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Obesità un problema da risolvere complicato dal virus

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Obesità e Covid 19

Obesità e Covid. Nell’articolo di oggi approfondisco che cos’è l’obesità, e in che modo è correlata alle complicanze del Covid 19. Lo scorso 29 ottobre 2020 si è svolto l’Expert meeting dell’OMS riguardo l’obesità e il rischio di complicanze e morte in persone affette da Covid 19.Dai dati epidemiologici infatti si evidenzia che la presenza di obesità, specie nei giovani adulti aumenta il rischio di complicanze e morte in persone affette dal virus. Dal punto di vista epidemiologico purtroppo sappiamo che l’obesità è una vera e propria PANDEMIA.

I dati dell’OMS

Secondo i dati forniti dall’OMS, il numero di persone obese nel mondo è triplicato a partire dal 1975. Nel 2016, oltre 1,9 miliardi di adulti erano in sovrappeso e di questi, oltre 650 milioni erano obesi.
Per quanto riguarda i più giovani, nel 2019 erano 38 milioni i bambini di età inferiore ai 5 anni in eccesso ponderale e nel 2016 oltre 340 milioni di bambini e adolescenti di età compresa tra 5 e 19 anni erano in sovrappeso o obesi.

Cosa s’intende per obesità

Per obesità si intende un IMC superiore a 30. L’indice di massa corporea è il rapporto tra il peso in Kg e l’altezza espressa in metri quadri.
Una piccola precisazione doverosa è che questo indice non tiene in considerazione, né della distribuzione del grasso corporeo, né della massa grassa e della massa magra, ma è un semplice rapporto aritmetico. Sappiamo che il grasso a livello addominale è molto più pericoloso di quello distribuito sui fianchi e in più potrebbe risultare obesa o sovrappeso una persona che invece ha una massa muscolare molto sviluppata, ad esempio un atleta professionista. Occorre approfondire con un esame impedenziometrico.

Tabella di raffronto

Sottopeso <18,5

Normopeso 18,5 -24,9

Sovrappeso 25-29,9

Obesità grado I 30 – 34,9

Obesità grado II 35 – 39,9

Obesità grado III >40

Perché l’obesità si associa a un maggior rischio di complicanze?

Prima di tutto è doverosa una precisazione che ancora non è ben compresa e diffusa.
Il grasso o meglio definito tessuto adiposo non è un tessuto inerme. Non è messo lì solo a far peso e volume. Esso infatti produce delle sostanze come ormoni e citochine che sono infiammatorie se in eccesso.
Tendenzialmente si pensa che riducendo il peso i dolori spariscono proprio per la riduzione del carico, ma in realtà all’azione meccanica si va a sommare l’azione biochimica.
Riducendo il grasso si riduce anche il tessuto che produce infiammazione e di conseguenza il dolore.

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Occorre che il virus sia contenuto

Da quello che sappiamo sulla patogenesi del COVID 19 se il virus non è contenuto diffonde nei bronchi e ai polmoni, all’intestino e ai vari organi, in particolare rene, cuore e cervello.
E’ coinvolto il sistema vascolare e la severità della malattia dipende dal livello di infiammazione sistemica e dal grado di coinvolgimento dei polmoni.
Si innesca una risposta immunitaria abnorme che si traduce in una produzione di citochine infiammatorie come IL 6 IL1β e una scarsa produzione di IFNƔ fino a un’attività smisurata dei globuli bianchi chiamati neutrofili che invece di essere protettiva diventa dannosa.
E’ infatti un’alterazione della risposta immunitaria che crea tutti questi danni.
La maggioranza della popolazione ha le risorse per contrastare l’infezione, e sviluppa sintomi simili ad una comune influenza.

Le complicanze nelle persone obese

Le complicanze nelle persone obese sopraggiungono in quanto in esse è già presente un’infiammazione determinata dal tessuto adiposo che produce sostanze infiammatorie come IL 6 e leptina.

In questi individui in seguito ad un’alimentazione scorretta è spesso presente disbiosi intestinale ovvero un’alterazione della flora batterica che è fondamentale anch’essa per la regolazione del sistema immunitario. In sostanza quando la pancia sta bene anche le nostre cellule immunitarie funzionano meglio.
L’obesità in più, è accompagnata disfunzioni respiratorie e altre patologie associate come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari che vanno ad aggravare la situazione.

Dall’Inghilterra parole e prove

Alison Tedstone, capo nutrizionista della sanità pubblica in Inghilterra (PHE) ha affermato
“Nel Regno Unito, abbiamo osservato un aumento delle vendite di snack, molti malsani, da marzo 2020, e questo è stato accompagnato da una minore attività fisica. Il terzo rapporto annuale di PHE sulla riduzione dello zucchero nel Regno Unito ha evidenziato come lo zucchero complessivo in molti gruppi alimentari continui a crescere, nonostante le riduzioni di alcune aziende, e che il ritmo del cambiamento sia troppo lento. Come le prove emergenti sulla gravità dei riflettori COVID-19, l’aumento di peso e l’obesità sembrano essere un fattore di rischio per la salute. Ciò dimostra ulteriormente che è probabile che un’azione forte per sostenere le popolazioni a diventare più sane riduca anche gli esiti negativi “.

Anche in Italia

Non credo che la situazione qui in Italia sia molto diversa, tant’è che pochi giorni fa quando ho fatto la spesa al supermercato dopo l’annuncio che la mia regione sarebbe diventata “arancione” ho trovato lo scaffale delle farine vuoto.
In Italia ci sono già dei sistemi di sorveglianza, coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che raccolgono dati sullo stato ponderale della popolazione e sui fattori di rischio modificabili e che potranno fornire il proprio contributo alla piattaforma proposta dall’OMS. Tra questi: OKkio alla Salute, per i bambini da 6 a 10 anni; HBSC, per i ragazzi di 11, 13 e 15 anni; PASSI, per gli adulti 18-69 anni; PASSI d’Argento, per gli anziani over 65enni. 

La consapevolezza e il nostro comportamento

Il mio articolo di oggi non è di sicuro rivolto a dare una soluzione alla pandemia e al rapporto con l’obesità, ha l’intento di far sviluppare un po’ di consapevolezza a chi mi legge, e diffondere questi concetti a chi avete intorno. Troppo poco si sta facendo per aiutare la prevenzione da dentro, nonostante ad oggi esistano migliaia di studi su questo argomento.

Sapere che possiamo essere in qualche modo responsabili per la nostra salute e non dipendere totalmente da protezioni esterne ci rende attivi e non passivi.

Le informazioni e le risorse esistono e io per quel che posso ogni mese scrivo e diffondo consigli e soluzioni. Non ci resta che metterle in pratica a piccoli passi.

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.