Rinascimento e sogno di Nuovo Rinascimento

Rinascimento
In questo periodo si parla tanto di Nuovo Rinascimento, tanto da rischiare che questo termine diventi uno slogan svuotato di significato e fascino. Ed è proprio sulla sua grande capacità evocativa che politici e non solo fanno leva per far sognare la gente che dopo questa triste e faticosa situazione del covid il mondo possa risorgere e appunto rinascere.
Rinascimento, risorgimento, resurrezione
Ma spesso si fa l’errore di confondere il Rinascimento con Risorgimento o resurrezione. Si parla di Rinascimento come qualcosa che calerà dall’alto, grazie magari ad una nuova corrente politica o ad una nuova scoperta scientifica, senza chiedersi il perchè una di queste variabili dovrebbe recuperare, come un deus ex machina, il patrimonio ancora vivo di una storia di secoli fa, se non cerchiamo di capire cosa di questa storia abbia reso quel periodo così speciale.
Il valore della coscienza e dell’azione umana
Il Rinascimento che è stato ispirato ed ha ulteriormente elaborato il pensiero umanista, proclamava il valore della coscienza e dell’azione umana. Questo resituirà all’uomo di quel periodo la facoltà di erigere il proprio mondo, condividendo la positività e l’ottimismo della borghesia emergente. Il Rinascimento riscopre la civiltà classica, vista come guida e maestra per la sua felice interpretazione dell’uomo e della natura. Una natura slegata dalle interpretazioni teologiche che si fa inquietante caricando l’esperienza umana di nuove responsabilità.
Le grandi scoperte come quella dell’America del 1942 e il colonialismo aprono a un mondo più vasto e vario. Sarà di grande ispirazione agli artisti del Cinquecento. Secolo che avrà personalità straordinarie dalle grandi capacità di influenzare la vita e il pensiero dell’epoca. Non per niente infatti all’arte del Rinascimento è attribuita un’importante funzione civile. Fioriscono la trattatistica e la storiografia artistica con Ghiberti, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Leonardo, Vasari. L’artista è anche un dotto che crea nuove forme che contribuiscono alla conoscenza del reale.
Brunelleschi moderna figura dell’architetto
Basti pensare a Brunelleschi, vanto della città di Firenze per la realizzazione della mastodontica cupola di Santa Maria in Fiore. Un capolavoro di architettura all’avanguardia che ha fatto uso di un sistema autoportante con murature interne a spina di pesce, per una cupola a sesto acuto, a doppia calotta con costoloni marmorei di sostegno interni ed esterni. E’ Brunelleschi infatti ad incarnare la moderna figura dell’architetto, la scoperta e la prima formulazione della prospettiva sono opera sua!

Donatello e Masaccio incarneranno la modernità rispettivamente per scultura e pittura. Figure straordinarie che non esercitano più un’arte meramente “meccanica”. Sono intellettuali che praticano un’”arte liberale”, fondata sulla matematica, la geometria, la conoscenza storica. L’architettura di Brunelleschi si distingue ancora per l’ineguagliabile pulizia in cui è leggibile la purezza di linee e forme, ottenuta con un ricorso essenziale e rigoroso agli elementi decorativi.
Nuovo Rinascimento?
Ed allora giunge stonato sentire parlare anche gli artisti di oggi di Nuovo Rinascimento. E viene da chiedersi se queste nuove figure, di cui , sarà difficile tra qualche anno ricordare anche i nomi, hanno presente che Leonardo da Vinci, mentre dipingeva la Gioconda, progettava i Navigli di Milano, lavorando con le più disparate maestranze delle botteghe. Non facciamo dunque confusione citando il Nuovo Rinascimento come un’auspicata rivoluzione che scacci l’inascoltabile trap per fare ritornare quelle armoniose melodie che rassicurino i nostri animi provati.
Certamente dopo il covid “sarà da riprogettare questo “spazio di mezzo” come necessariamente flessibile, adaptive, non rigido, che segua le persone nei loro movimenti senza rinunciare alla socialità, una nuova forma di dialogo tra cose, case, persone e azioni, una conversazione” come affermato da Daniela Cavallo, docente Marketing Territoriale all’Università di Verona, ma invocare un Nuovo Rinascimento sperando che possa come per incanto materializzarsi nei nostri luoghi di lavoro e nelle nostre case, non basta. Il periodo storico che più di tutti ha esaltato e promosso il concetto di Bellezza, il Rinascimento appunto, era provvisto di menti geniali. Michelangelo, Leonardo, Raffaello e via dicendo, oggi chi possiamo menzionare?

Ai posteri l’ardua sentenza
E quindi, ce la farà il nostro paese a far rinascere quel Rinascimento (scusate il bisticcio di parole) che si basa sulla valorizzazione della dignità e della capacità umana, sulla possibilità dell’uomo di costruire nuove visioni e nuove prospettive all’interno di una società che richiede strumenti psicologici sicuramente molto più complessi del passato per orientarsi e realizzarsi?



