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SPORTBOUNCE: e nessuno si offende

E nessuno si offende

E nessuno si offende. Ricordate il testo de “La Storia” di De Gregori? …” La storia siamo noi, nessuno si senta offeso, siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo. La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso”…

Si,la storia la facciamo noi che viviamo qui in questo mondo, per cui attenti al pensiero e ai contenuti, più che alle parole in sé di questo articolo, che fa riflettere e se lo capiamo credo che nessuno si offenda, anzi siamo sicuri che nessuno si offende!

Dicono «passo laterale»

Dicono «passo laterale» parlando di atleti senza gambe.

Chiamano «Kick» un colpo di mano (senza gambe non si può calciare con i piedi).

Dicono «one man down» per dire superiorità numerica anche se giocano misti.

Appena finiti i Mondiali di Rugby League in sedia a rotelle in Inghilterra, mi permetto una breve analisi sul linguaggio.

I telecronisti sono sciolti, t?ranquilli, beati, gli atleti si prestano a spiegazioni, a clip specifiche, dopo la meta appoggiano la palla al supporto in plastica, la colpiscono con il pugno e lo chiamano «Conversion Kick», calcio di trasformazione (o penalty).

Così il linguaggio è più aderente al Rugby League in piedi, così si capisce che si può andare veloci senza misurare le sillabe, così insomma funziona.

Immagino da noi, calciando con il diversamente piede invece che con la mano. Immagino imbarazzo, ghettizzazione.

Nessuno: in gara in carrozzella
Dal backstage di SPORT CRIME, lo shooting di vere azioni di basket in sedia a rotelle

Scena di 5 anni fa

Scena di 5 anni fa, Milano centro, borse, gadget sul tavolo, catering (secondo me) del piffero, secondo loro molto trendy.

Un direttore di rete richiama il commentatore del ciclismo: durante la telecronaca aveva detto che sarebbe stato bello vedere un numero più alto di ciclisti di colore.

Il direttore gli ha detto che certi temi non vanno nemmeno toccati.

Il telecronista ha risposto che non c’è niente di male in un’estensione etnica (concordo, anche secondo me, se dico che mi piacerebbe vedere più biondi nella Thai Boxe è solo perché la Thai Boxe la praticano soprattutto i Thai).

E adesso il gran finale: vi assicuro che quel direttore di rete è razzista, lo ho sentito io a microfoni spenti. Sta bene attento a non farsi beccare, ma – Zuta Boja (che vuol dire “colore giallo” in croato) – se è razzista.

Parli sempre bene degli inglesi

Arrivo subito: negli stessi giorni in cui c’è un’atleta donna in sedia a rotelle in panca puniti (e i commentatori dicono, ripeto, «one man down», il famoso cricketer Alex Hales viene richiamato da un ente di sorveglianza per essersi travestito da Tupac – suo idolo – compreso il viso dipinto di nero.

Indecente. Sarebbe un’offesa ai neri. Ma se si fosse vestito da David Bowie sarebbe stata un’offesa ai bianchi? Facendo così si ribadisce un protezionismo diverso, speravo si fosse capito che è una discriminazione.

SportBounce: che rimbalzo ha tutto questo nel nostro quotidiano extra sportivo?

Da un lato rimbalza l’idea che il rispetto non si basa su una sillaba giusta o sbagliata per abitudine decennale, che il disabile non è più suscettibile del normodotato, e che il rispetto è una cosa più grande del puntiglio terminologico.

Dall’altro… che il disabile vada tenuto dentro un ghetto di terminologie dall’effetto Chernobyl (guai a sbagliare, tutti tesi e nervosi, mi raccomando), e che fatto quello tutto il resto sia a posto.

Sogno un mondo dove le battute sulla pelle equivalgono a quelle sui capelli.

In pratica, un’estensione di casa mia.

Serie SPORTBOUNCE – Art. 3

Ecco gli altri articoli della serie: Volata (sport gaelico…” . basta con meglio che niente. “Troppo facile…“.

Pubblicato il: 2 Gennaio 2023
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