Salute e malattia. Arte e pandemia a confronto

Salute e malattia. Non ha trascurato proprio nulla la nostra autrice. Sempre attenta nel suo mestiere a raccogliere ogni spunto che l’arte e gli artisti le forniscono. E sono davvero tante le espressioni e sono davvero variegate le “visioni” di chi compete ogni giorno con la creatività. Persino la pandemia riesce in qualche modo a coinvolgere la mente di chi ha cuore, animo e sensibilità.
Salute e malattia
Salute. Un concetto che ci insegue fin dai primi anni di vita, lungo l’intera crescita fino alla fase adulta, in cui diventa un vero e proprio obiettivo a cui aspirare. Tanto provvidenziale quanto importante risulta questo argomento nel periodo che stiamo affrontando, pesantemente segnato da una pandemia che ha affondato gli artigli nella carne di tutto il Pianeta e non accenna a lasciar andare.
Ma non dimentichiamoci di tutte le altre situazioni mediche che possono affliggere l’essere umano in tutte le sue fasce d’età. Ogni anno, più di sei milioni di bambini non raggiungono in quinto anno d’età; nei Paesi in via di sviluppo, la mortalità legata al parto è di quattordici volte superiore rispetto a quella nei Paesi sviluppati; tra gli adolescenti di tutto il mondo, l’AIDS rimane la seconda causa più comune di morte. Sono solo alcuni dei casi drammatici che l’obiettivo n.3 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite si impone di affrontare per i prossimi anni.
Cosa significa vivere una situazione di malattia
Ma che cosa significa veramente vivere in una situazione di malattia, di assenza, di privazione? Impossibile non far emergere l’esperienza a cui tutti noi possiamo fare riferimento, quella in cui siamo rimasti ingabbiati dalla fine del 2019 a questa parte: il Covid-19. Se da un lato abbiamo vissuto la straniante condizione del primo lockdown, una bolla quotidiana in cui la maggior parte dei lavoratori è stata costretta a riadattarsi ad abitudini completamente differenti, dall’altro, al giorno d’oggi, stiamo affrontando l’ancora più ardua convivenza con il virus e le sue infinite varianti.
Come tutte le persone coinvolte, anche gli artisti sono rimasti influenzati dalla circostanza, nel bene o nel male. Costretti “a tu per tu” con noi stessi. Il lockdown e il rallentamento dovuto alla pandemia ci hanno portati a rivalutare numerosi aspetti della nostra vita, non più dimenticati nella penombra o tralasciati a causa del ritmo frenetico che riscontriamo nel quotidiano.
Come gli artisti hanno “elaborato e proposto” la pandemia
Come hanno, dunque, alcuni degli artisti che animano il panorama attuale, vissuto, elaborato e riproposto in chiave del tutto personale la pandemia? In che modo, quest’ultima, ha cambiato in loro il modo di percepire il mondo circostante e la vita stessa? Come si è riflesso sull’azione creativa?
Claudio Cangialosi

Il primo a dare una risposta è Claudio Cangialosi, artista italiano attualmente residente in Belgio e primo solista per l’Opera Ballet Vlaanderen. Nell’opera “No light without darkness”, attualmente esposta presso Palazzo Pisani Revedin a Venezia (Mostra “Art Collection”, curatela Loredana Trestin, organizzazione Divulgarti, dal 4 al 31 dicembre 2021), viene messa in luce la forte ambivalenza emotiva fuoriuscita dal suo animo durante questo periodo. Il rosso della rabbia si fonde con l’affaticato verde della natura. Due colori complementari che si scontrano, si accendono e progressivamente portano avanti una guerra di resistenza… chi vincerà?
Davide Ricchetti

Parallelamente, come ribatte un artista figurativo alla medesima domanda? Ce lo spiega Davide Ricchetti, il quale, nella sua esposizione in formato digitale presso la mostra “Are you ready?” a Palazzo Ducale di Genova, ha selezionato un’opera dal titolo emblematico: “Andrà tutto bene” (Mostra “Are you ready – Divulgarti). Un mantra che ha seguito i rintocchi delle campane, che ci svegliava al mattino e ci cullava la notte, una speranza che veniva espressa continuamente ad alta voce per farla diventare realistica. La vicinanza delle persone a noi più care, della nostra famiglia e degli amici, l’unione che crea forza e solidarietà hanno permesso di affrontare tutto a testa alta.
Linda Petti

E allora ecco che l’artista Linda Petti, attualmente visibile presso il medesimo spazio espositivo, riesce a fornire un punto di vista del tutto nuovo. Se il suo interesse per l’arte si staglia, delineato, fin dalla giovane età, è stato solo durante il periodo del lockdown che la sua tecnica ha preso una piega inaspettata, spostandosi dalle arti plastiche e performative, alla pittura astratta. Il messaggio principale, il dono che vuole fare a tutti gli spettatori è quello di imparare dal proprio passato. Rielaborandolo nell’umanità che ci accompagna ogni giorno (Mostra “Gifts of Art – 5th Edition” – dal 16 dicembre 2021 all’8 gennaio 2022).
Paola Semilia

E per ultima, ma non meno importante, è di vitale importanza far partecipare Paola Semilia al convivio creativo. Artista siciliana dalla tecnica sempre in evoluzione, nel marzo 2020 ha concepito un’opera-chiave per il periodo che stiamo attualmente vivendo: “Covid-19”. Cristallina come il suo titolo, vuole essere portavoce di un messaggio di protesta. Una ribellione che non sia dell’uomo contro la situazione che stiamo attraversando, bensì della natura che ci circonda.
“Stanca di essere maltrattata, ha chiesto al mondo di fermarsi per un po’. Vediamo infatti attraverso le parole della stessa artista come tutto ciò che accade giornalmente, specialmente le situazioni drammatiche, ci debbano servire da monito e da lezione. Non tutto quello che succede, capita per far del male. E’ proprio durante il lockdown che la natura è riuscita infatti a riprendersi, anche se solo in parte, ciò che l’artificialità umana le aveva tolto, recuperando ossigeno per qualche mese. Adesso sta solo a noi ricominciare da zero con un piano innovativo e che permetta di ripartire dalla madre terra che ci ospita.
Salute e malattia: Art you ready?
Uno scontro e un incontro tra menti affini che dialogano e trovano un modo per esprimere le loro emozioni: ecco il ruolo che l’arte deve assumere in queste situazioni. Perché la malattia e la salute sono parte della nostra vita, si alternano, si aspettano e si rincorrono per tutto il corso dell’esistenza umana, finché una delle due non prevale. Quello che dobbiamo fare noi è, attraverso l’unione, l’arte, la cultura e il calore, trovare un modo per vivere in armonia, limitando come possiamo il negativo e puntando al meglio per la collettività.



