna poco, più si tende a mangiare male, perché il cibo
spazzatura costa meno e si trova ovunque. Nei cosiddetti “food deserts” — aree dove è difficile reperire cibo fresco e salutare — la scelta si riduce spesso a prodotti ipercalorici, pieni di grassi e zuccheri.

Fare la spesa in America non è solo un atto di consumo, ma un viaggio nelle contraddizioni di una nazione che vive di eccessi, che ama le cose grandi ma si preoccupa anche della propria salute, che celebra la diversità di gusti e allo stesso tempo lotta con le proprie abitudini alimentari. È un paese dove puoi trovare un barattolo di grasso di bacon sugli scaffali, accanto a prodotti vegani e biologici, e dove anche fare la spesa diventa una forma di spettacolo.

In fin dei conti, la spesa in America non è solo un momento per riempire il frigo, ma una finestra sulla mentalità di un popolo che ha fatto del consumo una parte fondamentale della propria identità.


Pubblicato il: 11 Settembre 2024
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