“Io, Moby Dick” il libro di Corrado d’Elia

Io, Moby Dick
Il tour di presentazione del libro “Io, Moby Dick” di Corrado d’Elia è arrivato anche a Genova. Lunedì 19 settembre alle ore 18 presso la millenaria Chiesa dei Santi Cosma e Damiano nel centro storico della città è stato così proposto dall’autore e il suo editore Alessandro Rivali.
“Io, Moby Dick nasce come libro di teatro – ha detto D’Elia – e come tale va letto ad alta voce o piano piano come una meditazione. È scritto in versi (strano no…?) ed è stato rappresentato in tutt’Italia. Oggi, periodo storico in cui la parola si va perdendo rispetto all’immagine è importante rivalutarne l’importanza. Perchè la parola, a differenza dell’immagine, continua a vibrare, questo il suo potere”.
Libro e anche spunto di riflessione

Il testo edito da Ares nella Collana «Narratori», è nato per essere rappresentato, certo, ma è anche un libro che vuole essere spunto di riflessione, omaggio alla lettura in silenzio, profonda, di pensiero, appunto di meditazione. Questo il consiglio che dà D’Elia al pubblico che lo ascolta affascinato mentre ne legge alcuni passaggi. L’attore spiega infatti il suo libro attraverso la recitazione che esegue sulle note della musica di Cacciani che fa uscire da un pc portatile.
A scoprire le capacità letterarie di D’Elia è stato proprio il suo editore, genovese di nascita che si è trasferito a Milano per gli studi universitari e che proprio a Milano si è avvicinato alla poesia. Avendo ascoltato l’attore nel suo spettacolo al Teatro Litta di Milano gli ha proposto appunto di mettere per iscritto il suo monologo su Moby Dick. Dopo tanti testi scritti per il teatro e mai pubblicati, D’Elia, una delle figure più innovative e complete del panorama teatrale italiano contemporaneo, inizia così l’avventura editoriale.
Noi siamo le nostre ossessioni e i nostri desideri

“Noi siamo le nostre ossessioni, siamo i nostri desideri. Raccontare la storia di un uomo che sta su una barca mangiando per anni cibo secco, in un certo senso mi ha riportato alla vita dell’attore. Anche l’attore è sempre in giro, mangia quando capita e come capita e spesso si ritrova solo. Noi diventiamo uomini quando ci sono le domande, senza domande si è poveri, miseri. L’enigma della navigazione si pone al centro, come una sfida. Il poema di Melville è una metafora della vita stessa. Tutti siamo Acab, ma anche Ulisse, Prometeo, Faust” afferma l’autore invitando i presenti a comprare il libro.
Meno felice l’intervento dell’editore che si fa un autogol finendo la presentazione leggendo una poesia scritta da lui stesso facente parte di un altro volume. Caduta di stile imperdonabile soprattutto per chi fa il suo mestiere, ma siamo certi che il libro di Corrado d’Elia non risentirà di questa manchevolezza.
Bisogna leggere tanto!
D’accordo con l’attore – autore sappiamo tutti quanto sia importante leggere facendo il possibile per disintossicarsi dal blu dei cellulari, dalle serie tv, reality e via dicendo.
“Bisogna leggere e leggere tanto, che sia teatro, che sia poesia o letteratura. Perchè leggere vuol dire sentirsi vivi”. Facciamoci dunque prendere per mano dai buoni libri, lasciamoci condurci sulle strade, o come in questo caso per i grandi mari, alla ricerca della balena bianca. Ognuno di noi, nella lettura, sarà Achab, con le sue durezze, le sue smoderatezze, le sue ostinazioni folli, ma anche e soprattutto con le sue eterne domande. Domande che sono anche le nostre davanti alle manifestazioni e ai misteri della vita.



