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Povertà e ricchezza. L’oro è servo oppure padrone?

Povertà - Jonathan Whitaker
Jonathan Whitaker

Povertà e ricchezza

Povertà è ricchezza. L’oro e servo oppure padrone? L’oro. Questo elemento chimico così prezioso. Ha salvato, ha diviso, ha segnato profondamente il destino in positivo e in negativo dell’uomo. Sempre al centro dell’attenzione.  L’oro crea disuguaglianza e come sempre il mondo variegato dell’Arte, ne coglie l’essenza immediatamente e a suo modo. Il “Come osate” andrebbe usato in ogni parola chiave simbolo di appartenenza a un’unica terra.

William Shakespeare

“<<Maestro, vorrei sapere come vivono i pesci nel mare.>>. <<Come gli uomini sulla terra: i grandi si mangiano quelli piccoli>>”. È con questa metaforica affermazione che William Shakespeare fa cenno alle grandi disuguaglianze che caratterizzano la società nel mondo, composta da un più che variegato melting pot di culture e ricchezze. Come si può intendere il termine “povertà”? Secondo la definizione, questa coincide con lo “stato di indigenza consistente in un livello di reddito troppo basso per permettere la soddisfazione di bisogni fondamentali in termini di mercato, nonché in una inadeguata disponibilità di beni e servizi di ordine sociale, politico e culturale” (Treccani). Ma che altre accezioni può avere?

La povertà

Se da un lato gli indici di povertà sono diminuiti vertiginosamente negli ultimi decenni e continuano a decrescere, vero è che un numero ingente di famiglie in tutto il mondo conduce una vita dalle condizioni estreme. È nei Paesi in via di sviluppo che si esplicita il paradosso. Sebbene i miglioramenti siano alla luce del sole, in molte zone dell’Asia meridionale e dell’Africa subsahariana la maggior parte della popolazione sopravvive in condizioni disastrate, portando allo sviluppo continuo di malattie legate a malnutrizione e infezioni, aggravate ulteriormente dai conflitti. Ma povertà è anche incapacità di accedere alle grandiose risorse che questo mondo frenetico ci mette a disposizione. È l’essere tagliati fuori da una manna che esiste solo per gli altri, inaccessibile, lontana.

L’oro servo o padrone?

Jonathan Whitaker nella mostra organizzata da Divulgarti

In che modo l’arte sembra assorbire e rielaborare questa tematica? Come può il denaro diventare un soggetto prediletto da un artista, il quale quotidianamente e spesso inconsapevolmente si trova ad affrontare il mondo del mercato mondiale? Primo su tutti spicca lo svedese Jonathan Whitaker, artista che predilige la rappresentazione del mezzo che muove il mondo: i soldi. Piogge di banconote e colori accecanti, fumettistici, caratterizzano le sue opere. Sulle quali si dispongono schiere di cartamoneta vera e fittizia, ad indicare la serialità della sua produzione. Volontà dell’artista è dunque quella di sottolineare il fondamentale ruolo del denaro nel mondo che ci governa. Un messaggio urlato a gran voce all’interno delle mostre “Tracce ed Orme” e “Gifts of Art – 4th Edition”.

La mostra Tracce ed Orme sempre Whitaker

La visione di Simāo Matos

Tematiche di attualità sono ulteriormente sviluppate dall’artista Simāo Matos, il quale dal Portogallo sfonda la barriera del collage per trattare di argomenti a noi molto vicini e sui cui ci invita a riflettere. Bambini in bianco e nero che troppo presto hanno vissuto le crudeltà della vita, i quali mostrano un gonfio ventre, paradossalmente simbolo di denutrizione. Le loro flebili voci e la loro braccia sottili si dimenano e implorano. Al tempo stesso, banchi e sedie ripieni di cibo buttato, avanzato, sprecato. Un mondo a colori che stride e stona con gli sguardi drammatici di quei piccoli uomini – è qui che si esprime una critica sociale alla concentrazione di beni e privilegi e all’esaurimento delle fonti di vita per conto di un’esigua fetta della popolazione. Questo pugno nello stomaco arriva dall’opera “188 WAPSS SERIES – STUPID FOOD FIGHT”, esposta presso la mostra collettiva “Controparte”, organizzata dall’Associazione ARconTE di Genova.

Povertà - Simao Matos
Simāo Matos artista portoghese

Arte spensierata e Arte impegnata

Spesso l’attualità viene assorbita e metabolizzata in forme differenti. Leggendo un giornale, attraverso la grande risorsa di internet, ascoltando le notizie. Difficilmente si pensa all’arte in questi termini. Arte che è creatività, ma anche compianto. Arte spensierata e arte impegnata. Un continuo binomio ossimorico che accompagna l’uomo e ne determina l’esistenza – ma forse è proprio questo, per noi, il mezzo espressivo più libero e prezioso. Il 2030 si avvicina inesorabile, passo dopo passo, gli obiettivi dell’ONU sono raggiunti attraverso azioni mirate proposte dai Paesi aderenti. Ecco che l’arte si colloca all’interno di un processo di sensibilizzazione senza precedenti – quale modo migliore può funzionare se non quello visivo?

Pubblicato il: 9 Marzo 2021
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