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Franco Rol e Loredana Roberti. “Globe” vogliamo precisare…

Franco Rol: Foto archivio
(Foto © Archivio Franco Rol)

Franco Rol e Loredana Roberti

I primi due articoli su Gustavo Adolfo Rol, hanno suscitato interesse e polemiche. Interesse per l’Uomo Rol, ritenuto, non a torto, colui che ha dato sollievo, speranze e indicazioni per avvicinarsi a Dio, di cui si riteneva uno strumento nelle Sue mani. Polemiche e critiche per come è stato affrontato l’argomento.

Una degna puntualizzazione da parte di Franco Rol nel gruppo FB Dottor Rol, ci ha fornito lo spunto per invitarlo ad una collaborazione, insieme alla Sig.ra Loredana Roberti (admin del gruppo sopra citato), fornendoci indicazioni sui temi da trattare. Le loro indicazioni sarebbero preziose per noi che scriviamo – potendo così darvi una proiezione esatta del pensiero e della vita di Gustavo Rol – e per voi che riuscireste ad avere notizie, riferimenti e consigli per “leggere” nella giusta maniera il pensiero e la vita di Gustavo Rol.

Franco Rol

Franco Rol puntualizza con un commento al secondo articolo apparso su GlobeToday’s:

“Perché questa fissazione col Polacco, che viene presentato come iniziatore di Rol? Rol non è stato iniziato da nessuno, e il Polacco, come ho spiegato innumerevoli volte mostrando anche indizi precisi, è probabilmente un “deus ex machina”, un racconto più o meno simbolico di Rol. In ogni caso, è certamente sbagliato presentare la sua esistenza come un fatto e non come “ipotesi”, né menzionare chi ne parla (solo Pitigrilli, nel 1952).

Riportiamo il commento integralmente in quanto riteniamo che la delucidazione e la critica, siano di grande aiuto nello studio del personaggio Rol.
Ci teniamo altresì a far presente che il giornale, per la sua stessa funzione oltre ad informare, deve anche incuriosire il lettore che sarà spinto a cercare notizie più esaurienti su siti attendibili e gruppi aggiornati. O meglio ancora, in alternativa, leggere i numerosi libri che parlano di Rol.

In questo nostro terzo appuntamento diamo lo spunto per indirizzare il lettore verso tematiche non semplici ma che di sicuro incuriosiranno e spingeranno verso la lettura più approfondita.

Rol e lo Spirito Intelligente (da www.gustavorol.org di Franco Rol)

“Rol afferma che ogni cosa animata o inanimata possiede uno “spirito”, e così l’essere umano, che però prende l’attributo di “intelligente” per le caratteristiche peculiari della sua coscienza. Queste due tipologie di “spirito”, differenti solo per grado, sono presenti sia nel momento di esistenza della cosa o dell’essere umano, sia successivamente alla sua distruzione, ovvero alla sua morte. Si tratta di una sorta di “film” della cosa o dell’individuo, una sua riproduzione contenente tutte le informazioni che lo riguardano, tutta la sua storia dalla nascita alla morte.

Se ad esempio Rol chiede allo “spirito intelligente” di Leonardo Da Vinci di “partecipare” ad un esperimento e materializzare un dipinto su un foglio bianco, la “memoria eterea” di Leonardo, conservata nell’Archivio dell’Universo, potrà realizzarlo grazie alla mediazione di Rol, sorta di catalizzatore e rivitalizzatore di tale memoria… Tuttavia il dipinto che lo spirito intelligente di Leonardo realizzerà rientrerà nei canoni artistici del suo genio, e non potrà dipingere con uno stile diverso dal suo, né potrà rappresentare soggetti che in vita non ha rappresentato, così come il personaggio di un film non può volontariamente cambiare ruolo o fare cose diverse da quelle fatte in quel film. Ne consegue inoltre, rimanendo a tale analogia, che è possibile identificare l’“anima” con l’attore, il quale potrebbe anche interpretare altri ruoli.

Secondo Gustavo Rol «l’anima torna a Dio»

Secondo Rol infatti, «l’anima torna a Dio», una espressione suscettibile di varie interpretazioni. La Tradizione metafisica sostiene che un Maestro illuminato può ritornare sulla Terra volontariamente, per continuare o completare una missione di carattere spirituale. Diverso sarebbe il destino invece per coloro che in vita non hanno raggiunto un livello spirituale sufficiente tale da consentire una sopravvivenza post-mortem. Infatti per chi è rimasto al livello della materia alla materia ritornerà…”

Da questa parentesi sullo Spirito Intelligente, si capisce che parlare di un uomo come Gustavo Rol, non è affatto semplice. Si rischia di cadere nella banalità o di interpretarne in maniera errata il pensiero e le azioni. Le sue “possibilità” spesso, e forse con intenzione, erano “scambiate” per mere acrobazie da illusionisti o peggio ancora date in pasto come fenomenologia da baraccone.

Rol ha sempre rigettato i termini a lui affibbiati: mago, sensitivo, medium o altro e ripeteva spesso: “Io non sono né un guaritore né un mago. Io non conosco che un Grandissimo Mago: Dio” (da “Io sono la grondaia”, a cura di Catterina Ferrari).

E’ interessante a tal uopo riportare quello che venne considerato, da Remo Lugli che lo fece conoscere, come un testamento spirituale di Rol, dove si evince chiaramente il suo pensiero nell’affermare di essere, purtroppo, incompreso.

Il testamento spirituale (Testo tratto da “Gustavo Rol – una vita di prodigi” di Remo Lugli)

Franco Rol: libro cover di Lugli
Dal sito ufficiale Edizioni Mediterranee

“Ma che cosa volete mai che io faccia, che vi mostri, che vi dica: esperimenti, rivelazioni, racconti trascendentali, apporti, dialoghi con spiriti intelligenti, pitture, confidenze, ecc. ecc. Insomma tutta la gamma delle mie sofferenze… Eppure queste cose le conoscete, oramai le sapete, ve le ho mostrate, ve le ho dette… Ma voi rimanete immobili ed immoti anche se vi tendo le braccia, se vi grido col cuore lacerato la mia solitudine ed il vostro assenteismo.

Dopo tanto tempo non ho costruito nulla in voi; ho soltanto colmato molte ore della vostra noia, vi ho dato spettacolo. La vostra attenzione è altamente peculiare, così come se foste di fronte ad un palcoscenico ove il mio spirito o la mia anima o solamente il mio corpo assumono, per voi, il ruolo di una ridicola marionetta. Le mie parole cadono nel vuoto del nulla, di tutto il nulla che nutre il vostro cervello condizionato dalle esigenze di una materialità alla quale, ammetto, non vi è dato sottrarvi.

…  e ancora…

Ma almeno un piccolo tentativo avreste pur potuto farlo, quello di muovervi verso di me od almeno verso le cose altissime che mostro a voi ciechi, egoisti ed indifferenti a quel che succede. Poiché dentro di me i sogni, le tempeste, i timori e le speranze urgono ad ogni istante… Povero me, nessuno di voi se ne accorge. Poveri voi, che camminate sul bordo del nulla e rischiate di caderci ad ogni istante.

Qualche volta mi consolo pensando che forse, quando si tacerà la mia voce, il ricordo di me vi aiuterà a vivere il tempo che vi resterà, viverlo meglio; ossia viverlo con la consapevolezza che tutto quanto fu mia intenzione apprendervi era ad un ordine che obbedivo, ad un istinto che rispondevo. Io, morente, offrivo la vita a coloro che già erano, come me, prossimi a scomparire nel nulla. Su cento milioni di uomini ce ne è uno solo che saprà tramandare la ragione che non è segreta della Creazione. Sono Rol, nel 1975”.

Il racconto del polacco

“Ritornando alla figura del polacco di cui si era parlato nell’articolo precedente,” ci informa Loredana Roberti “dobbiamo ricordare che ne parlò solo Pitigrilli nel 1952 in articoli poi riutilizzati nel suo libro “Gusto per il mistero” del 1954, e che altri successivamente ne faranno cenno basandosi proprio su Pitigrilli.

Rol però fornì, invece e in seguito, molte volte e direttamente, un’altra versione, che Franco Rol invita a considerare primaria e attendibile da un punto di vista fattuale. Ovvero quella dove Rol nel 1925 comprò dei mazzi di carte da un tabaccaio a Marsiglia e per circa due anni tentò di indovinare il colore delle carte , fino a quando vi riuscì a Parigi il 27 luglio 1927, dopo aver scoperto una relazione tra colore verde, quinta musicale e calore (il racconto completo, con spiegazione, è stato fornito nell’articolo di Franco Rol, “Rol, un Buddha occidentale del XX° secolo”, rivista ‘Mistero’, agosto 2021, pp. 35-46).

Secondo Franco Rol “continua Loredana Roberti “il racconto del Polacco presenta elementi simbolici e non è da prendere alla lettera. Spunti per chiarire questo racconto si trovano ne “Il simbolismo di Rol” e ne “L’Uomo dell’Impossibile”. Dove gli esperimenti di base di Rol sono equiparati a quelli di un circolo di sperimentatori, degli anni ’10-’20 del secolo scorso, con una entità non spiritica e “polacca” di nome Stasia.

Lo sviluppo di questi articoli è reso possibile grazie alla collaborazione della Sig.ra Loredana Roberti, admin del gruppo Facebook Dottor Rol, la quale ci ha gentilmente messo a disposizione numerosi documenti, oltre ad averci fornito notizie e link utili per la stesura degli articoli stessi.
Ringraziamo inoltre Franco Rol ( www.gustavorol.org  ) per averci corretto su alcune inesattezze e vi invitiamo a visitare il sito, per conoscere a fondo la vita, le opere e le pubblicazioni su Gustavo Adolfo Rol.

Pubblicato il: 6 Ottobre 2022
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