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“Red flag”il segnale per prevenire la violenza di genere?

Violenza di genere: si può prevenire? I “red flag” da riconoscere per non cadere nella trappola che potrebbe portare alla violenza di genere

Red flag - Stop alla violenza
STOP alla violenza!

“Red flag” il segnale per prevenire la violenza

Alla fine di ogni intervento educativo di prevenzione che conduco nelle scuole sulla violenza di genere mi piace affermare che “dalla violenza si può uscire, ma è possibile anche non entrarci, se si riconoscono i campanelli d’allarme”.

I primi campanelli d’allarme da non trascurare

Questi campanelli d’allarme, sono dei segnali, quelli che le nuove generazioni chiamano “Red flag”, che potrebbero mettere in allerta e permettere di captare tempestivamente quando una storia non è sana, per evitare di entrare in relazione o quantomeno per permettere di uscirne il prima possibile senza subire ignare, per mesi/anni e prive di consapevolezza:

  • Il controllo finalizzato esclusivamente alla rassicurazione personale ma che viene il più delle volte scambiato per premura, attenzione e cura soprattutto all’inizio della relazione. Si manifesta con richieste di rassicurazione continue ed asfissianti, messaggi e/o telefonate ossessive e reiterate per voler sapere dove ci si trova, con chi e perché, il controllo del cellulare, dei social, del GPS e della cronologia del telefono.
  • Senso di colpa: l’utilizzo di frasi del tipo: “sei tu che mi rendi così“, “mi dispiace per come mi sono comportato però tu non devi rispondere in quei momenti“, “ero nervoso e tu avresti dovuto calmarmi”, “se ti fossi comportata diversamente non sarebbe successo“. L’obiettivo è giustificare e minimizzare i propri comportamenti scaricando la colpa sull’altro.
  • La gelosia patologica: potrebbe essere scambiata per attenzione e amore ma è un vortice di controllo e possesso che porta l’autore ad agire compiendo azioni non proporzionate, irrazionali e violente. Si basa su presupposti logoranti, è eccessiva, intrusiva e soprattutto ingiustificata.
  • L’isolamento avviene in maniera graduale e subdola. L’autore di maltrattamento porta la vittima a insinuare il dubbio sulle sue amicizie, sulla sua famiglia e su chiunque faccia parte della sua vita. Utilizza frasi come: “nessuno ci tiene a te quanto me“, “se non ci fossi io, saresti sola, le tue amiche sono false, sono gelose della nostra relazione“. instilla il dubbio nella donna per far sì che lei si allontani autonomamente e spontaneamente per diventare l’unico punto di riferimento.
  • La mancanza di rispetto: ritardare agli appuntamenti senza scusarsi sottovalutando il tempo dell’altra persona, dimenticanza di eventi importanti come il compleanno o eventi cari alla partner.
  • La violenza verbale: spesso sottovalutata in quanto non lascia segni evidenti, ma logora a livello emotivo e psicologico, generando confusione, altalena emotiva e distruzione del valore e dell’autostima.

Altri “Red flag” solitamente ignorati

Altri campanelli d’allarme che non andrebbero ignorati sono:

  • Le minacce, le parolacce, le urla.
  • Le svalutazioni e le umiliazioni ignorando i sentimenti e le emozioni della partner.
  • I silenzi, sparisce e non risponde per ore e/o per giorni. Il silenzio viene spesso usato come forma di punizione.
  • Scatti d’ira, aggressività verbale e distruzione degli oggetti cari.
  • Le prese in giro. Ride di te, dei tuoi vissuti e delle tue idee.
  • Ti ridicolizza e racconta le tue cose personali.
  • Fa leva sulle tue fragilità e le usa per ferirti.
  • Non ti ascolta.
  • Ti racconta bugie e menzogne, ti inganna.
  • Ti illude e ti manipola.
  • Usa i ricatti emotivi: “se mi lasci mi ammazzo”  “senza te la mia vita non ha senso“, “se mi tradisci fai una brutta fine”, “senza di me non vali niente” .

Gli interventi educativi nelle scuole

Quando si parla di prevenzione e di interventi educativi nelle scuole, si parla di violenza trasversalmente al femminile e al maschile. L’obiettivo è quello di accrescere consapevolezza nei giovani. Far conoscere il fenomeno al maschile e al femminile, con la speranza che questi episodi possano ridursi e/o addirittura non verificarsi. L’intento è far conoscere le dinamiche, nella speranza che le ragazze possano rendersi conto nell’immediato quando una relazione è disfunzionale e i ragazzi possano prendere atto di cosa è bene NON fare per creare una relazione con base sana.

Non entrate nella violenza! Ma se siete vittime di violenza e vi riconoscete in queste dinamiche chiedete aiuto perché è possibile uscirne.

Se sei vittima di violenza rivolgiti ad un centro antiviolenza e/o chiama il 15 22 numero antiviolenza gratuito attivo 24 h su 24.

Pubblicato il: 2 Aprile 2025
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