Globe Today's

Notizie quotidiane internazionali

Settimana corta in Finlandia: 24 ore di lavoro in tutto

Settimana corta in Finlandia – Foto M.Jarmoluk

Settimana corta in Finlandia: 6 ore al giorno di lavoro per 4 giorni. È questa la proposta rivoluzionaria del premier Finlandese Sanna Marin a pochi giorni dalla sua nomina a primo ministro della Finlandia. Non solo città del futuro, ma anche lavoro del futuro.

Sanna Marin

Fonti governative asseriscono che il primo ministro finlandese, Sanna Marin, appena eletta, oltre che essere il più giovane leader a governare (appena 34 anni) una nazione, ha battuto un nuovo record. Oltre 400 richieste di intervista in una sola settimana, da parte dei giornali e media di tutto il mondo.

Una delle domande più gettonate pare sia stata quella relativa al fatto di come avesse potuto arrivare così in alto fino a governare, una giovane donna proveniente dal basso. Insomma non appartenente a una famiglia troppo benestante.

E lei, giovane e proiettata nel futuro come tutti giovani, non si è fatta attendere, nel dimostrare il perché le sue qualità hanno prevalso a scapito sia della giovane età che della provenienza sociale. La prima proposta di legge, infatti, ha lasciato il segno.

Settimana corta per i lavoratori finlandesi

Un totale di 24 ore lavorative a settimana, suddivise in sei ore giornaliere per quattro giorni settimanali. Più qualità della vita e più qualità nel lavoro. Il tutto senza incidere sullo stipendio dei lavoratori. Nella vicina Svezia a Göteborg un’esperienza del genere è già stata sperimentata con successo. Nessun abbassamento di stipendio e meno malattie. Ovunque sia stata sperimentata, la cosiddetta settimana corta, magari di 32 ore come anni fa la Volkswagen o attualmente alcune aziende tecno come Microsoft o assicurative all’altro capo del mondo come in Nuova Zelanda, l’esperienza è positiva.

I lati positivi della settimana corta

Intanto diciamo subito, che i risultati provenienti da queste esperienze, dimostrano che è diminuito l’assenteismo, anche quello per malattia. In fondo il tempo dedicato al privato è a mio avviso, più che sufficiente per godersi la famiglia o comunque occuparsi delle proprie cose, del proprio benessere materiale o psicologico che sia. Inoltre se si concentra il lavoro in minore tempo, ecco che si ha meno necessita di pause per “staccare”: caffè, sigaretta. È stato anche dimostrato in un recente studio del TUC (Changing the world of work for good – Cambiare il mondo del lavoro per sempre), che lavorare di più NON comporta maggiore produzione. Anzi. Secondo questo sindacato Britannico, dare più tempo ai lavoratori per dedicarsi di più alla famiglia e al privato, comporta invece un aumento della produttività. Che poi è in fondo è l’identico pensiero che ha ispirato la premier Sanna Marin per questa proposta di legge.

Smart Working

In Italia più che la settimana corta, sta prendendo piede il cosiddetto “smart working” tradotto “lavoro agile”. Lo stanno adottando molte PMI. In pratica è dare maggiore flessibilità ai lavoratori, che possono scegliere anche gli orari di lavoro, ma in cambio devono rispettare gli impegni e devono essere responsabili rispetto ai risultati ottenuti.  

Tutto questo, sia la settimana corta, che il cosiddetto smart working, non va visto però solo sotto l’aspetto di una semplice variazione di modalità di lavoro, ma c’è molto di più in questo. C’è un cambiante culturale e sociale che sta rivoluzionando il mondo del lavoro e non solo.

Pubblicato il: 4 Gennaio 2020
Verificato da MonsterInsights